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Le feste del pane in onore di San Giuseppe

17 marzo 2010 17:54
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(clap) Partendo dalla forma di pane a ciambella, che indica la Madonna, e quella a forma di bambino che rappresenta Gesù nel mese di marzo i piccoli centri della Sicilia sono quasi tutti una “tavula cunzata”, una tavola imbandita, dedicata a San Giuseppe.

 

A pranzo con i “virgineddi” a Roccapalumba
A Roccapalumba la festa inizia il giorno prima; nel pomeriggio in giro per la cittadina si incontrano banda e processione con la statua del Bambino Gesù. Ai crocicchi vengono accese delle piccole vampe e poi viene preparato il pranzo dei “virgineddi”, una tavola imbandita offerta per devozione. Preceduta da una processione il giorno di San Giuseppe è dedicato alla Sacra Famiglia. Madonna San Giuseppe e il Bambino in costumi d'epoca provano a suonare per tre volte alle porte e solo alla terza prova, dopo Madonna e San Giuseppe, la casa verrà aperta al Bambino Gesù che entra con i tredici “Virgineddi” cioè gli apostoli. La tradizione della tavolata ha un evidente significato religioso e sociale quindi appaga  il cammino cristiano per una possibile grazia ricevuta e, nei tempi passati, attenuava la fame dei bimbi poveri. Ancora oggi i “virgineddi” sono ragazzi di età compresa dagli 8 a i 15 anni e una volta dentro la casa mangiano pane decorato, “pirittuni”, cioè cedri, spicchi d'arancia, lattughe, germogli di grano “lavureddi” che con il loro colore verde e giallo evocano i campi di grano. Poi ci sono i “vucciddati” e le “guastedde”. I piatti sono a base di prodotti di stagione della terra, infatti non c’è carne, ma si trovano carciofi, finocchi, cardi fave, meloni d’inverno, fichi d’India. Una tradizione molto simile con il pranzo ai “virgineddi” anche ad Alimena. A 13 ragazzi orfani e poveri si offriva un ricco pranzo con il pane benedetto.

 

Una preghiera sotto il Sacro Manto a Monreale
A Monreale questa festa è dedicata alla congregazione di falegnami che preparano il Sacro Manto e un altarino dove vengono recitate delle preghiere in siciliano antico nei 30 giorni che precedono la festa, se si è ricevuta la grazia. Le forme di pane a Monreale sono strette e lunghe decorate come un ricamo e sistemate accanto ad arance, finocchi, dolci come pignolata circondata da candele accese. Il pranzo comincia con degli spicchi di arancia, poi arriva il primo semplice e gustoso, pasta al sugo con mollica tostata condita con formaggio, pepe, zucchero mentre i devoti cantano preghiere nella lingua degli avi.

 

I “bambineddi” di Gangi
Sempre in provincia di Palermo ma a Gangi la processione dei “bambineddi” passa dalla chiesa di San Giuseppe dei Poveri a quella di San Giuseppe dei Ricchi. Anche i pani benedetti vengono offerti, come in tutti i paesi della Sicilia e il pranzo è a base di baccalà fritto, finocchi e arance.

 

Oltre il castello la scalinata di Caccamo
A Caccamo per il 19 marzo sono i muli che portano in processione “a rètina” cioè una sacca per raccogliere le offerte dei fedeli che vengono portate nella chiesa della Santissima Annunziata e poi è la volta del Santo che sfila lungo la scalinata illuminata dai ceri. Ma fino al 21 marzo è possibile visitare questa bella chiesa del '300 dove viene allestita la “scalunata”. Per il pranzo la cittadina famosa per il suo castello, ma non solo, offre il menù tutto medievale in attesa delle altre iniziative dedicate alla Pasqua.

 

A Palazzo Adriano a tavola con i “barbabicchi”
Anche a Palazzo Adriano, in provincia di Palermo, vicino Prizzi,  sempre per onorare una grazia ricevuta alcune famiglie imbandiscono delle tavolate con cardi, broccoli alla pastella e “barbabicchi,” asparagi e finocchi di montagna. Mentre come dolci vengono preparate le pignolate e le sfingi.

 

Il carro di Ribera decorato dai “cudduri”
Fuori dalla provincia di Palermo a Ribera viene allestita una torre alta circa 10 metri la “Stragula”  posta su un carro spinto dai buoi, viene decorata con pani chiamati “cudduri” legati con cordicelle e foglie di alloro. Fede e fervore religioso anche a Favara, sempre in provincia di Agrigento. La statua di San Giuseppe si trova nella chiesa del Rosario dove si recano in pellegrinaggio i fedeli, ma i festeggiamenti sono stati spostati la prima domenica di settembre.

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