Un uomo, un mito. La sintesi più alta di bidone mai passata dai campi italiani. Non ci sono altre parole per definire l’impatto di Luis Silvio Danuello su tutti gli appassionati calciofili d’Italia. Oggi quando si parla di bidoni stranieri in Italia, con la mente si corre subito a questa ala brasiliana che nello Stivale divenne sinonimo di affare sbagliato o abbaglio preso.
Il brasiliano nasce a Julio Mesquita in Brasile il 28 gennaio 1960, inizia a giocare nel Marilia, piccola squadra brasiliana che nel 1979 vince il più importante torneo giovanile brasiliano la “Taça Sao Paulo”, mettendosi in mostra e richiamando su di sé le attenzioni del Palmeiras, una delle grandi del calcio brasiliano, che lo acquista per girarlo in prestito al Ponte Preta.
E qui entra in gioco la Pistoiese con i suoi dirigenti. I toscani nell’estate del 1980 hanno appena conquistato la loro prima promozione in serie A e cercano un asso straniero per esaltare la propria tifoseria. Il ds Malavasi viene mandato in Brasile (un po’ ricorda la storia di Lino Banfi nel film-cult “L’allenatore nel pallone”) per trattare la punta Paulinho del Palmeiras e finisce per rimanere impressionato da Danuello, che nella partita di campionato Ponte Preta-Comercial mette in mostra tutto il suo campionario di giocate e persino di goal. Si dice che la partita fu addomesticata dai dirigenti del Ponte Preta che, allettati dall’interessamento degli ignari dirigenti italiani, si misero in moto per cercare di far fare bella figura al loro “campione”. Malavasi torna in Italia con il cartellino del giocatore in tasca, convinto di avere preso la punta che cercava, con i tifosi che cominciano a sognare grappoli di goal.
Una delle tante leggende metropolitane che circonda questa storia narra che nella prima sgambatura effettuata con i nuovi compagni, Luis Silvio si mise a fare qualche passaggio con il suo procuratore il quale si lasciò andare in colpi di tacco, rabone e ogni genere di tocco di fino. Danuello invece arrancava cercando di colpire il pallone meglio che poteva, ma facendo una fatica immane.
Con l'arrivo del mese di settembre è già tempo di campionato, e le attese dei tifosi pistoiesi sono tutte puntate sul giovane brasiliano. Attese puntualmente deluse. Nel campionato di A 1980/81 Danuello gioca solamente 6 partite finendo ben presto nel dimenticatoio, intristendosi sempre più per la serie di incomprensioni a cui è andato incontro. Alla fine del campionato la Pistoiese retrocede e il buon Luis Silvio ritorna in Brasile.
Da quel momento fioriscono una serie di avvistamenti del suddetto che neanche il Centro Ufologico Nazionale: c’è chi dice di averlo visto vendere gelati allo stadio, chi dice di averlo visto gestire un bar a Pistoia, chi dice di averlo visto fare il pizzaiolo, ma nessuno ricorda di averlo più visto su un campo di calcio.
La verità è molto più semplice: il giocatore fu vittima del più incredibile degli equivoci; la Pistoiese cercava una “punta” mentre in Brasile Danuello faceva la “ponta” ovvero l’ala capace di andare sul fondo e mettere in mezzo i cross, tanti cross. Il maestro pippero del calcio italiano adesso vive in Brasile dove gestisce un negozio di accessori per auto con annessa officina (stavolta è vero!) e qualche anno fa è stato addirittura ritrovato e intervistato dai giornalisti di Sky. La sua carriera di calciatore finì presto nelle serie minori brasiliane, ma il ricordo che ha lasciato in tutti i tifosi italiani è più grande di quanto lui stesso possa minimamente immaginare.
Spesso certe storie di bidoni sono tutte simili...!!!
Chiedere all'U.S. Palermo di Zamparini, con i mitici bidoni argentini o sudamericani acquistati per cifre alte (almeno apparentemente) e poi totalmente scomparsi!
Neanche ricordo i loro nomi, ma - nei bilanci di qualche stagione fa - certamente li ritroveremo alla voce plus(mini)valenze....!
Ahaaaaa.