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Iscrizione alle "nuove superiori", è il tempo delle scelte

11 marzo 2010 11:25
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(Michele Calascibetta) Per decidere l’iscrizione alle “nuove superiori”, i quasi 550 mila studenti di terza media – oltre 65 mila in Sicilia - hanno tempo ancora 15 giorni, fino al 26 marzo. Una scelta che viene fatta dal 93% dei giovani che conseguono la licenza media, percentuale in linea con quella dei Paesi più avanzati, una scelta che condizionerà in larga misura il loro futuro. In vista del debutto dei nuovi licei insieme con il riordino degli istituti tecnici e di quelli professionali, è già partita la campagna informativa del Ministero, incentrata su tre strumenti: una sezione sul sito internet www.istruzione.it, che consentirà di individuare sul territorio le scuole che offrono l’indirizzo preferito; un fascicolo con l’indicazione dei quadri orari dei diversi indirizzi , delle articolazioni e delle opzioni previste, dei profili professionali e di tutte le altre informazioni utili, una brochure agile e sintetica con i capisaldi della riforma.

 

Le nuove offerte formative cambieranno le preferenze dei giovani rispetto all’anno scolastico in corso? Oggi, gli studenti sono così distribuiti: 10,8% al liceo classico, 23,1% al liceo scientifico, 1,6% al liceo artistico, 2,0% negli istituti d’arte, 7,8% tra ex istituti e scuole magistrali, 21,3% negli istituti professionali, 33,6% negli istituti tecnici. Sempre costanti sono le differenze territoriali. Nelle regioni centro-meridionali è maggiore la percentuale degli iscritti ai licei classico e scientifico; gli istituti tecnici continuano a essere preferiti nel triangolo industriale Piemonte-Lombardia-Veneto nonché in Emilia-Romagna e nel Molise.

 

Il tema di fondo è, quindi, l’orientamento, anzi “l’emergenza orientamento”, come risulta dal “profilo dei diplomati” tracciato da AlmaLaurea, il consorzio tra 53 università che ogni anno stila anche il censimento dei laureati. L’identikit professionale e culturale dei genitori è ancora determinante sulla scelta della scuola superiore: il 42% di chi ha un genitore laureato, infatti, ha terminato le medie con “ottimo” in pagella: chi ha ottenuto questo risultato ha il 76% di probabilità di accedere ad un liceo, contro l’8% di chi ha finito le medie con un modesto “sufficiente”.

 

Perché si manda il figlio al liceo o all’industriale? Perché la famiglia conta di più delle informazioni ricevute, delle inclinazioni, degli interessi e dei talenti dei figli. Perchè i genitori hanno studiato lì. Perché i genitori hanno compiuto studi diversi e vogliono riscattare le proprie scelte di un tempo. Perché altri amici e compagni delle medie ci vanno e non si può traumatizzare il figlio separandolo da loro. Perché si va per esclusione: chi odia la matematica finisce al classico. Perché qualche istituto si è fatto pubblicità meglio degli altri, offrendo corsi, corsetti, laboratori, teatrini, effetti speciali da luna park, simili al famoso liceo “Marylin Monroe” del film “Bianca” di Nanni Moretti. Tranchant il giudizio espresso non molto tempo fa dal professore Tullio De Mauro, che è stato ministro della pubblica istruzione dall’aprile 2000 al giugno 2001: “la mancanza di orientamento è la vergogna scolastica nazionale”.

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