Alla conquista del Barbera. Dorin Goian, dopo un inizio incerto, ha convinto tutti. Prima della sfida con il Livorno, in molti sponsorizzavano l'impiego di Blasi sulla linea difensiva: segno forse di scarsa di fiducia nei confronti del rumeno? "Io sono un professionista - ha spiegato il numero 3 del Palermo -, mi alleno sempre bene e quando entro in campo faccio di tutto per vincere. Proprio per questo accetto con serenità il posto in panchina: nel calcio prima bisogna pensare al risultato della squadra e poi ai singoli".
Se Melinte, l'altro difensore rumeno (in rosa fino a gennaio), nei suoi primi passi italiani è uscito schiacciato dall'impatto con la serie A, Dorian Goian è sopravvissuto alla grande. Merito forse anche di Delio Rossi, arrivato a Palermo soltanto tre mesi e mezzo fa. "Lui lavora diversamente dal punto di vista della tattica e cura in maniera speciale i dettagli” - ha detto il Chiellini dei Carpazi, sempre più a suo agio con l'italiano. "Per un calciatore - continua - ci sono dei momenti in cui tutto va bene, ed altri in cui bisogna saper aspettare. Questo non è un momento negativo, però è normale che a tutti piacerebbe giocare di più. Alla fine conta comunque che quando si va in campo si dia il massimo".
Nelle gambe la fatica post-Livorno, nella testa il sogno Champions. Goian cavalca il sogno di una città intera: "Ci crediamo e puntiamo anche al terzo posto. Se non fosse così, non verremo neanche ad allenarci. Se si gira per la città la gente è entusiasta: sappiamo che ci sono molte squadre che lottano insieme a noi, proprio per questo non bisogna avere cali di concentrazione. Siamo consapevoli - conclude - che restano undici finali. Ci dicono che questo è l'anno giusto? Tireremo le somme solo alla fine". (a.b.)