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Palermo. Al Teatro Savio due atti unici per Vito Zappalà

11 marzo 2010 17:41
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(Franco Verruso) - Di scena Martoglio e Pirandello al Teatro Savio di Via Evangelista Di Blasi. Nei giorni 12, 13 e 14 marzo, infatti, la Compagnia Dialettale Siciliana diretta da Vito Zappalà, rappresenterà gli atti unici, “Civitoti in pretura” e “La giara”. L’esordio teatrale di Nino Martoglio risale al 1893, per la prima dei “Civitoti in pretura”. Nell’aula di un tribunale a Civita, un quartiere popolare

di Catania, si svolge il processo a carico di tale Giovanni Masillara, accusato di avere accoltellato un suo compaesano.

 

La testimone civitota, Cicca Stonchiti, temendo vendetta da parte dell’accusato, tenta di insabbiare la situazione usando un linguaggio incomprensibile al Pretore (del nord Italia). Dopo la deposizione della Stonchiti, entra in aula la guardia Messer Rapa ed anche lui ha uno strano modo di parlare; il Pretore è sbigottito ed anche il cancelliere deforma ogni testimonianza riscrivendo ciò che sente con interpretazioni proprie. Rientrata Cicca, per la deposizione finale, la donna, col pretesto di avere perso un orecchino, accusa di furto la compaesana Viulanti. Scoppiata una lite fra le due comari, il Pretore è costretto a sospendere l’udienza. Nei ruoli principali Paolo Bellante (Masillara), Donato Zappalà (il Pretore), Teresa Zappalà (Cicca Stònchiti), Massimo D’Aleo (Messer Rapa), Calogero Spina (il cancelliere). Anche del pirandelliano “La giara”, la trama è molto nota. Un ricco proprietario della provincia girgentana, Don Lollò Zirafa (lo interpreta Donato Zappalà), in una stagione ricchissima di olive, decide di acquistare una giara molto più grande di quelle che possiede ma, durante la notte, la giara, piazzata nel centro del cortile, inspiegabilmente, si rompe in due pezzi. Furioso, Don Lollò decide di chiamare Zì Dima Licasi (impersonato da Vito Zappalà, nella foto), un noto concia brocche che possiede un mastice miracoloso. Don Lollò, diffidente, pretende che l’artigiano pratichi anche una serie di punti di ferro per mantenere più salda la giara.

 

Zì Dima aggiusta in modo impeccabile la giara che torna perfetta ma, poiché ha operato anche dall’interno, non riesce più a uscirne. A questo punto inizia un’accesa discussione: Zì Dima, per liberarsi da quella scomoda e buffa prigionia, pretende che sia rotta nuovamente la giara, Don Lollò si rifiuta categoricamente ma, se Zì Dima gli paga la giara come nuova, è disposto anche a romperla. Il finale è tutto da vedere. Nei due lavori, in ruoli diversi, prendono parte, inoltre, Grazia Zappalà, Danilo Zisa, Rita La Barbera, Rita e Pippo Cannizzaro, Lisa Cacioppo, Paolo Brancati e Claudio Pedone. Tecnico fonico e luci Paolo Sanfilippo, macchinista Alberto Vilardo, scenografia VI.FRA. di Palermo, trucco e parrucco Franco Alfonso, costumi della Sartoria Teatro Zappalà, direzione artistica e regia di Vito Zappalà. Gli spettacoli si effettuano il venerdì alle ore 21:30, il sabato alle ore 17:30 e 21:30 e la domenica alle 18:30. 

 
 

 

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