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La pila di Camilleri

26 febbraio 2010 19:33
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(di Andrea Fiore) La lettura non fa mai male mi sono sempre detto e ripetuto; però su questo mi sbagliavo!! Fa male eccome!! Provate a inciampare in una pila di almeno 100 libri dell’ultima fatica di Camilleri collocata ad arte dietro un pilastro della libreria che frequentate da sempre e che credevate ormai di riuscire a percorrere ad occhi chiusi per le tante volte in cui ci siete entrati, ne avete percorso i corridoietti, vi siete soffermati davanti agli scaffali.

 

Credetemi,

è una sensazione unica, mentre il vostro equilibrio diventa instabile e il terreno comincia a mancarvi sotto i piedi, sentire un disordinato fruscio di pagine che si aprono casualmente, accompagnato da tutta una serie di tonfi di piccoli tomi uno dopo l’altro in rapida successione sulle mattonelle bicolore tutt’intorno in un raggio di circa due metri. Un’esperienza imbarazzante sentirvi gli occhi saldamente incollati addosso di così tante persone quante non ne avevate mai notate, così strette e condensate, per metro quadrato.

 

Liberata la mente della miriade d’improperi a bocca chiusa con cui vi siete sfogati nel rialzarvi silenziosamente dalla polvere, immaginate infine che, per conservare i buoni rapporti col librario, vi offriate di acquistare cinque o sei copie del libro, quelle più danneggiate dal crollo e decisamente invendibili, e che il librario non si tiri di certo indietro, nonostante i buoni rapporti, perché ve le vende tutte, indistintamente, operando solo un piccolissimo ed insignificante ritocco nel prezzo che tiene conto (dice lui) che sono incidentate.

 

Sono sicuro che non proverete volontariamente l’esperienza, almeno che non abbiate dentro di voi un chiaro istinto kamikaze, ma certamente, l’esservi immedesimati vi aiuterà a fare qualche riflessione tipo quelle che hanno abitato la mia mente in tali circostanze. Un tempo non molto lontano uno scrittore era famoso quando la fama della sua bravura precedeva in tutto o in parte la presenza del libro nelle librerie.

 

Ricorderete in tanti quando per avere un libro dovevi sbavare in libreria, prenotarlo e poi passare e ripassare per sapere se fosse arrivato. I best-seller in simili contesti erano un vero miracolo divino che come tale portava senz’altro alla beatificazione d’ufficio dell’autore e alla proposta di santificazione per direttissima.

 

Oggi tutto questo è preistoria e diciamo che come scrittore non sei nessuno se non hai la tua pila. Io aggiungerei che probabilmente molto spesso continui a non essere nessuno, anche se la pila ce l’hai; però, l’immaginario collettivo, per il solo fatto che la pila c’è ed è bene in mostra dappertutto nelle librerie, pensa che tu sia qualcuno, un vero e grande autore, qualcuno che devi necessariamente leggere, se no sei out.. quindi compra il libro! Ogni lettore ne compra più d’uno, due o forse tre o.. quattro!! Farà dei regali agli amici, perché con uno scrittore che ha la pila in libreria, vai sul sicuro.

 

Chi potrebbe avere da ridire su di libro che in libreria si vende a pilastri stile cemento armato? Riepilogando, quindi, i casi sono due: sei un autore senza pila? Non vali nulla, sia tu un bravo o un pessimo scrittore. Viceversa, hai la pila, allora vali, sempre a prescindere dalla tua effettiva ed intrinseca bravura. Il discorso merita un ulteriore approfondimento scolastico riguardo alla consistenza della pila, che può andare dal formato base o ‘ministilo’ di una trentina circa di libri a vere e proprie opere mastodontiche di architettura libraria moderna; autentici mausolei in cui il mattone forato ha dovuto cedere il passo al librone fogliato!!

 

E attenzione: più grossa è la pila, più conti come scrittore nel panorama librario. Pila di pochi libri (tra i 20 e i 30) con copertina variopinta e soggetto interessante? Forse il lettore si avvicinerà, come una piccola farfalla attratta dai colori della corolla del fiore, ma solo per leggere distrattamente ben che vada la quarta di copertina. Se i libri sono almeno 50 e il lettore ha qualche attimo a disposizione, sfoglierà o farà finta di sfogliare alcune pagine e, con un pizzico di fortuna, il tuo nome gli rimarrà impresso nella mente per i due o tre giorni successivi.

 

Solo però se le cataste supereranno il centinaio di copie, ecco che scocca la scintilla che accende i fenomeni sovrannaturali! Camilleri, Moccia, Faletti, Baricco e tutti i ‘pila writers’ noti, meno noti e.. sconosciuti, devi averli!! Il contrario è solo un’ipotetica dell’ultimo tipo.. Sono un must!! Meritano tutti indistintamente fiducia illimitata nel comune sentire letterario post-moderno.. chiunque essi siano e chiunque tu sia!

 

Così, anche per il tizio entrato in libreria solo per aspettare un amico o inseguire una ragazza sculettante sui tacchi a spillo e che riesce appena a leggere (e con non poche difficoltà) le notizie sportive sulla gazzetta o i nomi sui citofoni, il libro diventa appetibile, di più, direi concupibile, e vola automaticamente, come dotato di una forza motrice propria e di autonome ali possenti, nel carrello degli acquisti. Faletti, ad esempio, lo acquisti addirittura incellofanato.

 

Dentro potrebbero esserci tutte pagine bianche o foto porno dell’immediato dopo guerra del ’15-’18 o, ancora peggio, motti che inneggiano al ritorno della dittatura nel nostro Paese. Non importa!!! Vuoi mettere un Faletti in libreria di casa nello scaffale altezza occhi? Fa di uno chic da paura; molti lo lasciano addirittura ancora nel cellofan per preservarlo dalla polvere.

 

Ecco allora, senza volerci addentrare nel giudizio sulla bravura degli scrittori citati, la vera questione che noi lettori dovremmo affrontare: quanto ciò che leggiamo è frutto di una nostra libera scelta e aderisce a quel che ci piacerebbe davvero leggere? O forse sarebbe meglio dire, come incidono, nel determinare il successo di uno scrittore, il battage pubblicitario di case editrici e media e gli interessi economici e di lobbies rispetto all’effettiva bravura?

 

Risolto il primo quesito, dovremmo poi chiederci cosa possiamo fare noi per rompere questa catena perversa, in altre parole, per impedire che il mercato dei libri si riduca alla vendita e al corrispondente acquisto di pochi testi in ‘formato pilastro’, per favorire una sana e libera possibilità a tutti, sia scrittori che lettori, di partecipare attivamente al meraviglioso e sorprendente circolo della cultura? Se cominciassimo con lo schivare le pile e magari a dare una sbirciatina ad uno dei libri che s’intravedono appena sul terzo scaffale a destra proprio sopra la nostra testa?

 

Tratto da http://strudelone.myblog.it

© Riproduzione riservata
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Anonimo 16 maggio 2010   23:21

"Se cominciassimo con lo schivare le pile e magari a dare una sbirciatina ad uno dei libri che s’intravedono appena sul terzo scaffale a destra proprio sopra la nostra testa?"

 

Ottima idea !!

 

 

francesco

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