L’associazione no-profit “Planetaria” fa il compleanno. Sono già passati due anni dalla nascita del “Planetario digitale itinerante di Palermo”, il primo Planetario digitale “trasportabile” attivo in Italia. Due anni or sono infatti due divulgatori astronomici, al secolo Giuseppe Ciprì ed Aldo Gagliano, insieme ad altri soci quanto meno temerari come loro, fondavano “Planetaria, Astronomy Educational”, struttura con un Planetario digitale preposta alla didattica ed alla divulgazione delle scienze astronomiche.
La struttura, rivoluzionaria nel suo genere, si avvale di una cupola gonfiabile di sei metri di diametro, tra le più grandi oggi attive in tutta Italia, sostenuta dall’aria di un convogliatore. La vera novità è comunque nel sistema di proiezione all’interno della cupola: non più il solito planetario “ottico” (comunque sempre affascinante nel suo genere) ma un sistema computerizzato multimediale, in grado di visualizzare la Volta Celeste, pianeti e oggetti del nostro Universo in modo mai visto prima.
Il sistema è in grado di mostrare con una precisione perfetta il cielo di tremila anni fa o come sarà tra tremila anni, orbite, allineamenti e posizioni degli astri compresi. Si può navigare tra stelle poste a milioni di anni luce da noi, vedere i particolari dei pianeti, conoscere tutte le 63 lune di Giove, girovagare tra nebulose planetarie ed ammassi stellari. Ma la cosa principale sta nel fatto che grazie alla multimedialità è possibile imparare (divertendosi) dai numerosi film-documentari che l’associazione stessa produce con l’ausilio di immagini “mozzafiato” rilasciate dalle agenzie spaziali Nasa, Esa ed Hubblespace a cui Planetaria ha chiesto aiuto.
“In fin dei conti non abbiamo certo inventato l’acqua calda” dice Aldo Gagliano; “era logico proporsi soprattutto ai ragazzi con i mezzi tecnologici che i ragazzi stessi oggi usano. E’ pur vero che c’è voluto un mutuo per far partire il sistema, grazie anche a nessun aiuto ricevuto da enti e istituzioni, ma né è valsa la pena. I risultati oggi parlano da soli: Planetaria è costantemente presente in decine di scuole, istituti e direzioni didattiche, non riuscendo addirittura a soddisfare le richieste che giornalmente arrivano”.
“E’ davvero un bel da fare” aggiunge Giuseppe Ciprì, “ormai le nostre professioni primarie sono andate in pensione e possiamo occuparci solo del Planetario; chi l’avrebbe mai detto?”. Palermo è tra le pochissime città italiane a non disporre di un Planetario istituzionale, meno che mai poi con questa tecnologia. Pare che in questa città la scienza non interessi. “Non è per nulla vero” controbatte Gagliano, “Palermo ha una grandissima voglia di scienza, di sapere, di conoscere. In tutte le manifestazioni, festival scientifici e settimane della scienza a cui partecipiamo con il Planetario, al termine delle lezioni/spettacolo sentiamo sempre lo stesso coro unanime di persone che ci chiede: - ma dove siete, dove possiamo tornare a vedere il Planetario?- è proprio questa la cosa che mi fa arrabbiare; abbiamo chiesto a politici, enti ed istituzioni una sede per poter offrire senza alcun lucro lo “spettacolo dell’Universo” alla gente, ai bambini, ai ragazzi ed ai giovani della città e della provincia, visto che non possiamo portare il Planetario dappertutto. Ma ad oggi -silenzio assoluto-”.
In effetti non basta una stanza qualsiasi per ospitare la struttura; la cupola ha bisogno di uno spazio di almeno dieci metri per lato e un’altezza di quattro metri. “Di contro”, aggiunge Giuseppe Ciprì, “se dovessimo affittare uno spazio simile, per forza di cose saremmo costretti a chiedere un “biglietto d’ingresso” magari abbastanza esoso, cosa che non ci và proprio, si contrappone al principio di “non profitto” e comunque limita la diffusione di questa meravigliosa scienza di cui ci occupiamo. E pensare che ci sono tante strutture comunali o provinciali inutilizzate o parzialmente usate; basterebbe “prestarci” gli spazi per poter dare alla città ed alla comunità qualcosa di bello e di culturalmente sano”.
L’unico ente sensibile e molto disponibile in questi anni è stato il prestigioso “Istituto nazionale di astrofisica - Osservatorio Astronomico G. Vaiana - di Palermo”, almeno nella solidarietà ricevuta dagli astronomi ricercatori e dal direttore stesso, ma purtroppo, anche volendo, l’Istituto non dispone di spazi adeguati ad ospitare la struttura. “E’ un vero peccato non poter dare a tutti quello che facciamo”, dice Gagliano, “impieghiamo centinaia di ore/uomo solo per scrivere i docu-film; non si tratta solo di montare immagini: abbiamo dovuto acquistare un software americano specifico per potere ricalibrare tutti i “frame” delle immagini in modo che la visualizzazione avvenga in modo corretto per la cupola.
Tantissime ore solo per il “rendering”, senza contare la difficoltà nel montaggio finale; tutto questo moltiplicato per le esigenze di studenti diversi; abbiamo infatti dovuto produrre film per le scuole elementari, le medie e le superiori. Non puoi dare la stessa cosa a tutti; ci sono età e conoscenze diverse: il linguaggio adatto al bambino di otto anni non è lo stesso per lo studente di sedici anni. Meno male che per professione mi occupo anche di video-maker, altrimenti era un bel problema!” Insomma, una struttura “sana” ed utile, ma non pienamente sfruttata per le sue capacità. Intanto facciamo gli auguri di buon compleanno a Planetaria, poi chissà, magari crescendo troverà la sua giusta “collocazione”. www.planetaria.it
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