Una vendemmia di qualità ma i produttori di uva non sono per niente felici. Giancarlo Conte, vicepresidente dell’Irvv, Istituto vite e vino della Regione siciliana, fotografa lucidamente il contesto, che non è roseo. E spiega perché.
“La crisi c’è, è innegabile, ed è anche vero che il peggio debba ancora arrivare e che molte aziende siciliane non riusciranno a sopravvivere”. Molti gli elementi che, secondo Conte, determinerebbero questa vera e propria “selezione”, peraltro prevedibile da anni. “Prima di tutto”, spiega, “le misure attivate non hanno dato nuova linfa al sistema anzi, al contrario lo hanno affossato. Mi riferisco all’abbandono dei vigneti e alla vendemmia verde: due effetti che, combinati tra loro, stanno determinando una riduzione drastica della produzione, altro che linfa”.
Ma i problemi non finiscono qui. “Una riduzione della produzione in vigna si riflette anche sul mercato dell’alcool, già abbondantemente penalizzato da una campagna propagandistica con pesanti effetti negativi”, precisa. “Producendo meno uva ci sarà anche meno sottoprodotto da utilizzare per la distillazione”. Il risultato è il mancato utilizzo dei fondi per la distillazione, venti milioni di euro, che determina un vero e proprio collasso del sistema. “Se milioni di euro vanno persi così, che piano di sostegno è? Dovremmo lavorare, come fa il governo spagnolo, al sistema nel suo complesso, non considerare ogni anello della filiera scollato dall’altro”.
Sull’accordo tra Ue e Australia per fermare la concorrenza del Marsala australiano dal 2011 Conte osserva: “È un ottimo traguardo, il Marsala è un prodotto di nicchia che va tutelato, parliamo di 60 mila ettolitri su un totale di 7 milioni di vino prodotto in Sicilia. Già un primo passo è stato fatto da alcune cantine che cercano di valorizzare il mosto Doc. Un prodotto che fino a ieri veniva pagato meno del vino comune e che molte cantine sarebbero disposte a declassare a prodotto comune che ha più mercato, con conseguenze sull'intero settore”.
Infine le strategie per rilanciare il vino siciliano: per alcuni Nero d’Avola che risentono negativamente dell’effetto boomerang dovuto all’immissione nel mercato di prodotti scadenti, appare utile un sistema di tracciabilità che ne garantisca l’origine. “Dobbiamo cercare di applicare dei meccanismi non solo cartacei e burocratici come un Marchio d’area, ma anche tecnologici e genetici, che esistono già e garantiscano il consumatore sulla provenienza del vino”.
Progetti per il futuro?
“Nelle prossime settimane sarà definito un piano di promozione integrata, che verrà realizzato attraverso le misure del Piano di sviluppo rurale e dell’Ocm vino. Aspettiamo solo le conferme dalle aziende”.
Gentile lettore, il suo sfogo è comprensibile peeché Lei vive le frustrazioni di una "missione" da compiere in memoria dei suoi genitori senza altro scopo che di compierla. La scelta di aderire alla vendemmia verde, la distruzione del prodotto prima della vendemmia, è figlia di questa frustrazione, che ha però cause ben concrete e palpasbili a lei sicuramente note: il prezzo dell'uva non compensa in alcun modo il lavoro e gli investimenti. Si è chiesto perché ciò avviene? Per quale ragione si paghi in Sicilia l'uva a sette euro mentre nel Nord il prezzo è mediamente di quaranta euro, e per le produzioni speciali si va da trenta auro in Sicilia a cento nel Nord?
Nell'isola i produttori vengono incaprettati. Solo qualche azienda, èer esempio la Vini Corvo, tiene in considerazione, le ragioni degli agricoltori pagando 35 euro il prodotto grazie ad una apprezzabile lungimiranza ed una scelta intelligente che co0nsente agli agricoltori come lei di "farcela" invece che abbandonarli alla vendemmia verde, alla distruzione del prodotto prima che si abbia conoscenza della qualità e della quantità di esso. Una jattura, perché il prodotto potrebbe non bastare. e sarebbe un danno gravissimo per l'intera economia agricola Questa gravissima disparità di trattamento si realizza in una regione che ha compiuto autentici miracoli nel settore eno,logico, grazie anche all'Istituto della Vite e del Vino. Il suo "giustificato" rancore ha messo in mezzo uno dei pochi organismi che svolgono un ruolo d'indirizzo ed assistenza preziosi per un settore in rapida ascesa.
L'Istituto non ha niente a che vedere con la vendemmia verde, che ha denunciato da sempre come un grave errore, e non ha nulla a che fare con la disparità di prezzo, che affama gli agricoltori senza peraltro arricchire le aziende vinicole in considerazione del fatto che il vino incide in modo modesto sui costi di produzione.
Non tocca a noi, infine, fare la difesa d'ufficio dei dirigenti dell'Istituto, che shanno una buona immagine, Il dottor Conti non è un funzionario regionale né un politico, ma un imprenditore della grappa (ed altro) di successo e vende sia in Italia che all'estero.
Il rancore, seppure comprensibile, gioca brutti scherzi anche quando chiama testimoni come il dottor Galbraith, il quale non avrebbe certo incoraggiato la vendemmia verde, ma il suo contrario: creare le condizioni perché i'investimento sia remunerativo, il contesto venga modificato, e ognuno per la propria parte.
Per concludere, una considerazione, o meglio una domanda. Una persona che cita Galbraith può, e dfeve, affrontare gli argomenti, analizzandoli e indicando errori, soluzioni. Magari ribnunciando alla "pampina verde" per un meritorio nome e cognome.
gentile Direttore , in effetti mi sono fatto prendere la mano dalla amarezza ....Lei ha colto , come sempre nel segno, non puo' immaginare il mio dramma amche di carattere etico di vedere buttare per terra il prodotto che con tanto amore e' stato coltivato ...e' vero abbiamo buttato per terra una ottima annata e piangeva il cuore a vedere quei grappoli verdi (la vigna era super carica)tagliati a giugno....una specie di aborto ....e si figuri che io sono contro l'aborto. Si' , il VicePresidente dell'Istituto Vite Vino aveva ed ha ragione :la Vendemmia verde e' immorale sia da un punto vista etico che economico ...e aggiungo anche dal punto di vista cristiano ...basti ricordare la ricca iconografia dei tralci di vite dei primi secoli del cristianesimo. Non volevo offendere il dottor Conti ...che sicuramente e' una persona all'altezza della situazione ,volevo solo dire che mentre l'agricoltore non riesce a spuntare un prezzo appena sufficiente a pagare le spese ...esiste una variopinta armata di gente che parla e straparla di Agricoltura senza essere mai andata in campagna : Di questa risma non fa parte certamente il VicePresidente Conti ...mi fido , come sempre della sua parola , e del fatto che in fin dei conti Il Vice Presidente afferma cose sacrosante. Le rinnovo i complimenti per questo giornale veramente siciliano e veramente libero ...unica Agora' in cui possiamo parlare di tutto ....perdoni le intemperanze e incoraggi la Ricciardi ad occuparsi magistramente come fa di Agricoltura e della Bellezza del nostro territorio :PAMPINA VERDE UN PO' MORTIFICATA ......un caro saluto a Lei e deferenti omaggi al VicePresidente Conti ed un caldo incoraggiamento alla Rcciardi. Hic est bibendum...stasera berro' alla sua salute , a quella del dottor Conti e della Ricciardi ....un bel calice (magari due ) di glicine bianco della Corvo.
intanto complimenti alla giornalista che segue con attenzione e passione il mondo dell'agricoltura e dell'enogastronomia siciliana. MA il il Vicepresidente dell'istituto vite vino come fa a fare la vittima? .non fa forse parte della"nomenklatura" verde che siede nei palazzacci dell'agricoltura a palermo , palazzi iN cui la prima "firnicia" e' capire dove tira il vento , fare carriera nella screditata burocrazia regionale , fatta in gran parte di galoppini elettorali ambiziosetti ed illetterati? Questi giovinastri (media 50 anni) non fanno altro che parlare , parlare , parlare , viaggiare , viaggiare , viaggiare( spese della Regione) ...ma travvagghiari ...un ci semu ...una pratica da battere a macchina non sanno neanche cos'e'......il Vicepresidente dell'irvv invece di pontificare perche' non ci dice cosa ha fatto in 50 anni l'istituto in cui Sua Eccellenza Conte e' uno dei vertici? Sono un piccolo agricoltore , ho fatto la vendemmia verde e non sono pentito ..accussi' un cummattu cu nuddu e finalmente , a settembre , non ho bisogno di rodermi il fegato ...e soprattutto di non ripianare i debiti della campagna(come faccio oramai da venti anni) che amo tantassimo e che coltivo solo per rispetto alla memoria dei miei genitori cosi' come fanno quasi tutti gli agricoltori siciliani. Meno Chiacchiere , meno giri per mostre e tavuliddi e piu' lavoro negli 8uffici ...u panuzzu s'avi guaragnari.......Come disse Galbraith " nessun pasto e' gratis"..soprattutto fatelo capire all'esercito di regionali e pararegionali . PAMPINA VERDE
Gentile lettore, il suo sfogo è comprensibile peeché Lei vive le frustrazioni di una "missione" da compiere in memoria dei suoi genitori senza altro scopo che di compierla. La scelta di aderire alla vendemmia verde, la distruzione del prodotto prima della vendemmia, è figlia di questa frustrazione, che ha però cause ben concrete e palpasbili a lei sicuramente note: il prezzo dell'uva non compensa in alcun modo il lavoro e gli investimenti. Si è chiesto perché ciò avviene? Per quale ragione si paghi in Sicilia l'uva a sette euro mentre nel Nord il prezzo è mediamente di quaranta euro, e per le produzioni speciali si va da trenta auro in Sicilia a cento nel Nord?
Nell'isola i produttori vengono incaprettati. Solo qualche azienda, èer esempio la Vini Corvo, tiene in considerazione, le ragioni degli agricoltori pagando 35 euro il prodotto grazie ad una apprezzabile lungimiranza ed una scelta intelligente che co0nsente agli agricoltori come lei di "farcela" invece che abbandonarli alla vendemmia verde, alla distruzione del prodotto prima che si abbia conoscenza della qualità e della quantità di esso. Una jattura, perché il prodotto potrebbe non bastare. e sarebbe un danno gravissimo per l'intera economia agricola Questa gravissima disparità di trattamento si realizza in una regione che ha compiuto autentici miracoli nel settore eno,logico, grazie anche all'Istituto della Vite e del Vino. Il suo "giustificato" rancore ha messo in mezzo uno dei pochi organismi che svolgono un ruolo d'indirizzo ed assistenza preziosi per un settore in rapida ascesa.
L'Istituto non ha niente a che vedere con la vendemmia verde, che ha denunciato da sempre come un grave errore, e non ha nulla a che fare con la disparità di prezzo, che affama gli agricoltori senza peraltro arricchire le aziende vinicole in considerazione del fatto che il vino incide in modo modesto sui costi di produzione.
Non tocca a noi, infine, fare la difesa d'ufficio dei dirigenti dell'Istituto, che shanno una buona immagine, Il dottor Conti non è un funzionario regionale né un politico, ma un imprenditore della grappa (ed altro) di successo e vende sia in Italia che all'estero.
Il rancore, seppure comprensibile, gioca brutti scherzi anche quando chiama testimoni come il dottor Galbraith, il quale non avrebbe certo incoraggiato la vendemmia verde, ma il suo contrario: creare le condizioni perché i'investimento sia remunerativo, il contesto venga modificato, e ognuno per la propria parte.
Per concludere, una considerazione, o meglio una domanda. Una persona che cita Galbraith può, e dfeve, affrontare gli argomenti, analizzandoli e indicando errori, soluzioni. Magari ribnunciando alla "pampina verde" per un meritorio nome e cognome.
intanto complimenti alla giornalista che segue con attenzione e passione il mondo dell'agricoltura e dell'enogastronomia siciliana. MA il il Vicepresidente dell'istituto vite vino come fa a fare la vittima? .non fa forse parte della"nomenklatura" verde che siede nei palazzacci dell'agricoltura a palermo , palazzi iN cui la prima "firnicia" e' capire dove tira il vento , fare carriera nella screditata burocrazia regionale , fatta in gran parte di galoppini elettorali ambiziosetti ed illetterati? Questi giovinastri (media 50 anni) non fanno altro che parlare , parlare , parlare , viaggiare , viaggiare , viaggiare( spese della Regione) ...ma travvagghiari ...un ci semu ...una pratica da battere a macchina non sanno neanche cos'e'......il Vicepresidente dell'irvv invece di pontificare perche' non ci dice cosa ha fatto in 50 anni l'istituto in cui Sua Eccellenza Conte e' uno dei vertici? Sono un piccolo agricoltore , ho fatto la vendemmia verde e non sono pentito ..accussi' un cummattu cu nuddu e finalmente , a settembre , non ho bisogno di rodermi il fegato ...e soprattutto di non ripianare i debiti della campagna(come faccio oramai da venti anni) che amo tantassimo e che coltivo solo per rispetto alla memoria dei miei genitori cosi' come fanno quasi tutti gli agricoltori siciliani. Meno Chiacchiere , meno giri per mostre e tavuliddi e piu' lavoro negli 8uffici ...u panuzzu s'avi guaragnari.......Come disse Galbraith " nessun pasto e' gratis"..soprattutto fatelo capire all'esercito di regionali e pararegionali . PAMPINA VERDE
Hai perfettamente ragione. Siamo tutti al collasso. Si fa presto a parlare a fare bei discorsi e altro ancora, ma la verità la conosce chi lavora la terra, al caldo e al freddo, e che vede i propri sforzi inutili perchè a fine anno non riesce a ricoprire nemmeno le spese. Dico fine anno, ma è possibile che si debba aspettare pure 2 anni per incassare i soldi di una vendemmia, il cui prezzo dell'uva è ancora sconosciuto. Nonostante il periodo sia così triste, sono fiduciosa, spero che qualcuno dei nostri rappresentanti pensi veramente al popolo di agricoltori siciliani e che la smettano con tutti questi falsi incentivi il cui guadagno è solo apparente.
intanto complimenti alla giornalista che segue con attenzione e passione il mondo dell'agricoltura e dell'enogastronomia siciliana. MA il il Vicepresidente dell'istituto vite vino come fa a fare la vittima? .non fa forse parte della"nomenklatura" verde che siede nei palazzacci dell'agricoltura a palermo , palazzi iN cui la prima "firnicia" e' capire dove tira il vento , fare carriera nella screditata burocrazia regionale , fatta in gran parte di galoppini elettorali ambiziosetti ed illetterati? Questi giovinastri (media 50 anni) non fanno altro che parlare , parlare , parlare , viaggiare , viaggiare , viaggiare( spese della Regione) ...ma travvagghiari ...un ci semu ...una pratica da battere a macchina non sanno neanche cos'e'......il Vicepresidente dell'irvv invece di pontificare perche' non ci dice cosa ha fatto in 50 anni l'istituto in cui Sua Eccellenza Conte e' uno dei vertici? Sono un piccolo agricoltore , ho fatto la vendemmia verde e non sono pentito ..accussi' un cummattu cu nuddu e finalmente , a settembre , non ho bisogno di rodermi il fegato ...e soprattutto di non ripianare i debiti della campagna(come faccio oramai da venti anni) che amo tantassimo e che coltivo solo per rispetto alla memoria dei miei genitori cosi' come fanno quasi tutti gli agricoltori siciliani. Meno Chiacchiere , meno giri per mostre e tavuliddi e piu' lavoro negli 8uffici ...u panuzzu s'avi guaragnari.......Come disse Galbraith " nessun pasto e' gratis"..soprattutto fatelo capire all'esercito di regionali e pararegionali . PAMPINA VERDE