(Michele Calascibetta) La scuola è in apnea, secondo il Rapporto Censis 2009 sulla situazione sociale del Paese. Il protrarsi di “un dibattito spesso retorico” nonché di “una spinta riformista cui non si è ancora riusciti a dare concretezza attuativa sulla base di un consenso diffuso” sarebbe la causa principale di un malessere profondo che coinvolge sempre più studenti, docenti e genitori. Il Rapporto parla di una “forza perduta” dell’istruzione, dovuta anche alla spesa pubblica italiana che, in relazione al PIL (4,6%) risulta essere costantemente al di sotto della media OCSE (5,3%). L’89% degli studenti tra i 15 e i 18 anni non riesce a comprendere “che senso abbia stare a scuola”.
Il 92,6%, completati gli studi superiori, ritiene che “anche per chi ha un titolo di studio elevato, il lavoro sia oggi sottopagato” e che trova più facilmente lavoro chi può avvalersi di “una rete di conoscenze parentali e amicali”. I giovani tra i 18 e i 24 anni, privi di un diploma, sono il 19,3%, a fronte della media europea del 14,8%. Continua il fenomeno della dispersione scolastica, negli istituti di istruzione secondaria di secondo grado – soprattutto professionali-, malgrado la cospicua produzione normativa e interventi sul campo con progetti ben supportati economicamente. “Disorientati” appaiono i docenti tra frustrazione circa il prestigio del ruolo e il riconoscimento sociale, da una parte, e atteggiamenti positivi sulla base di motivazioni professionale-vocazionali (il 75% degli intervistati non vorrebbe fare un altro mestiere), dall’altra. Docenti sempre più anziani, con una età media di 50 anni; quasi assenti gli insegnanti al di sotto dei 30 anni. Docenti sottopagati; si parte da uno stipendio base inferiore del 17% rispetto a quello di un collega di altri Paesi. “Dopo 15 anni, la retribuzione risulta incrementata, in media, del 25,7% contro il 39,1% della media OCSE”.
La “carriera” non esiste: solamente invecchiando migliora il livello retributivo ed il tempo passa senza alcun riconoscimento del merito. Le famiglie degli studenti sono sempre meno partecipi della vita scolastica. Sembrano lontani anni luce i tempi dei Decreti delegati che proponevano l’ingresso dei genitori negli organi di gestione; si parlò per un po’ di tempo di “responsabile partecipazione” e di “grande coinvolgimento”. Poi, le prime incomprensioni, seguite da stanchezza, delusione, allontanamento. Sono rimasti soltanto rituali, spesso caotici, incontri tra docenti e genitori, destinati a diradarsi nel corso degli studi, per sparire quasi del tutto negli istituti secondari superiori, particolarmente se “il mio ragazzo è bravo e quindi non ci sono problemi”. Si legge nel Rapporto che “il 47,7% dei genitori non incontra mai, o quasi mai, gli insegnanti dei propri figli”.
E' lo specchio di una classe sociale mediocre che ha votato questo sistema politico è che nella mediocrità consente di portare avante i propri adepti. Il rischio dell'embolia è ormai prossimo solo che nella camera iperbarica possono entrare un numero ristretto di persone.Rassegniamoci perchè non siamo noi, che non abbiamo voluto la mediocrità, ad averne accesso. Ma chi è anocora più sotto del mediocre che può garantire un proseguire di questo sfacelo. Non sono solo i nostri figli a volere abbandonare questo stato ma adesso ci sono anche i padri.
Noi genitori non siamo più disponibili ad accettare che gli errori della politica e i disastri di questo governo ricadano sui nostri figli. I tagli fatti dalla Gelmini all'istruzione sopratutto in quella elementare fanno sentire i loro pesanti effetti.Sono state eliminate le ore di compresenza ed il risultato è che per mandare la classe avanti bisogna fare i corsi pomeridiani di recupero attingendo al fondo di istituto che invece dovrebbe servire a valorizzare l'apprendimento ed innalzare la qualità. Altri tagli di risorse sono evidenti sulle funzioni strumentali già miseriose. Ciò che ci sta più a cuore come genitori è la qualità dell'istruzione come opportunità per tutti di un futuro da costruire ognuno secondo le proprie aspettative. Non tolleriamo che si tocchi la scuola e poi si spenda ad esubero in Consigli di amministrazione vari ecc.ecc. Sarebbe auspicabile che ogni genitore si informasse meglio di quello che sta succedendo nella scuola italiana, nell'interesse dei propri figli, pretendendo dai governi investimenti seri.
E' lo specchio di una classe sociale mediocre che ha votato questo sistema politico è che nella mediocrità consente di portare avante i propri adepti. Il rischio dell'embolia è ormai prossimo solo che nella camera iperbarica possono entrare un numero ristretto di persone.Rassegniamoci perchè non siamo noi, che non abbiamo voluto la mediocrità, ad averne accesso. Ma chi è anocora più sotto del mediocre che può garantire un proseguire di questo sfacelo. Non sono solo i nostri figli a volere abbandonare questo stato ma adesso ci sono anche i padri.
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