Non basta una vita per conoscere una persona, anche quando ti sta accanto, figuriamoci un’intervista. Possiamo raccontarvi le sensazioni, che ci giungono dal nostro interlocutore. Non è una gran cosa, ma nemmeno da buttar via, perché se si dubita di tutto non si campa più.
Tutta questa manfrina per raccontarvi che abbiamo conosciuto un dirigente regionale che ci ha bene impressionato. Si chiama Dario Cartabellotta, ha 40 anni ed ha l’aria di un gentleman inglese. E’ stato nominato da poco tempo dirigente generale dell’Istituto della Vite e del Vino, il settore economico più importante della Sicilia. Una nomina politica? E chi lo sa. Di sicuro azzeccata, perché questo signore sa perfettamente che cosa deve andare a fare, è competente, moderno, lucido.
Nonostante tutto questo, fa parte della categoria dei dirigenti della Regione siciliana, la cui immagine non è proprio positiva. Dario Cartabellotta è la prova che fare di tutta l’erba un fascio è una idiozia, perché si finisce con lo sprecare professionalità e competenze che sono di grande utilità nella Sicilia di questi tempi.
Il nuovo dirigente dell’Istituto Vite e Vino, insomma, non prova che i dirigenti regionali sono tutti bravi, ma mette in discussione il contrario, che la Regione non abbia le competenze interne per fare bene.
Noi, a parte il dirigente di cui scriviamo, ci siamo fatti un’idea sui dirigenti regionali: che i funzionari competenti ci sono e che la politica dovrebbe finalmente utilizzarli – come pare sia intenzionata a fare- proprio per trarne vantaggi d’immagine e tutto il resto.
Dario Cartabellotta ci ha permesso di avere una panoramica sufficientemente chiara di ciò che si muove in Sicilia nel settore “trainante”, il vino. E’ specializzato in agrometeorologia ed ha un curriculum interessante, essendosi occupato di assistenza tecnica e diretto il dipartimento per gli interventi infrastrutturali in agricoltura, prima di arrivare all’Istituto della Vite e del Vino.
“La storia recente del vino siciliano è straordinaria”, esordisce. “Niente di simile si è avuto in altri settori economici isolani. Siamo passati dalle navi che portavano vinaccia in Francia, Toscana e Germania da Pachino, Riposto e Marsala, ad un fatturato di quasi un miliardo di euro l’anno”.
Qual è stato il momento di svolta?
“La guerra dei vignerons francesi, che hanno costretto i siciliani a diventare imprenditori, e l’aiuto alla distillazione chiesto ed ottenuto sempre dai francesi”.
Dobbiamo ai francesi il miracolo?
“Proprio così. Ma dobbiamo anche qualcosa agli australiani”.
Gli australiani?
Qual è la situazione oggi, in Sicilia?
“Negli ultimi dieci anni sono stati riconvertiti 35 mila ettari per la produzione di uva, con vigneti autoctoni o meno. Siamo passati dalle navi del vino e le cantine sociali all’imprenditoria. In quindici anni abbiamo investito un miliardo di euro, metà pubblico e metà privato, a cominciare dal 1994. Ora bisogna raccogliere i frutti”.
Che cosa ha favorito la crescita?
“Il brand Sicilia. Prima c’erano solo il Piemonte,, la Toscana e il Veneto. Ora siamo “percepiti” all’estero come la quarta regione importante. L’Economist in agosto ha realizzato un rapporto sul settore vitivinicolo, affermando che la Sicilia è l’unica vera realtà di prospettiva. Per questa ragione il nostro fatturato si avvia a toccare il tetto del miliardo di euro. Un balzo notevole, siamo passati da 150 milioni di euro di pochi anni fa, a questa cifra”.
Ci può dare un quadro di riferimento più dettagliato?
“Certo, abbiamo trenta aziende che producono più di un milione di bottiglie, cento fra 10 mila e un milione di bottiglie e 300 sotto le centomila. Queste aziende trasformano ventimila ettari di vigneto siciliano. Sono stati ristrutturati ben 35 mila ettari, 15 mila ettari sono rimasti fuori dall’imbottigliamento, è prodotto sfuso. Uno spreco”.
Qual è dunque il vero problema?
“Gli 80 mila ettari che vengono dalle cantine sociali sorte ai tempi della distillazione. Ottenevano milioni di euro di contributi, che ora stanno scomparendo. Questo comparto è senza protezione e, in qualche modo, fuori mercato. Bisogna intervenire su questa quantità enorme di vino sfuso…”.
Come intervenire?
“Migliorando la filiera con una ripartizione del valore all’interno. In una espressione, il contratto di filiera va aggiornato, bisogna imporre qualità e prezzo. Non bisogna inventarsi niente, fare ciò che avviene ovunque e in altri comparti, come le mele trentine o il parmigiano reggiano. Ricordate il caso Tanzi a Termini? E’ finita male perché il contratto di filiera non era ben fatto”.
E’ questo il punto?
“Occorre una strategia a favore delle piccole e medie imprese. L’Ue ha intrapreso strade che non ci aiutano, considera il vino come un prodotto qualsiasi. Invece il vino ha una caratteristica speciale, è legato al territorio. I consumatori vogliono sentire la differenza, vogliono il sapore del territorio…”.
Quali difficoltà presenta questa inversione di tendenza?
“Noi dobbiamo confrontarci con due realtà importanti che possiamo raggruppare, per sintetizzare, in due tipologie, quella francese e l’australiana. I francesi hanno vino di qualità ma prezzi alti, gli australiani hanno una qualità molto modesta e prezzi molto bassi. La Sicilia ha una materia prima imbattibile, che può immettere nel mercato una buona qualità con prezzi competitivi rispetto ai francesi. Il futuro è nostro se ci sappiamo fare”.
Che cosa suggerisce, dottor Cartabellotta?
“Puntare sulla territorialità, l’omologazione (australiana, cilena ecce) non ha futuro. Vino legato al territorio e la logica francese sul consumo…”
Che cosa significa?
“Puntando sulla territorialità, battiamo la concorrenza. Abbiamo i migliori vigneti e facciamo sentire il sapore della Sicilia, al pari dei francesi, ma con prezzi più interessanti. Il sapore di botte noi non lo facciamo sentire… Ma dobbiamo fare di più nel campo della comunicazione, imparando dai francesi che da sempre suggeriscono un consumo ponderato del vino. Sono riusciti a tirare fuori il vino dalle campagne contro l’alcolismo, stimolando un uso moderato. Da noi, in Italia, il vino è rimasto invischiato nelle campagne contro le ubriacature. Assurdo. Il vino con gli sballi del sabato sera non c’entra niente. Un bicchiere di vino a pasto non fa male a nessuno, anzi… Occorre una comunicazione oggettiva e non solo aziendale, facendo uscire il vino dall’area dello sballo, proponendo un modello di consumo ottimale”.
in via dele tutto teorico, l'analisi e perfetta, insuperabile, dal punto di vista pratico è distante un secolo della realtà
provate a chederlo agli imprenditori ai agricoltori, ai viticoltori che si alzano ogni mattina alle 4.00
...............vedrete
all'istituto ci vuole una guida autorevole di viticolturi lungimiranti, come rallo,planeta, e perchè no zonin, rizzoli..........
e allora si................
condivido perfettamente ,anche perchè il dott. Cartabellotta con il ruolo che ha avuto all'ass. agricoltura avrebbe potuto già occuparsi di problemi di viticultura siciliana ,che sicuramente non si risolvono fornendo alle strutture vinicole dei professionisti a titolo gratuito... il classico metodo di sistemare 69 persone per tre anni
Spett.le Redazione,
mi sbaglio o il Dott. Dario Cartabellotta è stato uno di quei dirigenti generali che il Governatore Lombardo ha spazzato via qualche mese fa senza nessuna plausibile giustificazione. Se è così bravo come dite ( ed in effetti per quel poco che ne so, è bravo veramente), perchè non lo andate a raccontare a Lombardo chiedendo qualche chiarimento in merito. Questa si che sarebbe giusta e doverosa informazione per i cittadini che spesso subiscono scelte politiche assolutamente senza senso e da politici senza nessuna competenza.
è stato posteggiato all'istituto vite vino in attesa di tempi migliori (Cuffaro) e intanto...
Gentile lettore, capisco la sua meraviglia ma è così, non ho l'abitudine di esaminare i trascorsi delle persone che incontro o intervisto.Mi bastano poche informazioni e confido nella mia diligenza e buona sorte. Lei ha più informazioni di me, e le offre ai lettori. Non tutte, però. Il suo nome e cognome non lo da a nessuno. Perché?
Scusatemi, con l'occasione sarebbe pure interessante sapere come il Dott.Cartabellotta sia diventato dirigente generale così giovane: ha partecipato ad una selezione o concorso?Quali criteri sono stati adottati nella scelta?
A parte i titoli, sicuramente particolari doti e abilità umane.
....guarda che la legge è stata promulgata dal presidente dell'epoca CAPODICASA. ex ds.
anche se ad applicarla sono stati i suoi successori.
Lombardo se è così bravo perchè non la cambia ?
i l suo assessore all'agricoltura, neanche la rotazione dei dirigenti dei servizi e delle unità, come ha trombettato all'insediamento (13 luglio) e capace di fare,,,,,,,,,,,
Cuffaro ha dato più soldi all'agricoltura che alla formazione professionale,
nella sua azione di gorverno ha privilegiato sempre gli interessi dei piccoli-medi agricoltori siciliani piuttosto che quelli dei grandi capitalisti del nord....
Ricordatelo sempre, a futura memoria...
P.s. Che c'entra Cartabellotta con Cuffaro? Vorrei capirlo davvero.
Ma dove hai vissuto in questi anni?
Come si sta su marte? Salutaci i marziani.
Cuffaro ha fatto più danni della peronospora.
Suggerirei a lei e a Sicilia Informazioni di verificare se il Dott.Cartabellotta sia mai stato candidato nel partito di Cuffaro.
Gentile lettore, La ringraziamo per il suggerimento ma non non consideriamo l'eventuale candidatura di un dirigente regionale nella lista di un partito politico un titolo di demerito o merito. E questo al di là dell'idea che ci siamo fatti dell'Udc. Non abbiamo mai usato la lavagna con la lista dei buoni e dei cattivi. E vorremmo che questo modo ldi vedere il mondo avesse più proseliti al fine di non mandare a carte quarantotto questo paese così difficile e ineuieto, livoroso e pieno di pregiudizi. Quanto all'opinione che ci siamo fatti del dottor Cartabellotta, contenuta nell'intervista, la ribadiamo: è buona. E l'abbiamo riferita senza esserci informati sui suoi trascorsi.
Cuffaro ha dato più soldi all'agricoltura che alla formazione professionale,
nella sua azione di gorverno ha privilegiato sempre gli interessi dei piccoli-medi agricoltori siciliani piuttosto che quelli dei grandi capitalisti del nord....
Ricordatelo sempre, a futura memoria...
P.s. Che c'entra Cartabellotta con Cuffaro? Vorrei capirlo davvero.
Suggerirei a lei e a Sicilia Informazioni di verificare se il Dott.Cartabellotta sia mai stato candidato nel partito di Cuffaro.
La legge regionale 10 promulgata dall’on capodicasa, ex comunista, consente la nomina dei direttori generali per grazia ricevuta direttamente al presidente a capo della p.a. senza nessun criterio.
Ciò non toglie che i direttori non siano all’altezza della situazione.
Altre volte capita però che i direttori per grazia ricevuta non posseggono l’autorevolezza necessaria, e la competenza, e professionalità adeguata
I direttori a loro volta nominano i dirigenti dei servizi e delle u.o collegate, e qui si, che di frequente si trovano degli asini con la patente,a capo dei servizi, come un tale G.S all’agricoltura
Cuffaro ha dato più soldi all'agricoltura che alla formazione professionale,
nella sua azione di gorverno ha privilegiato sempre gli interessi dei piccoli-medi agricoltori siciliani piuttosto che quelli dei grandi capitalisti del nord....
Ricordatelo sempre, a futura memoria...
P.s. Che c'entra Cartabellotta con Cuffaro? Vorrei capirlo davvero.
Spett.le Redazione,
mi sbaglio o il Dott. Dario Cartabellotta è stato uno di quei dirigenti generali che il Governatore Lombardo ha spazzato via qualche mese fa senza nessuna plausibile giustificazione. Se è così bravo come dite ( ed in effetti per quel poco che ne so, è bravo veramente), perchè non lo andate a raccontare a Lombardo chiedendo qualche chiarimento in merito. Questa si che sarebbe giusta e doverosa informazione per i cittadini che spesso subiscono scelte politiche assolutamente senza senso e da politici senza nessuna competenza.
Scusatemi, con l'occasione sarebbe pure interessante sapere come il Dott.Cartabellotta sia diventato dirigente generale così giovane: ha partecipato ad una selezione o concorso?Quali criteri sono stati adottati nella scelta?
Viva Totò Cuffaro!
Lui si che ha difeso la causa e gli interessi dei contadini siciliani!
Infatti, con una seria programmazione ed interventi mirati, adesso possiamo dire di essere proprio nella ...
E non dite che la colpa è dell'Ue, di Berlusconi o di Lombardo.
Viva Totò Cuffaro!
Che c'entra Cartabellotta con Cuffaro?
Viva Totò Cuffaro!
Lui si che ha difeso la causa e gli interessi dei contadini siciliani!
Infatti, con una seria programmazione ed interventi mirati, adesso possiamo dire di essere proprio nella ...
E non dite che la colpa è dell'Ue, di Berlusconi o di Lombardo.
Viva Totò Cuffaro!
Che c'entra Cuffaro con la crisi dell'agricoltura e della vitivinicoltura siciliana?
Spett.le Redazione,
mi sbaglio o il Dott. Dario Cartabellotta è stato uno di quei dirigenti generali che il Governatore Lombardo ha spazzato via qualche mese fa senza nessuna plausibile giustificazione. Se è così bravo come dite ( ed in effetti per quel poco che ne so, è bravo veramente), perchè non lo andate a raccontare a Lombardo chiedendo qualche chiarimento in merito. Questa si che sarebbe giusta e doverosa informazione per i cittadini che spesso subiscono scelte politiche assolutamente senza senso e da politici senza nessuna competenza.
Viva Totò Cuffaro!
Lui si che ha difeso la causa e gli interessi dei contadini siciliani!
Infatti, con una seria programmazione ed interventi mirati, adesso possiamo dire di essere proprio nella ...
E non dite che la colpa è dell'Ue, di Berlusconi o di Lombardo.
Viva Totò Cuffaro!
Dunque, di chi è la colpa? Della magistratura?
Viva Totò Cuffaro!
Lui si che ha difeso la causa e gli interessi dei contadini siciliani!
Infatti, con una seria programmazione ed interventi mirati, adesso possiamo dire di essere proprio nella ...
E non dite che la colpa è dell'Ue, di Berlusconi o di Lombardo.
Viva Totò Cuffaro!
in via dele tutto teorico, l'analisi e perfetta, insuperabile, dal punto di vista pratico è distante un secolo della realtà
provate a chederlo agli imprenditori ai agricoltori, ai viticoltori che si alzano ogni mattina alle 4.00
...............vedrete
all'istituto ci vuole una guida autorevole di viticolturi lungimiranti, come rallo,planeta, e perchè no zonin, rizzoli..........
e allora si................
E allora si...........
che con rallo, planeta zonin, i vitivinicultori siciliani potranno estirpare definitiamente i loro vigneti.
L'Anali fatta dal dott. Caltabellotta é precisa e conivisibile, oggi soffrono la crisi del settore tutti quei vitivinicultori che rientrano in quella fascia di produzione di 80 mila ettari di vigneto.
Sono aziende di piccole e medie dimenzioni che conferiscono il loro prodotto nelle cantine sociali, e che in questi anni hanno subito l'incremento dei costi di produzione, registrando tra l'alto una flessione dei ricavi, riducendo cosi drasticamente i loro utili o addirittura chiudendo in perdita il bilancio di fine anno.
A ragione Caltabellotta é qui che bisogna intervenire, aggiungo io con urgenza, altrimenti assisteremo all'abbandono dei campi ed all'esasperazione delle persone che vivono di agricoltura.
Forse non tutti sanno che per un q.le di uva oggi si ricavano circa 12 euro, che un ettaro di vigneto a catarrato mediamente produce 100/120 q.li di uva, per cui i ricavi annui ammontano a circa 1200/1400 euro Hettaro
Mediamente un'azienda vitivinicola ha una superfice di 8/10 Hettari
Per il totale dei Ricavi é pari ad circa 10/12mila euro ad azienda, il 60/70% sono costi di produzione.
Qualcuno é in grado di spiegarmi come dovvrebbe vivire la famiglia di un vitivinicultore siciliano.
Saluti a tutti
in via dele tutto teorico, l'analisi e perfetta, insuperabile, dal punto di vista pratico è distante un secolo della realtà
provate a chederlo agli imprenditori ai agricoltori, ai viticoltori che si alzano ogni mattina alle 4.00
...............vedrete
all'istituto ci vuole una guida autorevole di viticolturi lungimiranti, come rallo,planeta, e perchè no zonin, rizzoli..........
e allora si................