La campanella resterà in silenzio ancora per qualche settimana, eppure per gli alunni delle scuole italiane – e per le rispettive famiglie – i pensieri iniziano già sotto l’ombrellone. Per quanto riguarda le elementari, le difficoltà principali sono legate al tempo pieno nelle prime classi, con oltre 150 mila bambini tagliati fuori dal colpo di scure del ministro Tremonti.
La regione maggiormente colpita dai tagli, manco a dirlo, è la Sicilia. A Palermo la situazione più allarmante: a settembre, nel capoluogo isolano, saranno attivate soltanto nove prime classi a tempo pieno, a fronte delle 65 avviate l’anno scorso (-86 per cento); seguono Catania (-54) e Messina (-38).
Ma la riduzione dei posti, seppur in modo meno traumatico, colpirà anche le grandi città del centro-nord. Variazioni percentuali negative, rispetto ai dati dell’anno scolastico 2009-2010, si registrano a Milano (-11 per cento), Torino (-14) e Firenze (-21). Tra i capoluoghi di regione sorride soltanto Napoli, dove le nuove prime saranno 54, cinque in più dello scorso anno.
caro figlio mio scolaro una volta ti avrei detto che sei nato con una valigia di cartone per emigrare, oggi ti dico non hai neanche quella, non ti è rimasta neanche la speranza.
Si sà, chi elabora un pensiero può essere pericoloso e allora equipariamo i siciliani all'ultimo villaggio del congo così potremo tranquillamente eliminarli tutti fisicamente per un motivo o per un'altro e far vedere quanto è grande LUI quando verrà quì per inaugurare la prima classe della nuova scuola.
D.V.E.
Il mondo dei lavoratori precari della scuola sta vivendo, ancora una volta, una stagione drammatica.
In Sicilia, al taglio di 4200 posti di lavoro l’anno scorso, si aggiunge l’ulteriore taglio di circa 5000 posti.
Si comprende bene che ad ogni unità lavorativa corrisponde una famiglia, troppo spesso monoreddito, che si trova a non avere più quell’unico introito che consentiva il mantenimento di una minima dignità di vita.
Il malcontento di tanti padri e madri di famiglia siciliani che devono affrontare le contingenze quotidiane (dal mutuo, alle bollette, alla spesa alimentare) senza più alcun reddito per soddisfare tali necessità primarie, sfocia nell’esasperazione data anche dalla sordità delle istituzioni a tre anni di proteste e richieste di equità. Non trascuriamo, infatti, le discrepanze in atto tra i lavoratori del sud (falcidiati) e quelli del nord (maggiormente tutelati).
Tale esasperazione ha condotto, il 16 agosto, ad un ennesimo presidio in via Praga, a Palermo, ove si trovano l’ufficio scolastico provinciale ed una sede dell’ufficio scolastico regionale, ed alla proclamazione da parte di un docente, Salvatore Altadonna, di un collaboratore scolastico, Pietro di Grusa, e di un assistente tecnico, Giacomo Russo, dello sciopero della fame, volto ad ottenere degli incontri utili a salvaguardare il diritto al lavoro e alla dignità di ciascuno di quelle migliaia precari che per anni ed anni hanno portato avanti, con la loro opera precaria e preziosa, la Scuola Pubblica Italiana.
La Scuola e' arrivata al capolinea.Una dose di responsabilita' e' degli operatori e pure dei genitori che insieme non si coalizzano e marcino su palermo e roma.
ariete49
Grazie Tremonti,Grazie Gelmini,Grazie ,sinceramente Grazie,
..e noi la prossima volta vi voteremo senz'altro perche' Berlusconi e' un superman , e' lui che ci ha salvati e ci salvera'...solo il tempo di salvare se stesso da giudici petulanti,ma poi ,ha detto,ghe pensi mi, .... si ,sempre a noi pensa.
Grazie Berlusconi,sinceramente grazie.
Le famiglie palermitane con figli e con reddito medio basso.
Italia batte sicilia 61 a 0