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La Ferrari attacca Niki Lauda

di John Horsemoon
21 agosto 2010 09:00
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Qualche anno fa, sarebbe bastato introdurre al titolo una preposizione semplice (con) e il significato sarebbe stato del tutto diverso. Il segno dei tempi, si dirà. La Ferrari ha utilizzato le corde dell'ironia, se non del sarcasmo, per ribattere al tre volte campione del mondo Niki Lauda, che giorni fa aveva preconizzato una severa condanna del Cavallino Rampante al prossimo Consiglio Mondiale del Motorpsort, in programma a Parigi l'8 settembre, in occasione del giudizio sulle sanzioni comminate al Gran Premio di Germania ad Hockenheim, per la nota vicenda degli ordini di scuderia che consentirono a Fernando Alonso un sorpasso “facile” di Felipe Massa. Come è di uso in quel di Maranello, il “Grillo Rampante” (dietro cui pare si celi lo stesso Luca di Montezemolo, presidente della Ferrari) ha bacchettato sonoramente Lauda, con un elzeviro tagliente che riportiamo integralmente.

 

“Tante voci di giovani e vecchi maître à penser si sono levate nel festival dell’ipocrisia andato in scena dopo Hockenheim: alcune sono state prontamente rimesse in riga dalla voce del padrone, altre hanno continuato a dispensare sentenze a titolo gratuito. L’ultima arriva dall’Austria, da un personaggio che, appeso il casco al chiodo, non ha mai lesinato parole e giudizi a destra e a manca, salvo poi doversi rendere protagonista, in più di un’occasione, di acrobatiche giravolte per riposizionarsi nella direzione dove il vento soffia più forte. Il buon vecchio Niki ha perso stavolta una buona occasione per tacere, soprattutto alla luce del fatto che fu proprio lui, quando era un pilota della Scuderia, ad apprezzarne i vantaggi: si vede che allora il supposto modello Ferrari di gestione dei piloti gli faceva comodo … E poi dov’era la sua furia moralista quando, in questi anni, in tanti facevano esercizi di ipocrisia più o meno palesi? Quanto alle previsioni sulle decisioni che il Consiglio Mondiale della FIA prenderà l’8 settembre prossimo lasciano ovviamente il tempo che trovano: in questi casi la cosa migliore da fare è avere fiducia e rispetto verso il massimo organismo federale”.

 

Fin qui, a noi sembra del tutto evidente che la Ferrari ha ragione a criticare Lauda, proprio perché il pilota austriaco si ritrova due titoli mondiali (1975 e 1977) grazie quasi esclusivamente alla gestione di Luca di Montezemolo, allora nelle vesti di Direttore Sportivo della Scuderia Ferrari. Ai danni - lo si ricordi - di un grande pilota e grande uomo, Clay Regazzoni, boicottato dalla Ferrari a favore dell'astro nascente Lauda (che peraltro era più lento del ticinese). Gli ordini di scuderia e uno smaccato favoritismo a favore dell'austriaco contribuirono in modo determinante al successo di Lauda, che però ricambiò in modo ingrato Enzo Ferrari, andandosene alla Brabham di Bernie Ecclestone. Tanto che Ferrari dovette sostituirlo con un certo Gilles Villeneuve... Ma è altrettanto evidente ai nostri occhi che violare in modo così smaccato le regole sportive – come avvenuto in Germania – non è tollerabile e i giochi di squadra dovrebbero essere banditi realmente dalla Formula 1, per ridare verve allo spettacolo e per ridare allo sport un senso. Chi scommette sui Gran Premi di F1 sa già che potrebbe venire gabbato da una decisione dei box: e questo è davvero intollerabile. In tempi di rivoluzione delle informazioni, la facilità con cui si può attingere ad altre discipline, più spettacolari, combattute e aperte ai valori dello sport (una per tutte la Indy Racing League nordamericana) potrebbe spingere gli appassionati a distogliere l'attenzione dalla F1, per spostarla su campionati più avvincenti. Se potessimo dare un suggerimento ai vertici della Ferrari, gli diremmo di buon grado di lasciar perdere le polemiche inutili, i messaggi in codice (richiamanti la voce del padrone...) e i favoritismi con cui si sono prodotti anche disastri nella storia meravigliosa – ma a volte tragica – del Cavallino Rampante. Si concentrino a Maranello sulle monoposto e su due piloti competitivi, con lo stesso materiale e le stesse possibilità, tranne che di struggersi vicendevolmente le macchine. Anche Alonso, prima o poi, potrebbe ripagare la Ferrari con la stessa maniera e nel confronto con altre scuderie (esempio: McLaren) l'immagine gloriosa della Ferrari ne risulta già intaccata.

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