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E-mail certificata, molta confusione e poche certezze. Sarà un altro pasticcio all'italiana?

di Alessio Ferlazzo
13 gennaio 2010 18:49
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Attesa come la grande svolta per sburocratizzare la Pubblica amministrazione, risparmiare tempo e azzerare file agli sportelli, la posta elettronica certificata (Pec) perora ha generato solo una grande confusione. Obbligatoria per i professionisti dal 29 novembre 2009 la Pec permette di dare alle e-mail lo stesso valore di una raccomandata con avviso di ritorno.

 

Tramite la posta elettronica certificata i professionisti possono interagire con gli enti di previdenza e con la pubblica amministrazione centrale sia per quanto riguarda le documentazioni fiscali ma anche per inviare e ricevere contratti o fatture. Ovviamente bisogna specificare che la validità esiste solo nel caso in cui mittente e ricevente hanno una casella Pec. Chiunque può possedere una e-mail certificata ma l’obbligo è soltanto per i professionisti non per i privati che per averla dovranno pagare una quota mensile.

 

Purtroppo il sogno di Brunetta di vedere iniziare il 2010 all’insegna dell’innovazione tecnologica sembra al momento svanire o perlomeno allontanarsi. La confusione regna sovrana soprattutto tra gli ordini professionali che stanno trovando difficoltà non previste per dare le direttive ai propri iscritti. La PA inoltre sembra inadeguata e solo l’Inps e l’Aci rilasciano già una casella Pec gratuita mentre le Poste Italiane la offrono al prezzo di un euro al mese.

 

Inoltre c’è da considerare che la e-mail certificata ha solo valore nel territorio italiano mentre in Europa non è valida. Brunetta aveva circa dieci milioni di account di posta elettronica certificata. Ma senza l'anagrafe digitale, rischia di rimanere un progetto solo sulla carta e fare la fine delle firme digitali.

 

 

Lo scenario prospettato quindi sembra rimanere lo stesso con code interminabili agli sportelli e ci vorranno mesi prima di vedere i primi risultati. Per chiunque voglia avere delle delucidazioni può chiamare il numero verde ministeriale 800.254.009

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Anonimo 18 gennaio 2010   14:44

questo post è pieno di inesattezze e voglia di "scoop" che falsano del tutto la visione reale del problema: che per gli italiani, come diceva Leo Longanesi, può essere drammatico, perfino tragico ma mai serio. Tutti sempre a buttarla in politica, sport di gran lunga piu' popolare del calcio. Sul punto domando: chi scrive ce l'ha la posta elettronica certificata ? Ha mai visto cosa bisogna fare per presentare una richiesta in qualche ufficio pubblico. Dico; non è vero che la PEC non avrà valore legale fuori dall'italia; è vero che fuori dall'italia ci sono altri sistemi che assicurano lo stesso risultato con modalità un pò diverse. Ed è vero che  questi sistemi alternativi, dovranno essere presenti anche in Italia, in concorrenza (qualcuno sa cos'è, la concorrenza ?)

Anonimo 14 gennaio 2010   10:46

Ma per piacere... Ma che, per caso, ancora prendete sul serio Brunetta! La PEC è un altro affarissino per il soliti "cavalieri" della Tavola dell'Abbuffata Rotonda! Persino gli addetti ai lavori si sono inc****: www.assoprovider.it .

Indovinate chi è il grande operatore nazionale citato: comincia per "po" e finisce per ".it" ovvero, se più vi aggrada, comincia com "Me..." e finisce con "...et"

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