"InColore", di Fabrizio D'Agostino e "Circling the house of God", di Ovidio Salazar sono i documentari che hanno vinto, ex aequo, il premio 'Ponte tra le culture' al festival internazionale Sole Luna, che si è concluso oggi a Palermo, alla Galleria d'arte moderna. L'Italia si è aggiudicata tre dei nove riconoscimenti assegnati da una giuria presieduta dal regista francese Robert Cahen e composta dall'antropologo Kewin Dwyer, dalla regista libanese Carol Mansour,
dall'assirologo Franco D'Agostino e dall'artista Tessa Calenda Rosenfeld. Una delle novità introdotte dal festival, giunto alla quinta edizione, è il premio del pubblico, assegnato al documentario "Il mare di Joe", di Enzo Incontro, direttore dell'area marina protetta del Plemmirio, e di Marco Mensa. Ex aequo anche per il premio speciale della giuria, andato all'iraniano "A cold land" di Shahriar Pourseyedian e all'italiano "Il colore delle parole", di Marco Simon Puccioni. Al film "Goodbye, how are you?", del serbo Boris Mitic è stato assegnato il premio per il documentario più innovativo, mentre il riconoscimento alla migliore regia è andato a "The other side of Istanbul", di Döndü Kilic. Per la sezione "Mediterraneo" ha vinto "Paths of memory", documentario di Jose Luis Peñafuerte su ciò che accadde a numerosi dissidenti politici durante il franchismo; per la sezione `Islam', ha vinto "Intifada NYC", di David Teague, storia della contestata nascita della prima scuola pubblica di lingua araba a New York nei giorni successivi all'11 settembre. Il premio per la miglior fotografia è andato a "The call of the mountain", del greco Stelios Apostolopoulos; per il miglior montaggio, riconoscimento a "Jaffa, the Orangés Clockwork", di Eyal Sivan.