Ian Rush, un nome una garanzia. Quella che doveva essere la risposta juventina a Marco Van Basten, appena acquistato dal Milan si è tradotta, alla fine, in una replica errata. La storia che ha portato lo storico centravanti del Liverpool in bianconero è però piena di colpi di scena e meno scontata di quello che sembra.
I bianconeri guidati dallo storico presidente Giampiero Boniperti, secondo le solite leggende metropolitane del calcio mercato, si buttano sul centravanti olandese che poi avrebbe fatto la fortuna del Milan, mentre i rossoneri, oltre a tenere in piedi la trattativa per il cigno di Utrecht battono anche la pista che porta a Rush. Alla fine gli uomini di Berlusconi arrivano prima a Van Basten, pur essendo a un passo da Rush, ma un “gentlemen’s agreement” fra le due società fa in modo che i rossoneri si ritirino dalla trattativa per il gallese, al quale erano pure interessati, lasciando campo libero alla Juventus.
Non si sa quanto di vero ci sia, certo che sarebbe un bell’incrocio della storia, di quelli che si verificano più spesso di quanto uno creda. Ma v’immaginate una Juve con Van Basten e un Milan con Rush? Sarebbe cambiata la storia come noi oggi la conosciamo. Ma tant’è, il gallese viene da un campionato da 30 goal in 42 partite con il Liverpool, squadra di cui è la punta di diamante e che alla Juventus evoca brutti ricordi in quel di Bruxelles. Non deve fare altro che riconfermarsi a Torino.
Il centravanti viene presentato in pompa magna come colui che ha il compito di reggere le sorti dell’attacco bianconero dopo l’abbandono di Platini, garantendo un bottino di almeno 15-18 reti a campionato.
Purtroppo (per la Juve) Rush non si ambienta, rimane un corpo estraneo all’ambiente e riesce a mettere a segno, nella sua sfortunata esperienza italiana, solo 7 reti in 29 partite. Sembra sempre svogliato in campo e senza nerbo. Troppo poco per la Juventus che a fine stagione deve andare allo spareggio per la qualificazione Uefa contro i cuginastri del Torino. Spareggio che viene vinto ai rigori e non certo per merito di Rush.
Il gallese soffre la “saudade” delle sue lande britanniche e non vede l’ora di tornare in patria. Boniperti prontamente lo accontenta e lo cede al Liverpool per 2 milioni e 700 mila sterline, dove ritroverà solo in parte la vena smarrita. In Italia non lascia rimpianti e i tifosi rossoneri lo vedono come la risposta juventina a Luther Blissett. Magari non sarà stato al livello della pantera giamaicana del Milan, ma i ricordi lasciati in Italia sono molto simili.