Siete dei nonni o dei genitori oltremodo premurosi e affettuosi verso i vostri nipoti o figli? Attenzione, perché da oggi correte seriamente il rischio di finire in tribunale e di dover rispondere, paradossalmente, dell’accusa di maltrattamento aggravato. È quanto successo, infatti, a una coppia di anziani ferraresi e alla loro figlia, i quali sono in questi giorni sotto processo per aver impedito – sostiene il pm – un sano sviluppo psicofisico del nipotino, proteggendolo in modo eccessivo e finendo per trasformare il loro amore in un fattore controproducente alla crescita.
A trascinare in tribunale nonni e mamma è stato il padre del bambino, che non vede il figlio, oggi dodicenne, da nove anni e lamenta una iperprotettività da parte dei parenti. Secondo il pubblico ministero Simone Purgato, mamma e nonni avrebbero di fatto soffocato l’infanzia del giovane, tenendolo chiuso in casa, proibendogli di giocare all’aperto con gli amici e di andare alle feste dei coetanei. E gli indizi a carico degli imputati non mancherebbero: i tre, stando a quanto emerso durante le indagini, avrebbero impedito al piccolo di frequentare la scuola con regolarità e di socializzare, imponendogli regole di vita talmente ferree da incidere sul suo sviluppo psichico. Di fronte a tali rilievi, il gup Monica Bighetti ha pertanto optato per il rinvio a giudizio degli indagati. Il processo, apertosi il 7 gennaio davanti al giudice Silvia Marini, avrà dunque il compito di fare chiarezza sulla vicenda. Già una volta, in passato, il padre del bambino, aveva portato i parenti in giudizio, davanti al Tribunale dei minori, per fatti analoghi, ottenendo anche un verdetto di primo grado a lui favorevole.
In attesa della sentenza, che in un modo o nell’altro farà certamente discutere perché costituirà un precedente di cui tener conto, gli esperti prendono posizione. “Per bimbi e adolescenti con genitori o nonni iperprotettivi la vita può essere un inferno. Questi piccoli passano anni da reclusi, in una sorta di clausura domestica studiata per evitare ogni possibile rischio”. Lo dice Italo Farnetani, pediatra di Milano. “Non parlo del caso di Ferrara, perché non ne conosco i dettagli. Ma certo il fatto che la mamma e il nonno del bambino in questione siano già stati condannati in precedenza fa pensare – continua il pediatra – In questi casi un ruolo importante spetta agli insegnanti, vere antenne in grado di capitare l'isolamento di un alunno, o di sospettare qualcosa che non va”.