Attesa come la grande svolta per sburocratizzare la Pubblica amministrazione, risparmiare tempo e azzerare file agli sportelli, la posta elettronica certificata (Pec) perora ha generato solo una grande confusione. Obbligatoria per i professionisti dal 29 novembre 2009 la Pec permette di dare alle e-mail lo stesso valore di una raccomandata con avviso di ritorno.
Tramite la posta elettronica certificata i professionisti possono interagire con gli enti di previdenza e con la pubblica amministrazione centrale sia per quanto riguarda le documentazioni fiscali ma anche per inviare e ricevere contratti o fatture. Ovviamente bisogna specificare che la validità esiste solo nel caso in cui mittente e ricevente hanno una casella Pec. Chiunque può possedere una e-mail certificata ma l’obbligo è soltanto per i professionisti non per i privati che per averla dovranno pagare una quota mensile.
Purtroppo il sogno di Brunetta di vedere iniziare il 2010 all’insegna dell’innovazione tecnologica sembra al momento svanire o perlomeno allontanarsi. La confusione regna sovrana soprattutto tra gli ordini professionali che stanno trovando difficoltà non previste per dare le direttive ai propri iscritti. La PA inoltre sembra inadeguata e solo l’Inps e l’Aci rilasciano già una casella Pec gratuita mentre le Poste Italiane la offrono al prezzo di un euro al mese.
Inoltre c’è da considerare che la e-mail certificata ha solo valore nel territorio italiano mentre in Europa non è valida. Brunetta aveva circa dieci milioni di account di posta elettronica certificata. Ma senza l'anagrafe digitale, rischia di rimanere un progetto solo sulla carta e fare la fine delle firme digitali.
Lo scenario prospettato quindi sembra rimanere lo stesso con code interminabili agli sportelli e ci vorranno mesi prima di vedere i primi risultati. Per chiunque voglia avere delle delucidazioni può chiamare il numero verde ministeriale 800.254.009
questo post è pieno di inesattezze e voglia di "scoop" che falsano del tutto la visione reale del problema: che per gli italiani, come diceva Leo Longanesi, può essere drammatico, perfino tragico ma mai serio. Tutti sempre a buttarla in politica, sport di gran lunga piu' popolare del calcio. Sul punto domando: chi scrive ce l'ha la posta elettronica certificata ? Ha mai visto cosa bisogna fare per presentare una richiesta in qualche ufficio pubblico. Dico; non è vero che la PEC non avrà valore legale fuori dall'italia; è vero che fuori dall'italia ci sono altri sistemi che assicurano lo stesso risultato con modalità un pò diverse. Ed è vero che questi sistemi alternativi, dovranno essere presenti anche in Italia, in concorrenza (qualcuno sa cos'è, la concorrenza ?)
Ma per piacere... Ma che, per caso, ancora prendete sul serio Brunetta! La PEC è un altro affarissino per il soliti "cavalieri" della Tavola dell'Abbuffata Rotonda! Persino gli addetti ai lavori si sono inc****: www.assoprovider.it .
Indovinate chi è il grande operatore nazionale citato: comincia per "po" e finisce per ".it" ovvero, se più vi aggrada, comincia com "Me..." e finisce con "...et"