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Il fascino arcaico della Grotta dei Puntali di Carini
Un luogo ricco di testimonianze da diverse ere geologiche

10 marzo 2010 11:57
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grotta dei puntali 2 GUARDA LA GALLERIA DI IMMAGINI (5).

Sconosciuta e al tempo stesso famosa: è il paradosso della Grotta dei Puntali, alle falde di Monte Pecoraro, nei pressi di Carini. Ricca dal punto di vista naturalistico, paleontologico e archeologico, è però poco conosciuta persino fra gli abitanti della zona. Eppure, da qui proviene lo scheletro dell’elefante nano conservato, insieme a numerosi altri fossili di identica provenienza, al museo Gemmellaro dell’Università di Palermo e da qui provengono anche fossili conservati a Terrasini a Palazzo d’Aumale, sede del museo regionale di storia naturale. Dallo stesso luogo provengono anche ritrovamenti che testimoniano la presenza dell’uomo a partire dal Paleolitico superiore fino alla Media Età del Bronzo, conservati al museo archeologico Salinas. Reperti ritrovati nella Grotta dei Puntali si conservano in musei di diverse altre città, come Padova, Ferrara o Firenze. E non è tutto: su una parete della cavità si possono scorgere ancora graffiti di età preistorica, alcuni dei quali ritraggono figure zoomorfe.

 

Si tratta quindi di un ambiente particolarmente ricco di testimonianze che, partendo dagli scheletri dei grandi mammiferi del Pleistocene superiore (oltre ai resti fossili di elefanti nani si sono trovati quelli di ippopotami, iene, buoi primigeni, bisonti, cervi, cinghiali) arrivano fino a documentare la comparsa dell’uomo e la sua vita all’interno dell’anfratto.

 

Oggi l’area circostante è caratterizzata da interessanti tipi di flora e fauna. Di particolare attrattiva all’interno della grotta è una colonia di chirotteri (pipistrelli) costituita da ben sei specie differenti, annoverata dalla Comunità europea tra quelle di interesse perché in via di estinzione. Qua e là si notano inoltre formazioni calcaree (stalattiti e stalagmiti) ed alcuni tratti delle pareti sono caratterizzati da vermiculazioni argillose che danno un aspetto particolare detto a “pelle di leopardo”.

 

Tutto questo, unito al paesaggio sul golfo di Carini che si vede dall’interno della grotta, rende il luogo particolarmente affascinante anche per i meno esperti. Tant’è che oggi la scommessa è: far conoscere la grotta senza deturparne il fascino incontaminato.

 

Nel novembre del 2001 la grotta e l’area circostante sono state dichiarate riserva naturale integrale e da allora si è cercato di fare un po’ d’ordine nella zona, affidata in gestione ai Gre, Gruppi ricerca ecologica, la stessa associazione alla quale recentemente è stata affidata anche la grotta Molara a Cruillas. Per la grotta dei Puntali attualmente sono in via di ridefinizione i confini, che verranno lievemente ampliati, ma soprattutto resi più coerenti rispetto al territorio. Da qualche tempo sono stati anche avviati dei lavori per la salvaguardia dell’area e per migliorarne la fruizione da parte dei visitatori. E’ stata realizzata una recinzione in legno di castagno ed è stato migliorato il sentiero che porta alla grotta, quasi nascosta dalla vegetazione.

 

“Tutto nel massimo rispetto dell’ambiente” precisa il presidente dei Gre, Umberto Balistreri. Anche le visite vengono regolamentate, ammettendo all’interno della grotta soltanto poche persone per volta, per evitare di interferire con l’ecosistema, a partire dalle colonie di pipistrelli che, per la loro notoria timidezza, se disturbati, potrebbero disperdersi e sparire. La grotta “è considerata un unicum in Europa - sottolinea Umberto Balistreri - per la grande ricchezza tanto dal punto di vista storico che naturalistico”. Per questo è necessario coniugare due diverse esigenze: far conoscere il luogo e conservarlo integro. Non a caso negli ultimi anni l’associazione ha rivolto particolare attenzione alle scuole per far conoscere a bambini e ragazzi un luogo tanto straordinario e al tempo stesso per far comprendere loro l’importanza di tutelarlo.

 

 

Rossella Leonforte

© Riproduzione riservata
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Anonimo 11 marzo 2010   09:07

Informo che Palazzo d’Aumale si trova a Terrasini non a Carini

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