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18) I controlli di garanzia: Agcom e Corecom

04 febbraio 2010 16:06
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(SALPU) Fra il legislatore, gli operatori e i consumatori, ci stanno i controllori. Ogni buon sistema democratico ha bisogno, per funzionare, di figure di garanzia che svolgono il delicato compito della supervisione. In questo settore, tale compito spetta all’Agcom, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che si occupa di vigilare su tutto il sistema integrato delle comunicazioni e non solo su quello radiotelevisivo.

L'Agcom, istituita dalla legge 249 del 31 luglio 1997, risponde al parlamento che ne elegge i componenti, quattro la Camera e quattro il Senato. Il Presidente dell'Autorità è eletto dal Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio e del Ministro delle Comunicazioni. L'attuale Presidente, Corrado Calabrò, è stato eletto il 9 maggio 2005.

Duplice il compito dichiarato dell’Autorità. Deve vigilare sul mercato e sulla corretta competizione fra gli operatori, ma soprattutto deve assicurare la prestazione dei servizi essenziali a tutti gli utenti, che nel settore dell’audiovisivo si traduce nella difesa del pluralismo informativo. L’Autorità ha elaborato un complesso sistema di monitoraggio che, con l’ausilio di esperti e centri specializzati nella rilevazione dei dati, consente un controllo continuo di tutte le trasmissioni televisive nazionali e un tempestivo intervento nel caso di violazioni delle norme di legge in materia di pubblicità, obblighi di programmazione, pluralismo politico e sociale, tutela dei minori.

Chi volesse può visitarne il sito ufficiale:

http://www.agcom.it/

Per le problematiche legate o circoscritte localmente sul territorio, l’Autorità Garante è coadiuvata dai Corecom, Comitati Regionali per le Comunicazioni.

Lorenzo Alessi è il Presidente del Corecom della Sicilia, che ha sede a Palermo in via Generale Magliocco 46, questo il link:

http://www.regione.sicilia.it/presidenza/segreteriagenerale/

Presidente Alessi, quali sono le principali funzioni dell'istituto che presiede?

“Uno dei compiti più impegnativi che abbiamo sono i monitoraggi per garantire la par condicio nei periodi elettorali. Siamo anche organo consultivo e propositivo della Regione Sicilia per le comunicazioni e - mentre svolgiamo i nostri compiti di garanzia, per esempio nei confronti dei minori - ci proponiamo anche come attivatori o catalizzatori a sostegno della radioemittenza locale, in quanto imprese.”

La Sicilia è in assoluto la regione con il più alto numero di emittenti, come pensate di sostenere tutte queste imprese, in particolare quelle più piccole e giovani, che affolleranno il sistema digitale?

“Noi riteniamo che la quantità sia stata raggiunta e che oggi è necessario concentrarsi sulla qualità, cercheremo di stabilire dei parametri oggettivi per valutarla, anzi, vista la maggiore convergenza d’opinioni che riscontriamo, forse procederemo al contrario e stabiliremo i criteri che attestano la mancanza di qualità. Noi possiamo pretendere dagli editori una televisione di eccellente qualità e contemporaneamente suggerire ai cittadini come fruire di questa.”

Con quali strumenti, il Corecom, può esercitare questo ruolo di garanzia?

“Faremo di tutto per evitare le sanzioni, procederemo finché sarà possibile per mezzo di sollecitazioni e/o convocazioni.”

Gestire un settore che comunque si presenterà più affollato e diversificato rispetto al passato potrebbe comportare complicazioni imprevedibili e probabilmente il ruolo dell’Autorità è destinato a diventare ancora più difficile che in passato.

Questa l'opinione, in proposito, del direttore di Antenna Sicilia Renato Stramondo:

“Credo che il lavoro di garanzia non potrà mai essere più complicato di quanto non sia stato finora. Il sistema va verso una maggiore regolamentazione, verso una identificazione precisa di soggetti, di regole, di scenari e di controlli. Penso, quindi, che il lavoro dell’Autorità e delle altre istituzioni che presiedono al rispetto delle regole sarà, tutto sommato, un lavoro notarile. Non dovranno determinare scenari ma dovranno applicare l’indirizzo che dà il governo attraverso le leggi, che è sicuramente il compito più complesso. Sicuramente con l’avvento del digitale avremo maggiori garanzie; per essere banali, nell’attività delle radiofrequenze, non assisteremo più al piratismo radiotelevisivo, a soggetti che accendono e spengono arbitrariamente i trasmettitori, a postazioni sconosciute che nascono all’improvviso e a quei contenziosi che storicamente si sono verificati negli anni passati. Il contenzioso, in passato, è stato particolarmente pesante, grossissimo, con soggetti che hanno giocato ora sulle potenze, ora sulla polarità ora sull’orientamento delle antenne. Ecco, tutto ciò dovrebbe ormai appartenere al passato. Secondo me, quindi, il compito di controllo non potrà essere più gravoso che in passato, anzi, sarà possibile porre maggiore attenzione ad altri aspetti fino ad oggi più trascurati.”

 

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