Oltre 300 ettari, sei soci e un tempio di 2.500 anni. Sono questi i numeri del primo distretto del vino in Sicilia. Si chiama Segesta Valley ed è appena nata: l’atto costitutivo è stato infatti firmato proprio ieri pomeriggio. Il presidente del nuovo consorzio del Trapanese è Gino Milazzo, che guida la cooperativa Coprovis, e il vice presidente è Giuseppe Lucchese, dell’azienda CastelVenus di Alcamo. Fanno parte della neonata Valley anche le aziende vitivinicole Giuseppe Milazzo, Vincenzo Adamo, Tonnino e Bio Viola.
«L’idea è nata qualche mese fa – racconta Giuseppe Lucchese – ed abbiamo deciso di lavorare subito su questo progetto per iniziare prima possibile a promuovere il nostro vino attraverso il territorio, che nel nostro caso ha anche una storia millenaria».
Un vero esempio di marketing territoriale che quelli della Segesta Valley, da imprenditori che lavorano coi mercati esteri, conoscono bene.
«Quando dobbiamo vendere il nostro vino nel mercato internazionale dobbiamo puntare sulla storia, sul paesaggio e sulle tradizioni – prosegue il manager – perché è questo quello che attira».
In più a Segesta c’è anche un altro elemento: il terroir. «I nostri vigneti sono prevalentemente in collina, con condizioni pedoclimatiche favorevoli allo sviluppo delle piante e alla nascita di vini di qualità – precisa – del resto ci sarà un motivo se gli antichi Greci coltivavano la vite a Segesta 2500 anni fa».
E sull’assonanza con la Napa Valley, che è quasi immediata, il vice presidente commenta: «Abbiamo pensato di utilizzare il termine Valley non per emulare gli americani, perché non abbiamo le distese e i numeri che hanno loro, ma perché oggi, nell’immaginario collettivo del consumatore di vino nel mondo globalizzato, Valley è un termine che evoca un territorio vitivinicolo con caratteristiche omogenee, ed è quello che vogliamo mettere in evidenza».
La sede legale è quella dell'azienda Vincenzo Adamo, il sito internet è in costruzione e sarà presentato in anteprima ad aprile, in occasione del Vinitaly di Verona.