Il Circo della Formula 1 apre ufficialmente i battenti in Bahrain, dove questo fine settimana si svolgerà la prima delle 19 tappe del tour mondiale.
Il “Gran Cerimoniere” Bernie Ecclestone non ha mai faticato tanto come quest’anno per tenere insieme il caravanserraglio motoristico, tra polemiche, furbizie regolamentari vere e presunte, presenze annunciate e non confermate, disastri preventivati e poi verificati. Insomma, se questo doveva essere l’anno del rilancio, tutti gli attori della F1 dovranno fare uno sforzo importante per ridare credibilità al Circus e mantenere alte le aspettative di spettacolo per gli spettatori, i quali sono davvero i fruitori maggiori e più importanti di questo spettacolo, che forse con lo sport ha ormai ben poco da spartire. Ma Ecclestone sa - così come sanno Jean Todt, Luca di Montezemolo, Frank Williams, Ron Dennis & Company - che la Formula 1 per sopravvivere a se stessa deve riportare lo sport al centro del business, senza sacrificare troppo il denaro, ma rendendo più accessibile il giocattolo. Max Mosley, nelle sue strampalate proposte sul budget cap, aveva introdotto il tema dell’abbassamento dei costi, che nella sua visione doveva però essere lo strumento per aprire la Formula 1 a nuovi team. Un fatto positivo in se, ma che necessitava di alcune semplici regole per evitare che la massima espressione dell’automobilismo da corsa fosse messa in difficoltà da semplici avventurieri, pronti a farsi pubblicità e forse anche ad approfittare della ribalta per guadagnare qualche pacco di banconote, sic et simpliciter. Questo tentativo è in parte fallito e non avrà ulteriori sviluppi: il caso USF1 ne è l’emblematica rappresentazione.
La Ferrari, tra il serio e il faceto, non ha mancato di far sentire la propria voce: che però non è tanto rivolta all’attualità, ma si deve leggere in prospettiva 2012, quando scadrà l’attuale Patto della Concordia che lega i costruttori alla FIA e a Ecclestone. Allora, lo spettro di un campionato alternativo si potrebbe ripresentare con prepotenza. Si vedrà. Ma il dilagante pressappochismo cui abbiamo assistito ha un versante molto pericoloso: la sicurezza dei piloti. Un team di belle speranze, ma di evanescenti solidità finanziarie e tecniche, può mettere in pericolo la vita dei propri piloti, ossia di chi una monoposto è tenuto a guidarla al limite della fisica, perché questo è il “mestiere” di un pilota di Formula 1. Per l’immediato presente, la FIA farà bene a monitorare tutti i costruttori, perché si attengano al regolamento tecnico con precisione. Per il futuro, sarà opportuno che una candidatura subisca un preventivo screening finanziario e tecnico, per evitare “burle” alla Ken Anderson (sedicente Team Principal della USF1: in tema di burle, sarebbe utile chiedere il parere del pilota argentino José Maria Lopez, ma questa è tutta un’altra storia). A Sakhir la F1 si presenterà con alcune novità. La prima novità si chiama Michael Schumacher, il quale non è sicuramente una novità in sé, ma è cosa nuova trovarlo - dopo 14 anni - in sella ad un cavallo dal colore diverso. Alla Mercedes giurano di dargli “due soldi”, ma pare che i sindacati tedeschi non se la siano bevuta. Sta di fatto che a Ginevra, nel primo giorno riservato ai giornalisti, Michael Schumacher e Nico Rosberg si siano visti “in borghese”, presentati dal Dieter Zetsche, gran capo della Daimler-Benz. Ma della monoposto, neanche l’ombra, quasi a quietare le polemiche. Boh… La seconda grande novità saranno le monoposto stesse, più lunghe dello scorso anno per effetto del divieto di rifornimento in gara. Il valzer dei pit stop continuerà, ma solo le gomme potranno essere sostituite.
La FIA ha monitorato che i team non si spingessero troppo nel velocizzare l’operazione, ma resta il fatto che imbarcare il pieno di carburante costituirà un abbassamento dei valori di sicurezza. Un dato in controtendenza. Spariranno anche i copricerchi in funzione aerodinamica, così come gli aggeggi che consentivano di riscaldare i cerchi (e quindi le gomme), oltre alle bandelle aerodinamiche laterali. La terza novità sarà costituita dagli effetti delle innovazioni regolamentari. Con una monoposto più pesante, sia per il pieno di carburante, sia per l’aumento del peso minimo da 605 a 620 kg, il pilota tornerà ad avere un ruolo più importante, perché ci sarà da gestire una monoposto che alla partenza peserà intorno ai 790 chili. Con tutto quello che ne consegue per la gestione di freni, cambio e gomme. Infine, una buona notizia - più che una novità - è che la Ferrari nella Formula 1 del 2010 tornerà a giocare il ruolo da protagonista che le compete. Nei test di preparazione pre-campionato, la Ferrari ha mostrato appena il proprio potenziale, ma i più acuti osservatori hanno elaborato i dati raccolti, sentenziando che in configurazione gara le rosse di Maranello hanno un passo straordinario.
A Maranello, Luca di Montezemolo getta acqua sul fuoco, ma i sorrisi sono troppi per non pensare positivo. McLaren, Mercedes e Red Bull - gli altri attesi protagonisti in avvio di mondiale - hanno mostrato di essere non troppo distanti e forse di avere qualche carta in più da giocare nelle qualifiche. Nell’ultimo stint, quello valido per la Pole, le monoposto saranno nella configurazione gomme che utilizzeranno alla partenza. Ottenere una buona posizione potrebbe rivelarsi determinante ai fini del risultato in gara. Un ruolo da comprimari potranno giocare facilmente Williams, Force India, Sauber e Toro Rosso, che hanno dimostrato di non essere lontanissimi dai primi. I nuovi team Virgin, la rientrante Lotus e la Hispania sono l’oscuro che avanza. Alcuni hanno anche rilevato il pericolo di monoposto troppo lente, quasi delle chicane mobili. Sarà responsabilità dei loro piloti - con diverse esperienze sul groppone - evitare che quanto paventato si traduca in incidenti. Il vero responso lo si avrà però in pista, già da domani, con lo svolgimento della prima sessione di prove libere del Gran Premio del Bahrain. Da quel momento, le polemiche lasceranno spazio ai fatti, senza prima aver dipanato un interrogativo che da qualche giorno circola nell’ambiente: il cofano motore della McLaren-Mercedes è conforme al regolamento? Oggi, alla fine delle verifiche tecniche si avrà il primo verdetto. Poi, tutti in pista.