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Mondiale di Rally, Loeb domina in Germania, Sordo ammette gli ordini di scuderia. La Fia non ha nulla da dire? Hirvonen fuori

di John Horsemoon
21 agosto 2010 21:45
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Al Rally di Germania giornata di grande battaglia, con qualche sorpresa. In crisi di assetto e trazione la Ford, soprattutto nei tratti stretti e lenti. La casa dell'Ovale Blu minimizza i danni con Latvala e invece deve registrare la matematica uscita dii Mikko Hirvonen dalla lotta per il titolo, a causa dell'uscita di strada nella tredicesima prova speciale. Il tempo perso relega il finlandese all'ottavo posto assoluto, ma troppo lontano per tentare una rimonta.

Ma la giornata

ha vissuto sugli exploit di Dani Sordo, vincitore di tre speciali (sulle otto in programma), a pari merito con il caposquadra Loeb. Petter Solberg si aggiudica le altre due, tra cui anche il secondo passaggio dell'Arena Panzerplatte. La prestazione dello spagnolo da un lato fa ritrovare un pilota dato qualche settimana fa per spacciato in Citroën, dall'altro dovrebbe aprire un dibattito sugli ordini di scuderia, vietati in Formula 1, ma ammessi e tollerati nel Mondiale Rally. Un doppiopesismo difficile da digerire e da spiegare agli spettatori, con la FIA che non dà segni di vita intellettuale.

Dopo il tira e molla delle prime quattro prove cronometrate, Sordo ammette all'inizio del secondo giro gli “ordini dall'alto”.  «Dobbiamo finire secondi» afferma lo spagnolo alla fine della PS11  «è importante avere entrambe le macchine al traguardo». Altro che rallentamento di Massa (sempre in Germania)! Sordo però ha continuato ad andar forte, tanto da doversi quasi giustificare con il team e tranquillizzare Quesnel, boss della Citroën, e il compagno di squadra Loeb:  «mantenere alta la velocità mi aiuta a stare concentrato» ha poi dichiarato lo spagnolo alla fine della PS13. 

Per il resto, tutto come da programma, con Loeb e Elena saldamente al comando, sulla prima C4 WRC del team ufficiale transalpino – forti anche della strategia di squadra della Citroën – e lanciati verso la loro ottava vittoria consecutiva in Germania e con un tassello in più per elevarsi, per la settima volta consecutiva, sul trono iridato. A completare il risultato odierno, “l'altro Sébastien”, Ogier, installatosi al terzo posto alla fine della PS10, grazie allo svarione di Latvala, innocuo per la vettura, ma pesante in termini di tempo pagato al cronometro. Latvala comunque rimane in corsa (seppure teorica) per il titolo.

Bella la prestazione di Petter Solberg, sesto alla fine della seconda tappa, dopo una giornata condotta al fulmicotone. Il distacco del norvegese, per i problemi alle ruote registrati ieri, non consente di sperare di più, tranne che per defezioni altrui. Ottimo il passo anche di Kimi Raikkönen, malgrado alcuni problemi di assetto dovuti alla rottura dell'attacco posteriore sinistro della barra antirollio. Problema risolto immediatamente dai meccanici dello Junior Team Citroën. 

Gran finale domani, con quattro prove speciali. Per il numeroso pubblico presente lo spettacolo di una passerella senza lotta. La FIA dovrebbe agire con maggiore decisione, perché tra ordini di scuderia e combine il limite può essere veramente flebile. E non ci sono investimenti tali da giustificare l'ingiustificabile. Quello che vale per la Ferrari deve valere per tutti e non è consentito a nessuno avvantaggiarsi di regole interpretate per gli amici, applicate per “i non amici”.
 

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