(SALPU) In Rai se n’è già parlato e non è una semplice voce di corridoio. Lo racconta Salvatore Cusimano, Direttore della sede Rai per la Sicilia nell’intervista che vi propongo:
E’ possibile oggi immaginare una nuova rete della Rai che sia veramente e totalmente regionale o rimane ancora un’utopia?
“La rete regionale potrebbe veramente diventare una realtà con il digitale terrestre. Di una terza rete bis si è parlato
Fin dal mio insediamento alla direzione della sede siciliana della Rai ho sostenuto, in tutte le occasioni pubbliche, che il futuro dell'azienda era quello di rafforzarsi sul territorio. Il racconto di un'isola così complessa come la Sicilia, un'isola-continente, sta stretto nei contenitori classici dell'informazione.”
Quali potrebbero essere i compiti e gli obiettivi che una nuova rete regionale dovrebbe porsi nella nostra variegata realtà isolana?
“Innanzitutto potrebbe garantire uno spazio all news, ovvero una linea sempre aperta all'informazione. Pensiamo a quante dirette potremmo tenere sui grandi temi di attualità ma anche sulle notizie di servizio. Oggi siamo costretti a sacrificare molte informazioni per mancanza di spazio, a non intervenire su questioni centrali, a comprimere le cronache persino in situazioni d'emergenza.
In secondo luogo il palinsesto si potrebbe aprire alla cultura dell'isola, alle sue produzioni. Le opportunità offerta dalla Film Commission e da Cinesicilia sono ormai tante da garantire un bacino di prodotti (documentari, fiction, film a basso costo) che spesso hanno difficoltà a trovare una diffusione. Potrebbe diventare un luogo naturale per la messa in onda del meglio della creatività siciliana.”
Potrebbe rappresentare, quindi, un’ottima occasione di ribalta per futuri professionisti nel campo audiovisivo?
“La Rai regionale, dal 1979 al 1993, ha avuto una palestra straordinaria: la Struttura dei programmi, struttura che ha attratto il meglio degli artisti, dei registi, dei musicisti e degli autori dell'isola. Alcuni nomi fra tutti? Il drammaturgo Michele Perriera e il regista Giuseppe Tornatore.
Quella fase, purtroppo, è finita in maniera ingloriosa e il vuoto non è stato colmato dalle innumerevoli TV private che sono nate nel frattempo, queste hanno avuto obiettivi diversi che mal si coniugano con le esigenze della promozione culturale.
La rete regionale potrebbe riprendersi quel territorio estendendolo, offrendo anche alle grandi istituzioni culturali dell'isola una platea più vasta. Penso ai teatri antichi, agli Stabili, ai teatri di prosa... E potrei continuare ancora.
Alcuni spazi potrebbero essere coprodotti con le istituzioni locali, con gli Enti, gli Atenei, le società private”
La tecnologia dunque non è più un ostacolo. Ma c'è la volontà politica? C'è una sostenibilità economica e finanziaria per un progetto di così vasto respiro?
“Sono domande cui è difficile dare una risposta. Posso solo fare l'esempio della Sardegna, regione a statuto speciale come la nostra, in cui l'amministrazione e la Rai hanno stretto un patto per la valorizzazione dell'identità regionale. Sono state avviate trasmissioni radiofoniche e adesso dovrebbero prendere il via anche quelle televisive. Tutte in ambito regionale. La fantasia e la buona volontà possono rendere concreto quello che ad occhi aperti sembra solo utopia. Forse anche la questione della pubblicità regionale sul servizio pubblico, andrebbe rivista. Per il momento è un tabù.”
Quale ruolo dovrebbero avere gli enti locali?
“Senza la partecipazione degli enti locali un progetto del genere è impossibile anche solo da ipotizzare.
Io sono fiducioso. Lavoro in questa direzione. Forse si avvicina il tempo in cui sarà necessario aprire un dibattito più ampio per elaborare una strategia. L'azienda ha avviato la sua riflessione, tocca agli altri attori guardare avanti e non farsi cogliere impreparati dal 2012, quando si completerà il passaggio al digitale terrestre e occorrerà avere idee chiare, progetti pronti, trasmissioni, organizzazioni industriali, personale formato.
Mancano due anni… E nel mondo dei media, due anni sono appena un battito d'ali di farfalla.”