Insieme alle discipline scientifiche – matematica in testa – rappresenta spesso l’ostacolo più duro da superare per gli studenti degli istituti superiori: è l’inglese, in relazione al quale, i ragazzi italiani fanno registrare un preoccupante ritardo rispetto ai coetanei europei. Non a caso, buona parte dei debiti formativi da colmare prima dell’inizio del nuovo anno scolastico ha a che fare con l’idioma di Shakespeare e Lord Byron. Porre un freno a questa tendenza, per il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, è una missione possibile. La strada individuata dalla titolare del Miur è l’inserimento nei programmi delle quinte classi, a partire già da quest’anno, di una materia da insegnare in lingua straniera, per lo più inglese.
“Si tratta di un segnale importante per la nostra scuola, che diventa internazionale – spiega il ministro – Non possiamo rassegnarci a vedere l’Italia scendere nella classifica dell’Ocse a livelli sempre più bassi, non possiamo permetterci la staticità. Occorre intraprendere strade nuove, anche se si dovessero rivelare sbagliate”.
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