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Televisione digitale/15 Nuova rete regionale Rai? Si...Anzi no!

21 dicembre 2009 13:38
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(Salpu) La Rai, precursore del settore, non poteva certo restare indietro di fronte ai cambiamenti della tecnologia, anzi, si è data molto da fare per confermarsi leader del settore incrementando l’offerta con nuovi canali digitali. Sulla piattaforma satellitare ed anche su quella terrestre, consultare il sito: http://www.digitaleterrestre.rai.it/dl/dtt/home_dtt.html

Tutti canali a diffusione Nazionale, a livello Regionale, invece, tutto sembra rimanere affidato alle Testate d'Informazione Regionali, le TGR appunto, che continuano a trovare ospitalità sulla terza rete. Ospitalità di prestigio, visto il successo d’ascolti che ottiene la rete più giovane della Rai, ma certamente limitata in termini di spazi editoriali. Ogni regione d’Italia avrebbe certamente bisogno di molto più spazio per esprimere le proprie potenzialità e le emittenti private, lo abbiamo visto nelle puntate precedenti, non sempre riescono a superare il carattere provinciale.

Ho voluto immaginare quanto potrebbe essere efficace la costituzione di ventuno reti regionali pubbliche che mantengano anche spazi, più o meno ampi, a diffusione unificata per dare alle varie regioni opportunità di ribalta nazionale. Viste le maggiori potenzialità delle trasmissioni digitali, sarebbe per la Rai un obiettivo tecnicamente possibile, un po' meno forse dal punto di vista politico ed economico.

Le ventuno testate regionali troverebbero maggiori spazi per l'informazione e gli approfondimenti e ogni sede regionale potrebbe proporre programmi e contenuti specifici che raccontino le varie realtà locali, a patto di riuscire a trovare risorse economiche adeguate.

Come sarebbe accolta questa novità? Sarebbe utile? Quanto sarebbe praticabile? Con questa provocazione ho testato le reazioni di alcuni operatori privati, diretti concorrenti.

Renato Stramondo, direttore di Antenna Sicilia, esclude l’ipotesi con un sorriso:

“Io non credo che sia uno scenario possibile, è utopistico, non configurabile nel sistema nostro, quindi no! Quello che mi auguro sempre è di non dovermi confrontare con un concorrente talmente sovradimensionato rispetto a me, a livello areale, ecco. Il problema principale è quello di avere comunque una concorrenza areale di dimensioni confrontabili, perché altrimenti sarei perdente a prescindere.”

Orazio Costa, caposervizio di RTP, è più possibilista:

“Se parliamo di una rete veramente regionale, che non sia palermocentrica o cataniacentrica, la troverei veramente interessante e utile, altrimenti sarebbe superfluo perché ci sono già le private che svolgono egregiamente questo compito.”

Quale sarebbe il punto di vista dei telespettatori? Per tutti lo abbiamo chiesto a Mauro Vergari, responsabile del settore media digitali di Adiconsum, che di getto - e inaspettatamente - fa notare come questa nuova ipotetica rete andrebbe a sovrapporsi al ruolo dei privati:

“Le TV private sicuramente non vedrebbero bene questa cosa, comunque in questo momento sarebbe un po’ un controsenso, se davvero in questo momento vogliamo incentivare il pluralismo, conviene facilitare il compito ai privati e questa rete regionale federalista non lo faciliterebbe di certo, ammazzerebbe le piccolette e non mi sembra giusto. In ogni caso, per facilitare la circolazione delle idee, bisogna puntare sulla presenza di più proprietari e non su più canali del medesimo soggetto e questo deve valere anche per la concessionaria pubblica nonostante questa dovrebbe possedere il pluralismo già al suo interno.”

Abbiamo posto la questione anche al Presidente del Corecom Siciliano, Comitato Regionale per le Comunicazioni, Lorenzo Alessi che, dopo aver lodato il telegiornale regionale della Rai definendolo un faro per i siciliani, spiega che:

“In una Regione come la nostra, così grande e variegata, potrebbe servire per sollecitare i corregionali a conoscere il loro territorio e a riappropriarsi delle proprie origini; ma rimarrebbe comunque necessario il lavoro delle private per integrare e completare il quadro regionale.”

Insomma, l’eventualità di un ampliamento degli spazi editoriali alle Sedi Regionali della Rai non sembra incontrare molti favori.

Sarà, però, interessante sentire il parere dei diretti interessati e nella prossima puntata proporremo le risposte di Salvatore Cusimano, Direttore della Sede Rai per la Sicilia.

 

 

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