In prima linea
In prima linea

Lettera. Il Diritto e l'Economia fuori dai Licei
Le riserve di una docente sulla nuova riforma

10 novembre 2009 18:21
Leggi i commenti 3   Inserisci un tuo commento
Condividi
www.siciliainformazioni.com

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una docente di discipline giuridiche ed economiche che esprime le sue riserve su alcuni punti della riforma della scuola superiore che sta per entrare in vigore.

 

 

 

Gentile Direttore,

 

chi le scrive è una docente di discipline giuridiche ed economiche, che da 15 anni insegna in un Liceo. Sento di dovere segnalarle, come genitore, come cittadina e in ultimo come docente, una problematica di fondamentale importanza per la formazione e la crescita civile delle nuove generazioni di studenti italiani. La riforma della scuola superiore, che sta completando il suo iter per l’entrata in vigore, pur contenendo elementi di novità apprezzabili - ad esempio la cancellazione dell’eccessivo numero di sperimentazioni e l’istituzione di percorsi univoci e omogenei in tutta Italia - contiene anche delle scelte incomprensibili. Tra queste l’eliminazione del Diritto e dell’Economia da tutti i licei, con l’unica eccezione per il Liceo di Scienze umane - opzione economico-sociale.

 

E’ vero che gli schemi di regolamento  sulla riforma delle scuole superiori prevedono una nuova disciplina dal nome “Cittadinanza e Costituzione”, ma è altrettanto vero però che essa è attribuita, senza autonomo monte ore e senza autonoma valutazione, agli insegnanti di Storia. Difatti nei quadri orari non c’è!
 

 

Insomma una riesumazione della vecchia Educazione civica, mai rimpianta da alcuno, almeno per due motivi: 1) i colleghi di Storia dovrebbero insegnarla durante le loro ore, che però non sono state aumentate, anzi hanno subito tagli; 2) i colleghi di Storia non hanno, e non sono tenuti ad averle, le competenze necessarie per insegnare con rigore tecnico ed approccio scientifico una disciplina che afferisce all’area giuridica.


Faccio presente che il Consiglio nazionale della Pubblica istruzione (non un manipolo di docenti facinorosi) ha invitato il ministro a "una riflessione più puntuale sulla proposta di sperimentazione formulata (insegnamento Cittadinanza e Costituzione), anche in rapporto alle più recenti fonti culturali che, nel nostro paese, hanno dato indicazioni agli insegnanti per la costruzione del curricolo di scuola...". E' chiaro in quest’invito il riferimento alla normativa italiana del 2007 sul nuovo obbligo di istruzione che, sulla base di Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18/12/2006, inserisce conoscenze puntuali di diritto ed economia, che inevitabilmente richiedono competenze specifiche possedute soltanto dai docenti di diritto ed economia.


L’eliminazione del Diritto e dell’Economia è ancora più grave perché fino ad oggi nei licei queste discipline ci sono e i docenti di diritto ed economia fanno onestamente il proprio lavoro, che è quello di spiegare la genesi storica, le caratteristiche, l'attualità e l'inattualità del testo costituzionale, ma anche i meccanismi dell’economia e i processi della globalizzazione, e poi di valutare la conoscenza e la “digestione” di questi concetti da parte degli studenti. Niente di clamoroso, insomma: una semplice attività “formativa” per fare in modo che lo studente abbia degli strumenti per orientarsi e per scegliere con consapevolezza.  A partire dal prossimo settembre questi docenti verranno, banalmente, eliminati dalla scuola italiana.

 

Serve? A chi?
 

Mi rivolgo a Lei, molto attento sulle questioni politiche, culturali e di costume per rivolgere un accorato appello affinché intervenga sulla questione dell’eliminazione del Diritto e dell’Economia.
E' una battaglia di civiltà, è una battaglia per la scuola ,è una battaglia per i giovani ed il paese tutto.
 

Maria Cascone - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia

© Riproduzione riservata
Segnala ad un amico
Anonimo 15 novembre 2009   21:38

In una società avanzata come la nostra ritengo che proprio il DIRITTO e l'ECONOMIA debbano essere considerate delle materie fondamentali da inserire in tutti i percorsi di formazione (anche a partire dalle elementari).

Infatti penso che un cittadino debba poter avere le basi per poter comprendere una discussione di tipo legale o uno studio economico. Spesso infatti i dibattiti politici, oggi più che mai, vertono su questi argomenti. Capirne qualcosa, poter esprimere un giudizio, poterne parlare con gli altri con un minimo di cognizione, credo sia fondamentale per poter vagliare con attenzione quanto si sente in televisione o si legge sui giornali.

O forse questo governo non vuole che si abbia indipendenza di giudizio e capacità di scelta???

Girolamo Gucciardi

Anonimo 11 novembre 2009   07:56
L'utente ha risposto al commento anonimo del 11 novembre 2009. Visualizza »

Apprezzabile l'appello della Dott.ssa Cascione. E' mio auspicio un intervento a più strati a partire dalle rappresentanze dei gentori, che possano valorizzare il rigore culturale e scientifico delle discipline economico-giuridiche, essenziali nella percorso di crescita culturale degli studenti, i quali potranno acquisire una visione più esaustiva della trattazione e proiettarsi più scientemente per la scelta del proprio futuro professioanle-lavorativo.

Delo stesso tenore lo spirito che dovrebbe contaddistinguere questi ultimi, i quali in una realtà sottoposto a continue e drammatiche manovre correttiva a tutto campo, sottraggono strumenti, opportuntià, abilità per formarsi in maniera compiuta per un adeguato e maturo impatto con il mondo del lavoro.

Non ultimo è essenziale attenzionare con rigore  gli addetti ai lavori (della riforma), saffichè gli sstessi operino seguendo logiche sostenibili di sana crescita e consapevole delle nuove generazioni.

Maria Pia IOVINO

Concordo con quanto scritto dalla prof.ssa Cascone.

Anonimo 10 novembre 2009   19:23

Apprezzabile l'appello della Dott.ssa Cascione. E' mio auspicio un intervento a più strati a partire dalle rappresentanze dei gentori, che possano valorizzare il rigore culturale e scientifico delle discipline economico-giuridiche, essenziali nella percorso di crescita culturale degli studenti, i quali potranno acquisire una visione più esaustiva della trattazione e proiettarsi più scientemente per la scelta del proprio futuro professioanle-lavorativo.

Delo stesso tenore lo spirito che dovrebbe contaddistinguere questi ultimi, i quali in una realtà sottoposto a continue e drammatiche manovre correttiva a tutto campo, sottraggono strumenti, opportuntià, abilità per formarsi in maniera compiuta per un adeguato e maturo impatto con il mondo del lavoro.

Non ultimo è essenziale attenzionare con rigore  gli addetti ai lavori (della riforma), saffichè gli sstessi operino seguendo logiche sostenibili di sana crescita e consapevole delle nuove generazioni.

Maria Pia IOVINO

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti

Le Notizie di SiciliaInformazioni sul tuo sito
Sicilia in Europa
I banner di SiciliaInformazioni per il tuo sito

Notizie in Numeri

Una fonte indispensabile di informazioni statistiche. Consulta l'intero archivio o esegui una ricerca.

ABC del Politichese

Consulta l'intero archivio o esegui una ricerca.

RSS Feeds