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Televisione digitale/8. Bouquet digitali, nuove prospettive d'impresa

22 ottobre 2009 17:07
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(salpu) La figura di operatore di rete apre agli imprenditori assegnatari di frequenza, nazionali e regionali, nuove prospettive con possibilità di altri utili. E' un mondo nuovo, in piena fase di sviluppo, i cui equilibri finali sono ancora tutti da scoprire, monitorato dall'Agcom per gli aspetti nazionali e dai Corecom nei rispettivi territori regionali. I grossi network, per esempio, si stanno dando già un gran da fare.

 

Rai Way - la società del gruppo Rai che gestisce gli impianti di distribuzione e trasmissione dei segnali radiofonici, televisivi e satellitari - oltre a trasmettere i canali dell’offerta Rai, che resta il suo maggior cliente, è già pronta ad affittare i propri impianti a nuovi clienti. Sul proprio sito, si propone come affidabile Operatore di Rete per il Cliente, implementando e gestendo le principali tecniche di diffusione: analogica e digitale, terrestre e satellitare, per segnali audio, video e dati. Di seguito dichiara che può offrire servizi di diffusione radiotelevisiva terrestre, in ambito locale, regionale e nazionale (con oltre 2.300 siti di diffusione e la copertura di oltre il 99% della popolazione). (nelle foto le antenne del centro trasmittente di Rai Way

 

Mediaset e La7 già utilizzano i propri bouquet per trasmettere nuovi canali e nuovi programmi, fra cui le partite di calcio.E le emittenti regionali private? Sono anch'esse già pronte a recitare questo nuovo ruolo?

 

Renato Stramondo, direttore di Antenna Sicilia - la principale televisione privata della Sicilia che assieme alla più piccola Teletna costituiscono le emittenti della società SIGE - sollecitato a prevedere quali future prospettive potrà offrire il digitale ai privati, si è dimostrato molto pragmatico; anche perché in Sicilia si è verificato un sovraffollamento di emittenti senza eguali in Italia:

 

 

“E’ un fenomeno che si è sviluppato a partire dal 1990 con la legge Mammì, il Ministro Vizzini che all’epoca reggeva il Ministero ed emanava le concessioni, ne ha concesso in Sicilia credo più di 140. Qualche fenomeno di concentrazione, se c’è stato, è successo negli ultimi cinque anni, soprattutto grazie a quelle maggiori opportunità che si sono create nel mercato delle frequenze radiotelevisive, quando alcuni imprenditori hanno preferito monetizzare e uscire di scena.

 

Per quanto negli ultimi anni le emittenti in Sicilia si siano ridotte saremo in ogni caso più di 60, ed è impensabile ottenere un MUX ciascuna perché è tecnicamente impossibile; la nostra Teletna infatti quasi certamente non l’avrà. Potranno averlo quelle che già in analogico garantiscono una copertura adeguata del territorio.

 

Per gli operatori di rete si apriranno certamente nuove prospettive che ne aumenteranno le capacità remunerative, anche perché potranno sfruttare nuovi campi d’attività: l’interattività, la trasmissione dati, la gestione di servizi convenzionati verso Enti Pubblici o verso strutture private. Insomma, si presuppone che gli operatori di rete trarranno indubbi vantaggi dal passaggio al digitale”.

 

Orazio Costa - caposervizio della redazione di RTP, Radio TelevisionePeloritana che dispone di due canali (RTP 1 ed RTP 2) - ha asserito che anche RTP sta già sperimentando le trasmissioni digitali, proprio in prospettiva di diventare operatore di rete.

 

Carmelo Carpentieri, editore e proprietario di Video Mediterraneo, con un pizzico di orgoglio sottolinea che già trasmette in digitale sia sulla piattaforma satellitare che su quella terrestre:

 

“Il nostro gruppo è composto dall'emittente satellitare Mediterraneo Sat trasmessa sia sul satellite che sul digitale terrestre, ed inoltre dalle emittenti televisive terrestri Video Mediterraneo, Video Uno e Teletre e dall'emittente radiofonica Radio Mediterraneo. Noi Siamo già operatori di rete e possiamo già affittare due canali, perché il nostro bouquet offre sei canali e noi ne occupiamo solo quattro. Siamo quindi certamente disponibili ad aprire i nostri canali ad altri soggetti che siano disposti a darci ospitalità nei loro spazi”.

 

Mauro Vergari, responsabile del settore media digitali dell’Adiconsum, dice che non ci sarebbe da meravigliarsi se gli operatori di rete per veicolare nuovi soggetti non si accontenteranno semplicemente dei canoni d’affitto, che oltretutto saranno controllati dall’Agcom:

 

“E’ facilmente prevedibile, con le normative attuali non sarà possibile evitarlo e sono anche pessimista su questo, perché è grande l’influenza che ormai i media hanno su questa vicenda; per cui anche i piccoli si sono rassegnati ad ottenere quel poco che si può e di vivere alle spalle e con l’aiuto dei soggetti più grandi. Basta guardare chi sono le agenzie che danno la pubblicità ai piccoli e ci si accorge che sono le stesse che danno pubblicità ai grossi. Purtroppo il mercato televisivo in Italia è nato male, si sta cercando di correggerlo, ma una cosa che nasce rotonda non può diventare quadrata”.

 

 

Renato Stramondo, invece, ci tiene a sottolineare che in futuro l’operatore di rete non sarà affatto in concorrenza diretta con i fornitori di contenuti che veicola, anzi:

“Vedrete che la concorrenza si farà soltanto fra fornitori di contenuti, questi per il gestore del multiplex saranno soltanto clienti”.

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