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Il mio ricordo di Giancarlo Lo Sicco

di Annalisa Ricciardi
26 agosto 2010 16:47
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"Pronto Annalisa, sono Giancarlo, Giancarlo Lo Sicco, come stai? Tutto bene? Volevo parlarti del vitigno del mese, l'Inzolia. Riusciamo a scrivere 2500 caratteri? Più la scheda ovviamente...".

 

Io non conoscevo bene Giancarlo Lo Sicco, ho avuto solo il piacere, spero ricambiato, di collaborare con lui. Chissà cosa avrà pensato nel ricevere il mio pezzo. So solo che io, sapendo che lo avrebbe letto e “passato” lui, ho avuto non poche difficoltà e timori di non essere all'altezza della situazione. I miei timori non erano infondati, Giancarlo era per me un guru dell'enogastronomia. E del resto è stato assieme a Nino Aiello un po' il fondatore della cultura del bere e mangiare bene in Sicilia.

 

Per questo ieri, quando ho appreso della sua scomparsa, non sono riuscita a dire né a scrivere nulla. E ancora adesso che sto cercando di ordinare i pensieri per rendergli omaggio ho difficoltà nel mettere nero su bianco le mie sensazioni e le mie emozioni.

 

Solo le sue parole riecheggiavano e riecheggiano nella mia testa, assieme al sorriso che mi fece a maggio, quando in un caldissimo pomeriggio lui moderava una degustazione a Villa Boscogrande e io, da giovane pubblicista, stavo cercando di prendere appunti per apprendere qualcosa in più, qualcosa di utile che sempre usciva dalla sua bocca come oro colato.

 

Un sorriso accompagnato dal solito sguardo paterno con cui forse voleva dirmi che c'era un posto a sedere in fondo alla sala, o semplicemente chiedermi se andava tutto bene.

 

Questo non lo saprò mai, almeno non in questa vita.

 

La vita. Non è mai abbastanza lunga per persone come lui. Anche mio padre, il cui ricordo mi torna in mente sempre quando scompare qualcuno che per certi versi gli somigliava, quando morì aveva appena 54 anni e tanti progetti ancora da realizzare, da vivere, da sognare. Con mia madre e con noi.

 

E per questo il mio pensiero va anche ai familiari di Giancarlo. A loro, che probabilmente in questo momento sono divisi tra estremo dolore e incredulità, voglio ricordare semplicemente che la morte, a dispetto del suo nome, ci rende forse un po' immortali.

 

Giancarlo resterà per sempre nei nostri ricordi e, per alcuni di noi, anche nel nostro lavoro.

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