(Salvatore Crispi) La pratica sportiva non a livello professionistico o strettamente agonistico è indubbiamente uno strumento che consente di mettere pienamente in gioco l'individuo, di valutare il proprio livello di autonomia e metterlo alla prova, di liberarsi delle scorie accumulate per problemi sul lavoro, o personali, o della collettività in cui vive. Insomma, è un veicolo anche e soprattutto per attutire le proprie ansie e per sperimentare forme di libertà altrimenti non raggiungibili, incrociando la propria capacità di apprendimento con le abilità psico-motorie e confrontandosi con se stessi.
Questi principi valgono a maggior ragione per le persone con disabilità che abbiano un minimo di autonomia e che possono trovare nello sport un modo non tanto per superare il proprio handicap e le proprie difficoltà ma di conoscere il proprio corpo, adoperando nel modo migliore le capacità residue che, in ogni caso, nell'apprendimento dell'esecuzione del gesto sportivo, devono imparare a sfruttare al meglio non per costrizione ma spinti dal desiderio di migliorare le proprie condizioni psico-motorie (con l'attivazione di circuiti virtuosi), psicologiche, sensoriali e sociali, per sentirsi più liberi e capaci, pur nelle proprie difficili condizioni.
Gli esempi di sport praticati da disabili anche a livello agonistico sono innumerevoli: basti pensare allo sviluppo (di partecipazione e tecnico) che hanno avuto i Giochi paralimpici che molte soddisfazioni danno agli atleti partecipanti che riescono a superare barriere e limiti prima ritenuti insormontabili (come mostrano le straordinarie (ed emozionanti) immagini di
Michelangelo Gratton contenute nei due volumi editi dall'INAIL (rispettivamente El mito y la passion. Momentos de Italia durante las Paraolimpiadas – Atenas 2004 - e Neve, Ghiaccio ed emozioni. Momenti dell'Italia alle Paraolimpiadi – Torino 2006 – entrambi i volumi a cura del CIP – Comitato Italiano Paralimpico).
Ma si pensi anche ai vari Campionati delle più diverse discipline a squadre (Basket, Hockey per citarne due tra i più noti) che si svolgono in Italia, come spia significativa del fatto che sempre più i soggetti disabili cominciano a vedere le proprie condizioni non più come elemento di emarginazione e triste ripiegamento su se stesso e di chiusura/segregazione in un mondo ristretto, ma come veicolo di socializzazione, affermazione delle proprie potenzialità e valorizzazione della propria personalità.
Perciò, i momenti vissuti per la pratica sportiva ad ogni livello sono spesi bene e sono essenziali per affermare, qualora ce ne fosse bisogno, che gli ambiti in cui vivono le persone con disabilità non sono – e non devono essere solo quelli sanitari, socio-assistenziali, socio-sanitari o riguardanti l'inserimento nella scuola, nei corsi di formazione professionale, all'Università.
E' importante quindi favorire l'approccio delle persone con disabilità alle più diverse discipline sportive, di promuovere tra di esse quelle maggiormente praticabili dalle persone disabili e di facilitare il primo contatto con esse, tenendo presente tuttavia che al disabile dovrebbe essere data una possibilità di scelta anche nei confronti di quelle discipline sportive ancora non sperimentate come praticabili e accessibili a soggetti disabili: infatti, in questo caso, il primo approccio e il confronto con difficoltà inedite stimolano la riflessione e la ricerca di soluzioni tecnologiche nuove (come la costruzione di speciali protesi o l'adattamento a nuove esigenze di protesi e supporti tecnologici già precedentemente messi a punto per altre discipline).
In questo quadro di riferimento, tra il 7 e l'8 agosto scorsi si è svolto a Piana degli Albanesi (Palermo) l'evento sportivo "Due giorni in canoa", progettato per favorire il primo approccio alla pratica della canoa a persone con disabilità fisiche (derivanti soprattutto da traumatismi in genere e, in particolare, sul lavoro) e psichiche: il corso era inteso, appunto, per consentire ai partecipanti-principianti di apprendere i primi rudimenti della pratica della canoa e – per quello che fosse possibile - imparare ad assumere posture adeguate per l'assetto in barca e ad eseguire correttamente il gesto della pagaiate e tutte quelle sequenze gestuali finalizzate al governo dell'imbarcazione.
La manifestazione era articolata in due giorni: il pomeriggio del 7 hanno avuto luogo le prove finalizzate all'apprendimento di base nella piscina del Centro Olimpico Federale di Piana degli Albanesi, mentre nella mattina dell'8 agosto, secondo programma, i partecipanti già istruiti sono stati condotti a fare un giro esplorativo nelle acque del lago di Piana.
La manifestazione che, organizzata dall'
INAIL di Palermo (Segreteria generale), dal
Comitato Paralimpico – Regione Sicilia (CIP Sicilia), dalla
Provincia regionale di Palermo e dal
Comune di Piana degli Albanesi, si è svolta nell'ambito del programma di eventi della XIII Provincia in festa (6.8.2010-- 5.9.2010), ha avuto un buon successo, consentendo alle persone con disabilità che vi hanno partecipato di vivere - con l'assistenza di un adeguato numero di istruttori qualificati, di educatori, di esperti e volontari sia dell'INAIL sia del CIP Regionale - in un clima di convivialità e condivisione, due giorni in allegria e serenità, acquisendo contemporaneamente una base di insegnamenti indispensabili per stare sulla canoa e governarla
S'è trattato d'un assaggio appena, certo, ma sufficiente a far capire a molti dei disabili che "in canoa, si può" e propedeutico per attivare il desiderio di un successivo apprendimento.
CIP regionale ed INAIL si stanno attivamente – e lodevolmente – impegnando nel promuovere l'avvio alle più diverse discipline sportive di soggetti disabili, sollecitando anche – se è il caso – la messa a punto di speciali adattamenti e di soluzioni tecnologiche appropriate.
Segno tangibile di tale impegno è il fatto che la
Lega Navale Italiana di Palermo parteciperà alla regata Palermo-Cefalù con una sua imbarcazione che sarà governata da un equipaggio, nella cui composizione ci saranno anche tre persone con disabilità, precedentemente avviate alle discipline velistiche con l'ausilio di una speciale imbarcazione, progettata e messa a punto in un cantiere nautico di Palermo.
Salvatore Crispi,
Responsabile del Coordinamento H tra le Associazioni che tutelano i diritti delle persone con disabilità della regione Sicilia - Onlus
(Foto di Maurizio Crispi)