“Questo per me non è un semplice film. È la mia canzone d'amore per Palermo. Cantata da Campino e da Giovanna Mezzogiorno”. Con queste parole il regista Wim Wenders ha presentato la sua ultima fatica, Palermo Shooting, alla prima internazionale che si è tenuta lo scorso 17 novembre nella stessa città siciliana che è stata il suo set un anno fa.
Ad applaudirlo e dare festa con lui, non solo gli attori, ma anche le comparse (palermitane), i tecnici, i produttori, i suoi compagni di viaggio nell’avventura che ha consegnato Palermo al mondo. Abbracci, lacrime, foto, autografi, come alla fine di un concerto.
E la musica la fa da padrona nello stesso montaggio che vede il protagonista quasi sempre attaccato alle cuffie del suo Mp3 che diffonde i successi di rockstar come Patti Smith e Lou Reed. Il protagonista del film Campino, il cui vero nome è Andreas Frege, è un musicista lui stesso, fondatore dei I Die Toten Hosen, la band rock di lingua tedesca di maggior successo al mondo.
La Palermo che Wenders canta è davvero fuori dagli stereotipi, affascinante e crudelmente realista allo stesso tempo, con la sonorista della sua lingua e il caos delle sue strade, la magia di certi vicoli e la loro sporcizia. Meravigliosamente valorizzati i Quattro canti. La fotografia che racconta Palermo è da Oscar.
Wenders con questo film si riconferma profondo analista della psiche umana, amante della ricerca spirituale e dell’al di là, citando nella pellicola il suo celebre Il cielo sopra Berlino. La tematica da lui affrontata questa volta (la ricerca di senso nella vita di un artista famoso che ha perso la capacità di stupirsi, finché non si scontra in un modo del tutto inusuale con la morte fatta persona) ricorda il recente Ti presento Joe Black.
La trama. Finn è un fotografo di successo, impegnatissimo e sempre al lavoro. Vive una vita brillante ma alquanto disordinata. Non dorme mai, il suo cellulare suona in continuazione e la musica che ascolta in cuffia è praticamente la sua unica e fedele compagna. Dopo essere sopravvissuto a un pericoloso incidente in macchina, decide di dare una svolta alla sua vita: da Düsseldorf parte per Palermo, con la scusa di un servizio fotografico per Milla Jovovich (un ritorno dopo The Million Dollar Hotel). Qui comincerà una nuova ed elettrizzante vita e una nuova storia d’amore. La situazione però si complica quando entra in scena un misterioso personaggio incappucciato che gli dà la caccia…
La critica. La stampa non l’ha di certo trattato bene, e l’aggettivo “imbarazzante” è quello finora più usato. Molti hanno criticato la “presunzione” di Wenders, soprattutto quando dedica il film a Bergman e ad Antonioni.