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Vino & web. Planeta racconta la vendemmia su internet, l’Enoteca italiana lancia un blog e l’Irvv approda su facebook

di Annalisa Ricciardi
02 settembre 2010 17:09
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Si chiama Almanacco della vendemmia ed è un racconto che Planeta, nota azienda vitivinicola siciliana, fa quotidianamente su Facebook, per condividere coi suoi giovani (e meno giovani) fan di Facebook, la raccolta 2010, “postando” foto e semplici commenti sui momenti della raccolta nei suoi vigneti.

 

Ma questa è solo una delle iniziative che mettono il “vino in rete”. Enoteca italiana ha deciso di condividere argomenti, affrontare tematiche, scambiare opinioni su uno dei prodotti principali del Made in Italy attraverso un blog. Il sito è www.vinoegiovani.it/blog ed è una vera e propria vetrina per il progetto "Vino e Giovani", finanziato dal Ministero delle Politiche agricole eforestali e guidato da Enoteca Italiana con l'obiettivo di sensibilizzare i giovani alla conoscenza di uno dei prodotti italiani di eccellenza per orientarli ad un consumo moderato e consapevole.

 

E anche l’Irvv, l’Istituto vite e vino della Regione siciliana, a pochi mesi dal lancio del suo magazine, Vitevinonews.it, ha deciso di passare ai social network. “Ci rendiamo conto che oggi la comunicazione sia fondamentale”, spiega il presidente Leonardo Agueci, “ed è strategico utilizzare i canali più moderni per entrare in contatto con un pubblico nuovo”. Tra i progetti, svela Agueci, anche la realizzazione del magazine in inglese.

 

Già, perché secondo il presidente è puntando sui giovani e sulla comunicazione che si può dare una mano al vino siciliano, che in questo momento sta attraversando una delle più gravi crisi degli ultimi decenni. “Alla fine degli anni ‘90 e agli inizi del nuovo millennio le aziende erano gestite da giovani imprenditori che credevano molto nel loro lavoro e che in alcuni casi hanno contribuito al successo del prodotto nel mondo”, racconta, “La crisi internazionale ha rallentato questo processo, oggi alcuni di questi giovani sono sfiduciati e ad un passo dal fallimento, ed a loro vanno dati nuovi stimoli”. “È per questo che l’Irvv si è fatta capofila del Providi, un esempio di governance tra Irvv e aziende che non vuole fare concorrenza alle associazioni già esistenti ma solo riuscire, attraverso un organismo associativo, a supportare le piccole cantine che da sole non riuscirebbero a promuoversi né in Italia né all’estero”.

 

Tra le azioni che verranno messe in campo e comunicate anche attraverso i nuovi canali, la partecipazione ai bandi dell’Ocm vino e della misura 133 del Piano di sviluppo rurale. “Vogliamo puntare soprattutto sulla promozione nei paesi esteri”, spiega Agueci, “con l’Ocm stiamo presentando delle proposte progettuali come capofila, individuando i paesi obiettivo secondo le esigenze dei produttori”. Da una prima analisi delle richieste, il Presidente non ha dubbi: “Punteremo su Canada e Usa con particolare attenzione alla Florida, ma anche su Corea e Giappone, mentre meno attenzione verrà data a Cina ed India, perché non offrono ancora riscontri interessanti alle aziende, è difficile insomma che un imprenditore si affidi a mercati così lontani senza ricevere in cambio nulla di concreto”.

 

Che gli Usa siano un mercato su cui puntare lo dicono del resto anche i numeri diffusi in questi giorni da Coldiretti che parla di un aumento delle esportazioni in valore del 12,5 per cento per il vino italiano in Usa. Una crescita record in cui il vino siciliano, secondo Agueci, “può avere un ruolo importante”. “Attraverso le misure di promozione intendiamo inserirci in questo canale soprattutto per fare cavalcare l’onda anche alle piccole aziende che da sole non potrebbero mai approdare a certi canali commerciali. Stiamo mettendo un po’ da parte la grande distribuzione, concentrandoci di più su enoteche e ristoranti”.

 

Non solo. “Vorremmo permettere ai piccoli produttori, che più di altri hanno subito la crisi, di partecipare a seminari di carattere internazionale, inserirsi anche in canali innovativi di vendita on-line. Ma tutto questo va supportato con azioni mirate, evitando di disperdere le risorse in mille rivoli che non danno risultati. Se no, aver sottratto i fondi alla distillazione per la promozione, non sarà servito a nulla”.

 

Infine, sulla vendemmia spiega: “I primi dati parlano di una raccolta piuttosto precoce di Catarratto e Grillo, probabilmente dovuta ad una grande richiesta di prodotto per la spumantizzazione. Così all’imprenditore viene meno il valore aggiunto del vino. Non solo. Cambia anche l’obiettivo produttivo che non è più la qualità ma il mercato, perché non si permette a questi vitigni autoctoni di raggiungere livelli di maturazione che danno profumi e caratteristiche uniche”. E, confermando i timori finora manifestati da diversi attori della filiera vitivinicola, conclude: “Forse, alla luce di quello che sta accandendo in Sicilia, prima di puntare sulla vendemmia verde andava fatta una riflessione maggiore”.

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