La notizia è di quelle che ti costringono a fare i conti con te stesso. Se sei genitore, ma anche se pensi che prima o poi lo sarai. Ed arriva, opportunamente, sulla prima pagina del Corriere della Sera: genitori puniti, pagheranno 450 mila euro perché i loro figlioletti hano violentato nuna ragazzina dodicenne. Di che colpa si sono macchiati. Secondo il tribunale di Milano “non hanno educato i figli ai sentimenti”.
Non è una “culpa in vigilando”, quella con cui i genitori talvolta fanno i conti – molto raramente invero – ma di una culpa in educando. Un giudizio senza precedenti, perché affida ai genitori il compito di istruire ed educare i loro figli all’etica della responsabilità, alla sensibilità sociale, alla civiltà relazionale. Un fardello non indifferente.
Basta una domanda per mettere in dubbio questa piramide appena costruita dal tribunale: la buona educazione produce la crescita “gentile” dei figli, una personalità inserita nella società secondo le regole della cittadinanza e del rispetto degli altri? La risposta, infatti, è negativa.
Con la migliore delle intenzioni, non è detto che ciò accada. E allora di che si tratta? Di responsabilità oggettiva, quella che viene attribuita, per esempio, ai direttori di una testata giornalistica per il fatto che viene pubblicata una notizia diffamatoria o calunniosa. O ai presidenti delle società di calcio, quando si verificano episodi di teppismo negli stadi.
Educare figli è altrettanto complicato che educare le folle negli stadi? Forse lo è ancora di più.
Il tribunale di Milano, tuttavia, ha sicuramente accertato l’abbandono educativo dei figli, avrà indagato il con testo per giungere alle sue conclusioni. Dopo averlo fatto, ha inviato – con la condanna – un messaggio forte ai genitori: voi siete responsabili dei vostri figli, non potete estraniarvi, non potete depositarli negli asili nido, nei doposcuola, davanti al computer o al televisore, non potete disinteressarvi delle loro compagnie, di come trascorrono il loro tempo libero.
Il ruolo che la magistratura ha deciso di svolgere in questa circostanza non va sottovalutato, ma rischia indubbiamente, al di là del caso specifico in considerazione della gravità dell’episodio addebitato ai ragazzi, di aprire il capitolo di una nuova supplenza. Non più politica, ma educativa.
Che la giustizia abbia anche il compito di educare nessuno, ovviamente, lo discute. La condanna esemplare inflitta al tribunale di Milano può costituire un’utile spallata. Mettere al mondo dei figli è una scelta che impone doveri senza deroghe.
Se la multa la fanno solo a loro non serve a niente dovrebbero multare tutti i genitori dei baby violentatori.
Anche meno di 450 mila euro a seconda dello stato patrimoniale della famiglia.
I soldi sono nulla, non serviranno a dare serenità a quella ragazza, ma è già un inizio, bisogna insegnare l'educazione prima ai genitori e poi ai figli. Educazione, questa parola ha perso il suo significato, perchè oggi tutto è lecito tutto è normale, si va alla caccia del più debole per intimidirlo e sottometterlo ad ogni forma di ingiustizia. Mi dispiace ma questa cultura è in gran parte delle nostre famiglie, i ragazzi sono abbandonati a se stessi e i genitori sono poco presenti e pieni di occupazioni che dicono sempre SI e riempiono di soldi le tasche dei figli per non discutere e non avere problemi e questi sono i risultati, ragazzi che non hanno rispetto nè pentimento. Penso che i genitori debbano recuperare il tempo sprecato per avaere una nuova società.
Una educatrice
Sono daccordo con la sentenza , i genitori in qualche modo sono sempre responsabili dei propri figli. Anche se una buona educazione nn è sempre una garanzia di buoni risultati, ma bisogna fare sempre del proprio meglio. Credo che 450 mila euro siano nulla in confronto all'incubo di quella ragazzina che resterà segnata per sempre !!
Una mamma