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La Battaglia delle arance di Ivrea
e gli ortaggi "da lancio" allo stadio di Palermo

di Maurizio Crispi
16 febbraio 2010 09:54
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Ieri, nel corso di uno dei notiziari TV, nel quadro di un servizio sui festeggiamenti del carnevale, ho avuto modo di guardare alcune sequenze della famosa "Battaglia delle arance" a Ivrea, che si svolge annualmente nel rispetto di una tradizione - a quanto pare - antichissima.

 

Forse in altre occasioni non ci avrei fatto caso, ma proprio di recente un'amica che abita da quelle parti me ne aveva parlato e, quindi, mi è venuto naturale soffermarmi su queste immagini...

 

Secondo me, dovrebbe essere oltremodo divertente e liberatorio partecipare ad un simile evento, che simbolicamente diventa una vera e propria guerra. Le arance sono piuttosto consistenti e, se lanciate con forza e a distanza ravvicinata, hanno la forza d'impatto di un oggetto contundente di media durezza.

 

E, in effetti, i contendenti indossano dei grandi cappucci protettivi  fatti di qualcosa simile a cuio imbottito. Una volta, nel corso di una manifestazione podistica "burlesca", che aveva luogo nello stadio di atletica di Palermo ("Bevi un sorso e via!"), il canovaccio della manifestazione prevedeva che fossero distribuite casse di ortaggi "da lancio" ai rappresentanti del pubblico affollato sulle gradinate e che, al segnale convenuto, gli atleti e gli organizzatori sulla pista venissero bersagliati con pomodori, melanzane, zucchini ecc. ecc.


Fu una una scena davvero divertente, senonchè quelli in pista, ad un certo punto, stanchi di essere bersagliati e colpiti, cominciarono a raccattare da terra gli ortaggi già spappolati e a lanciarli contro il pubblico...


E lo fecero con grande accanimento.


Fu così che quello che doveva essere una parentesi ludica si tramutò in un'autentica battaglia alla quale fu veramente difficile porre termine. Anche quando lo scambio belliccoso avviene con arance o ortaggi, si innescano egualmente atavici istinti aggressivi e c'è il rischio che le cose possano degenerare all'insegna del meccanismo delle risposte simmetriche: cosa ne direste di ricevere in pieno viso un bel broccolo lanciato a tutta birra da una distanza ravvicinata? Non vi verrebbe voglia di reagire con un proiettile di pari calibro, se non addrittura più grosso?


A me non piacerebbe di certo...


E' lo stesso meccanismo, del resto, che stava alla base della famosa gag delle "torte in faccia", che era uno dei pezzi forti delle comiche finale e dei primi film muti. Dovevano esserci molte torte cremose a disposizione: poi, bastava innescare un inizio e le naturali reazioni di tutti i presenti avrebbero fatto il resto... Non c'era bisogno di dirigere nulla o di orchestrare... Le torte sarebbero volate in aria e sulle facce in una sequenza immediata e quasi naturale, sulla base del principio azione-reazione.


D'altra parte, in un lontano passato, il lancio di ortaggi marci o andati a male (ma anche di uova, all'occorrenza) era riservato a coloro che erano stati condannati al pubblico ludibrio e che erano stati messi alla gogna. In questi casi, i condannati potevano solo ringraziare di non essere colpiti con oggetti più pesanti e dannosi.


Ricevere ortaggi marci sulla zucca, per quanto gesto di disprezzo, era pur sempre venato di una certa volontà di non far "troppo" male...

 

La battaglia delle arance è una tradizione che si svolge a Ivrea una cittadina vicino a Torino, a carnevale. Il carnevale di Ivrea non è fatto soltanto di arance, anche se questa battaglia è il giorno più importante; si apre ufficialmente il 6 gennaio, con una banda di pifferai vestiti di rosso che suonano musiche antichissime, tramandate di padre in figlio, su strumenti intagliati a mano.

 

La tradizione fa discendere il "getto" delle arance da quello dei fagioli che era tradizione medievale. Nel giorno dell´Assunta il feudatario concedeva al popolo l'uso gratis del forno, regalando anche alle famiglie una pentola piena di fagioli. Un regalo che non bastava per far dimenticare il suo brutto governo per il resto dell'anno. Così una volta i popolani gettarono i fagioli per le vie in segno di protesta: Il gesto divenne un' usanza carnevalesca, dapprima coi fagioli, poi con le arance.

 

Ci sono otto squadre: la Morte, i Mercenari, l'Asso di Picche, gli Arduini, gli Scacchi, i Tuchini, i Diavoli e la Pantera; ciascuno ha i suoi costumi, la sua storia, i suoi modi di prepararsi alla battaglia e, quindi, di combattere. Il Generale e la Mugniaia sono le persone più importanti. Un personaggio importante è anche l'aranciero, il personaggio che getta le arance.Ci sono anche delle guardie finte.

 

I tiratori, chiamati arancieri, vanno a piedi oppure su carri tirati da due o quattro cavalli. Altri arancieri sono sui balconi e combattono a viso scoperto. Invece gli arancieri sui carri hanno una maschera. Gli arancieri sui carri e sui balconi rappresentano le guardie dei signori del medioevo e gli arancieri che vanno a piedi rappresentano la gente che protesta. La sera del martedì grasso l'ultimo atto: sulle piazze si dà fuoco agli scarli, alte antenne di legno con in cima una bandierina.

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