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"Baciami ancora"- perché- "il tuo bacio è come un rock"
Le canzoni che hanno narrato il bacio degli italiani

di Marcello Sajeva
07 febbraio 2010 17:41
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 “Baciami ancor

Baciami ancora

Tutto il resto è un rumore lontano/una stella che esplode ai confini del cielo.

Baciami ancora…/Baciami ancora…/Voglio stare con te/inseguire con te/tutte le onde del nostro destino./Una bimba che danza, un cielo, una stanza/una strada, un lavoro, una scuola/un pensiero che sfugge/una luce che sfiora una fiamma che incendia l’aurora.”

L’ascolto giornaliero di questo motivetto, composto e cantato da Jovanotti, diffuso  giornalmente dalle varie emittenti radio e dalla pubblicità dell’ultimo film di Gabriele Muccino, ci ha dato lo spunto per occuparci delle canzoni che ci parlano del bacio.

“Ma cos’è poi un bacio? - si chiedeva Edmond Rostand nel suo Cyrano de Bergerac - "un giuramento un po più da vicino, una promessa più precisa, una confessione che cerca una conferma, un apostrofo roseo fra le parole t’amo, un segreto soffiato in bocca invece che all’orecchio, un frammento d’eternità che ronza come le ali di un'ape, una comunione che sa di fiore, un modo di respirarsi il cuore e di scambiarsi sulle labbra il sapore del’anima!"

E’ proprio così sul bacio, sui baci abbiamo un archivio di canzoni, di opere letterarie e cinematografiche abbastanza ampio e non solo perché, come cantava alla fine degli anni cinquanta Adriano Celentano, “Il tuo bacio e' come un rock/che ti morde col suo swing/e assai facile al knock-out/che ti fulmina sul ring.//e perciò canto così:/"oh-oh-oh-oh-oh-oh-oh il tuo bacio e' come un rock".”

Il bacio è una pratica assai diffusa e conosciuta perché sta alla base di ogni sentimento d’amore e d’amicizia. Si dice che quando un uomo e una donna baciano si mettono in movimento 27 muscoli, si consumano 18 calorie, si liberano endorfine che rendono felici, i due protagonisti dell’effusione.

Il cinema ha innumerevoli esempi di baci rimasti nell’immaginario collettivo. Ci sembra opportuno ricordare il bacio di “Via col Vento” tra Clark Gable e Vivian Leigh, quello tra Humphrey Bogart e Ingrid Bergman in “Casablanca”, di Marlon Brando e Eva Marie Saint in “Fronte del porto”. Gregory Peck e Jennifer Jones.

Ed è sempre Celentano che con un’altra canzone non ci parla di un solo bacio ma lui ne vuole molti di più.

“Con ventiquattro mila baci/oggi saprei perché l'amore/vuole ogni tanto mille baci/mille carezze all'ora all'ora/Con ventiquattromila baci felici corrono le ore/un giorno splendido perché ogni secondo bacio te.”

Iva Zanicchi alla dolcezza dei baci del molleggiato ci parla invece di “.. un fiume amaro dentro me,/il sangue della mia ferita, ma ancor di più,/ è amaro il bacio/che sulla bocca tua, mi ferisce ancor. “

Per un attimo trasferiamoci a Napoli perché la canzone napoletana che ci ha regalato testi d’amore che hanno il bacio come protagonista. I baci come pegno d’amore, di un amore che c’è, o che non c’è più, come nell’immortale "Reginella" di Bovio e Lama, dove i baci si sostituivano alla cena, alla soluzione del vivere quotidiano.

“Reginè', quanno stive cu mico, / Nuje campávamo 'e vase, e che vase!/Tu cantave e chiagnive pe' me!/E 'o cardillo cantava cu tico:/"Reginella 'o vò' bene a stu rre!"/T'aggio vuluto bene a te! “

E ancora un'altra canzone del classico repertorio napoletano c’è un desiderio di baciare e di addormentarsi con la sua amata ma : “I' te vurría vasá... /I' te vurría vasá.../ma 'o core nun mm''o ddice /'e te scetá... /'e te scetá!... /I' mme vurría addurmí.../I' mme vurría addurmí.../vicino ô sciato tujo,/n'ora pur'i."

 

Jonny Dorelli ci ricorda che per baciare occorrono : “Meravigliose labbra, meraviglioso amor,/meraviglioso incontro dei nostri due cuori./Sento nell'ansia che assale il respir/che le tue labbra non sanno mentir;/fra mille le distinguo: tu baci come me/meravigliose labbra, meraviglioso amore!”

C’è invece come a Robertino è bastato un solo e piccolo bacio: “Con un bacio piccolissimo/con le labbra tue di zucchero/con un bacio piccolissimo/tu mai fatto innamorar.”

Il bacio può causare gelosia è questo ce lo cantano i Nomadi: “Che sapore c'è/ritornar da te,/ho nel cuore l'amore insieme a te/ Ti baciava le labbra/ed io di rabbia morivo già,/ti baciava le labbra/e un pugno di sabbia negli occhi miei/oggi c'è.

Chiudiamo ricordando soprattutto ai più giovani con una vecchia canzone degli anni trenta e quaranta portata al successo da Alberto Rabagliati, un cantante che per quell’epoca era considerato un rivoluzionario per il suo stile sincopato. Un invito a baciare e una richiesta di tanti baci in quantità:

"“Ba… ba… Baciami, piccina,

sulla bo… bo… bocca piccolina;

dammi tan tan tanti baci in quantità.

BI, A: BA BI, E: BE.

Cara sillaba con me.

Bi, O: BO BI, U: BU.

Sono assai deliziose queste sillabe d'amore.

 

 

 

Ba… ba… Baciami , piccina,

con la bo… bo… bocca piccolina;

dammi tan tan tanti baci in quantità.”

 

 

 

 

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