Un Beethoven plastico e scintillante per un'orchestra duttile e attenta come nelle serate migliori. Alain Lombard conferma ancora le sue doti di abile direttore e originale interprete della partitura. Lo fa con due pietre miliari della produzione sinfonica beethoveniana: la Prima e la Terza, eseguite dall'Orchestra Sinfonica Siciliana, venerdì sera, al Politeama Garibaldi di Palermo.
Dopo il bel respiro dell'Adagio iniziale della Sinfonia n.1, il direttore francese si concentra in una misurata lettura dell'Allegro, valorizzandone i contorni classici e mozartiani. La direzione è pacata, ma non distaccata ed ogni sezione dell'organico è accompagnata con gesto puntuale e preciso. L'Andante è veloce e leggero, dal vivace contrappunto, mentre nella brillantezza dell'Allegro finale, Lombard, pur restando nell'alveo del classicismo, libera tutte le tensioni sotterranee accennate nei movimenti precedenti.
Di grande impatto cromatico e timbrico è l'esecuzione della Terza. Sin dall'attacco perfetto dell'Allegro con brio iniziale, si percepisce il piglio scattante della direzione, abile nel creare i giusti equilibri chiaroscurali. Sorprende la scelta di tempo nella Marcia funebre, dall'andamento sostenuto e per nulla Adagio, così come indicato dal compositore, segno di un'interpretazione più perturbante che meditativa. Dopo lo Scherzo, letto con garbato disimpegno emotivo, in questo caso dai tempi lenti, quasi dilatati, si giunge così allo straordinario e complesso Finale, di grande forza evocativa e ritmica.