(eb) Tanto caro gli fu quel prato verde, che a pensarci ancora gli brillano gli occhi. Sì, perchè in fondo, i grandi amori sono così. E nonostante tuoni, fulmini e tempeste passate con il presidente Zamparini, per la prima volta da avversario al Barbera del "suo" Palermo, a Francesco Guidolin gli occhi luccicheranno ancora. Scommetteteci su anche un bel gruzzoletto. Non si spiegherebbe altrimenti la conferenza stampa in stile amarcord dell'ex tecnico rosanero. Il più chiacchierato, amato, criticato, lodato ed... esonerato della storia recente di viale del Fante.
"E' la prima volta che tornerò da avversario - spiega - ed il mio cuore è pieno di sentimenti e di emozioni. Dopo il fischio d'inizio mi concentrerò sulla partita, ma tre anni e mezzo pieni di soddisfazioni non si dimenticano". Impossibile cancellare la scalata dalla B all'Europa, le gioie, i dubbi ed anche i "dolori" di una città intera. "
Al primo anno di serie A - ricorda Guidolin - lo stadio era pieno un'ora e mezza prima dell'inizio della partita con 32.000 abbonati. Risultati condivisi con la società, con i giocatori e con la gente". Chiusura col capitolo Zamparini. "Se tutti gli allenatori che ha avuto avessero fatto come me non ne avrebbe cambiati 38, ma solo cinque e sei. Il nostro rapporto? Ci siamo lasciati come ci si lascia tante volte tra allenatore ed un club, ma ci sentiamo almeno nei momenti delle feste e degli auguri. Una telefonata al presidente la faccio sempre e mi sembra che lui la riceva volentieri".