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Nine, un musical sul cinema italiano ispirato a Fellini

01 febbraio 2010 12:51
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(Silvia Giuffrè) Il nuovo musical in versione cinematografica di Rob Marshall attrae al cinema gli habitué del grande schermo nonché molti curiosi. Un po’ perché ispirato a 8½, il capolavoro senza pari di Federico Fellini, un po’ per il successo ottenuto dal precedente ed ineguagliabile “Chicago”, con la splendida e poliedrica Catherine Zeta-Jones. In Nine il protagonista è Guido Contini - alter ego di Fellini- regista cinematografico di 50 anni in crisi esistenziale e creativa, alle prese con un film da fare e alla resa dei conti col suo passato e con sé stesso: in quanto figlio, marito, amante e artista. A peggiorare la sua instabilità è la crisi del suo matrimonio con Luisa, Marion Cotillard- decisamente la migliore nell’interpretazione e nel canto-, e il tentativo di rottura con l’amante (Penelope Cruz), perdutamente innamorata di lui, Penelope Cruz, la quale sorprende il pubblico con le sue capacità plastiche on stage e alle cui prestazioni sessuali Guido (Daniel Day Lewis) non sa rinunciare . Sempre ombroso e con la sigaretta in bocca, Guido rivede la sua vita attraverso gli occhi dell’immaginazione, a partire dalla sua infanzia, i suoi nove anni, sin dal momento in cui Saraghina - la cantante Fergie dei Black Eyed Peas- inizia il regista al mondo della sessualità e della fantasia sessuale. Questo quadro appassiona i veri amanti del musical con una performance energica completata da corpo di ballo, corsetti e tamburelli. Un groviglio di affetti, ricordi, sogni, e bugie che ruota tutto attorno a personaggi femminili (Judi Dench, Penolope Cruz, Kate Hudson, Nicole Kidman, Sophia Loren) che senza dubbio tingono di sensualità e di straordinarie performance - cantate e ballate- le scene spesso anche in bianco e nero. Guido distorce la realtà e la filtra con le sue ansie, rendendo le situazioni concrete, frutto di una confusa visione fantasiosa della vita. E’ il suo ego che soffre, dunque, una volta abbandonato dallo spirito creativo, dalla moglie e dalla sua musa ispiratrice, Nicole Kidman, sfruttata poco dal regista nelle sue capacità performative, ma senza dubbio presenza cruciale nella vita del protagonista. Interessante è l’atmosfera che Marshall restituisce attraverso citazioni ripetute e stereotipi culturali su un Italia che va a rimorchio del fascino e della bellezza anni 60. Evidentemente ciò che resta nella memoria degli americani è proprio il nostro bianco e nero, e una Roma, antica e romantica, con tanto di paparazzi in vespa e divi a bordo di una Spider. La versione musical messa in scena a Broadway risulta piu interessante del movie, che però vale la pena di vedere, per apprezzarne le connessioni con 8 e mezzo- anche se Marshall non è sicuramente il grande Fellini - e le belle donne, tutte sexy ed elegantissime.

 

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