Dopo lo “smemorato di Vienna” (Niki Lauda), anche Max Mosley – ex presidente della FIA - ha voluto fare sentire la propria voce sul deferimento della Ferrari di fronte alla giustizia sportiva della FIA, a causa degli ordini di scuderia impartiti dalla Ferrari a Massa in occasione dell'ultimo Gran Premio di Germania, per favorire la vittoria di Fernando Alonso. Alla fine della gara, come si ricorderà, la Ferrari era stata multata di 100mila dollari per la violazione del divieto di ordini di scuderia, oltre ad essere deferita al Consiglio Mondiale del Motorsport, che si riunirà a Parigi il prossimo 8 settembre, per valutare eventuali ulteriori sanzioni. Mosley, in una intervista pubblicata nell'inserto domenicale del quotidiano tedesco “Bild”, ha dichiarato che «la Ferrari ed entrambi i suoi piloti dovrebbero perdere i punti che hanno conquistato in Germania».
I commissari sportivi del GP di Germania, secondo il discusso ex presidente della Federazione Internazionale dell'Automobile, sono stati troppo teneri con la Rossa di Maranello e c'erano i presupposti per comminare sanzioni sportive più dure della semplice multa. Naturalmente queste dichiarazioni non stupiscono, visto che Luca di Montezemolo, presidente della Ferrari, in qualità di presidente della FOTA, fu tra i più acerrimi oppositori delle innovazioni che Mosley intendeva introdurre in F1, prima tra tutte un discutibile “budget cap”, una limitazione dei bilanci delle squadre di F1 di difficile attuazione, perché difficilmente controllabile. Anche se lo stesso Montezemolo fu anche tra coloro che salvarono Mosley dall'impeachment, ai tempi dello scandalo a luci rosse, quando circolarono foto e video dell'avvocato inglese piacevolmente affaccendato con prostitute, in una messa in scena tardo-nazista. Siccome nulla avviene per caso, le dichiarazioni di Molsey si inseriscono probabilmente in un quadro di contrattazione più sottile, in vista della scadenza del Patto della Concordia, che vincola attualmente i team di F1 fino alla fine del 2012 (dopodomani, in termini di programmazione industriale). La Ferrari già al tempo delle polemiche sul “budget cap” aveva minacciato di lasciare la massima serie dell'automobilismo sportivo, per creare un nuovo campionato internazionale insieme ad altri grandi costruttori. L'8 settembre prossimo sarà il giorno in cui probabilmente si ratificherà un accordo. Se si dovesse gettare lo sguardo ai precedenti, la Ferrari rischierebbe davvero l'azzeramento del punteggio sia classifica piloti che in quella costruttori, ma questo significherebbe porre le basi per spingere al disimpegno di Maranello dall'attuale Formula 1. Sembra impossibile che la Ferrari possa sfuggire ad una ulteriore sanzione del Consiglio Mondiale del Motorsport, ma è probabile che la condanna riguardi solo la perdita dei punti nella classifica costruttori, lasciando intonsa quella piloti, oltre ad una ulteriore pena pecuniaria. In tal caso, la sentenza significherà che la FIA ha ottenuto (in camera caritatis) la conferma della firma apposta da Maranello alla proroga del Patto della Concordia. In caso contrario, lo scontro tra FIA e Ferrari non finirà l'8 settembre e rischia di rompere ogni equilibrio esistente. L'intervento di Mosley si inquadrerebbe, in questo scenario, proprio in un'ottica di contrattazione commerciale, una guerra aperta contro l'ipotesi di organizzazione di un nuovo campionato, che faccia perdere d'un colpo valore al giocattolo F1 di Bernie Ecclestone. Di cui, come si sa, Mosley è sempre stato amico, sodale e socio. Mosley dunque farebbe la parte del “poliziotto cattivo”, mentre Don Bernie Ecclestone vestirebbe quelle del “poliziotto buono”, pronto a trovare una soluzione diplomatica. Nessuno degli attori in campo comprende però che gli appassionati sono stanchi di discussioni, di regolamenti violati, di valori dello sport infranti e di furbizie varie: sia che esse si chiamino ordini di scuderia, ali che si flettono, telai mobili ed altre amene invenzioni (irregolari). La F1 ha bisogno di ritrovare un'anima sportiva, senza la quale è un inutile (e quasi truccato) rinseguirsi di piloti in piste dove è difficile pure sorpassare. Una noia mortale, ma per la F1.