Il televoto è un meccanismo che consente al telespettatore di essere il fautore delle sorti di un concorrente, di decidere chi sia più talentuoso anche quando non sa distinguere una stonatura o un passo di danza male eseguito, e di credere che il suo parere conti veramente qualcosa all’interno di un meccanismo televisivo il più delle volte costruito a tavolino da abili autori.
Secondo il sito della Protezione Civile, al 22 dicembre 2009 circa 19 milioni di euro sono stati devoluti, attraverso il meccanismo di donazione regolato dai gestori di telefonia mobile e fissa, alle popolazioni colpite dal terremoto dell’Abruzzo. Dal report delle donazioni si evince che gli sms mandati al numero 48540 sono stati 636.898 e non nell’arco di una serata ma in 261 giorni. Cifre poco significative se paragonate a quelle dell’ultimo Festival di Sanremo, dove gli sms pervenuti sono stati ben 3.606.950 nell’arco di 5 serate, o se si pensa che Marco Carta abbia vinto l’edizione di Amici del 2008 con 1 milione e 900 mila preferenze. Per non parlare del fatto che aderendo al meccanismo del televoto in realtà non si fa che dividere la cifra spesa nelle tasche di quelli che veramente ci guadagnano: il 50% all’operatore telefonico, il 9% alla rete televisiva, il 10% al proprietario del format, il 13% al produttore dello show il 18% per l’agenzia del televoto. Il che significa che il giro d’affari annuo attorno a questo meccanismo ammonta a 60 milioni di euro.
Ma come mai siamo più propensi a mandare un sms per sostenere il partecipante di una trasmissione televisiva, piuttosto che destinare quell’euro agli aiuti per le popolazioni colpite da gravi emergenze? Virginia Salles, psicologa e psicoterapeuta (www.virginiasalles.it), sostiene che “la com-passione, parola che esprime una forma di profonda empatia, è la molla degli autentici atti di generosità, nei quali veniamo chiamati ad entrare nel gioco della vita con tutto noi stessi, con i nostri sentimenti e emozioni. È decisamente meno impegnativo, più facile e allettante identificarsi empaticamente con un luminoso personaggio televisivo che con il dolore e la sofferenza che dilagano intorno a noi”. Un’operazione onerosa e impegnativa, come sostiene Noemi Zenzale, psicologa clinica (www.bruchiefarfalle.it) quella di confrontarci con “temi che ci impongono di fermarci e di riflettere, anche se per poco tempo, sulla caducità e precarietà della vita, sulla sofferenza e sul suo senso. Con un sms per i partecipanti di un reality “entriamo” in un mondo patinato che è quello che ci raccontano le tv e le riviste. Oltre a ciò spesso le emergenze sono accadute in posti lontani da noi e vogliamo che tali rimangano”.
Ma in che modo ci sentiamo vicini ai partecipanti di questi reality esprimendo il nostro voto di preferenza? Ci sentiamo legati a loro o in qualche modo fautori nel nostro piccolo della loro vittoria? Secondo Virginia Salles “viviamo in un’epoca di ego-centrismo e di separatezza tra noi e gli altri. La mancanza di consapevolezza di noi stessi e di conseguenza anche degli altri ci porta ad essere sempre più etero-diretti, cioè diretti dall’esterno e non dal nostro punto di riferimento interiore. Ci nutriamo di immagini e apparenze e veniamo guidati dai richiami, gusti, pensieri, valori che ci vengono proposti quotidianamente dalla tv e dai media. Questi 'valori' non ci appartengono, ma riempiono comunque il nostro vuoto interiore e ci guidano dall’esterno imponendoci mode e consumi sempre più costosi e inautentici. I personaggi che appaiono in tv, ai nostri sguardi opachi esistono nella misura in cui appaiono e noi, attraverso il voto televisivo, cerchiamo di esistere di riflesso, immedesimandoci, anche se per un solo attimo con la loro effimera e 'gloriosa' esistenza”.
"Molto spesso - come sostiene Noemi Zenzale -, il sentirsi vicini a questi personaggi aiuta molte persone a riempire un vuoto e una solitudine esistenziale. Partecipando della loro vita trovano argomenti da pensare e di cui conversare. E questo in qualche modo distoglie l’attenzione dal nostro vissuto e ci riempie. Oltre a ciò, tifare per alcuni di questi partecipanti che spesso sono personaggi noti e 'famosi' ci permette, mediante l’idealizzazione e l’identificazione, di sentirci un po' importanti anche noi”.
Azzurra Sichera
Azzurra
aggiornati!!!!!
Prova a sommare tutti gli sms inviati agli svariati enti di beneficenza, di ricerca ecc.ecc. che ogni giorno vengono trasmessi in tv e poi fammi sapere se gli Italiani non fanno beneficenza o se votano di più per i reality.
Ciao, Ciao
questo e il dramma del consumismo no perche gli italiani sono generosi.sono un disperato artigiano che per sopravivere vende anzi chiede l,elemosina davanti le chiese e raccoglievo soldi per operare mio figlio che ha gravi poblemi negli occhi e alle volte mi umiliavo e sdegnavo di persone che mi davano 5 centesimi ,ma ditemi voi quanto costa invece una telefonata ......e vergognoso.
SE è così, indubbiamente è facile intervenire per delle fesserie (scusate ma ODIO i realities)
mentre c'è sfiducia che le donazioni vadano a buon fine, ormai chi si fida più? troppi magna magna mai puniti!
Azzurra
aggiornati!!!!!
Prova a sommare tutti gli sms inviati agli svariati enti di beneficenza, di ricerca ecc.ecc. che ogni giorno vengono trasmessi in tv e poi fammi sapere se gli Italiani non fanno beneficenza o se votano di più per i reality.
Ciao, Ciao
come abbiamo appurato i televoti sono truccati, di certo quelli per la soliedarietà sono le uniche cifre veramente certe.
quindi le valutazioni della psicologa e psicoterapeuta si sono basati su dati non attendibili