Parte della popolazione italiana ha già vissuto, o sta vivendo, la fase di switch-off, cioè il passaggio integrale dall'analogico al digitale; Mauro Vergari (Adiconsum) fa notare come in questa fase di transizione sia necessaria una maggiore e più efficace campagna comunicativa istituzionale che spieghi ai cittadini quello che succede, come cambia il sistema, quali sono le potenzialità delle diverse piattaforme digitali e cosa serve per accedervi:
Poi spiega che l’idea di incentivare l’acquisto dei decoder digitali terrestri favorisce questa piattaforma digitale a scapito delle altre e che questo fatto si traduce in uno svantaggio per i consumatori, cosa che la sua associazione ha subito evidenziato:
“Noi abbiamo sostenuto il concetto della neutralità tecnologica, che sta a cuore anche alla Comunità Europea. Le piattaforme devono rimanere dei mezzi per la circolazione delle informazioni multimediali, si sta investendo nel digitale terrestre come se fosse l’unico strumento a disposizione e questo non è vero”.
Gli chiedo di spiegare meglio come questo si tradurrebbe in svantaggio per i consumatori:
“Ma noi questo lo diciamo a difesa dei consumatori, se le piattaforme sono differenziate ogni consumatore per portarsi a casa il pluralismo dovrebbe comprare tre diversi decoder e questo per ogni televisore. Siccome le statistiche dicono che mediamente ogni famiglia ha in casa tre televisori ed ogni decoder serve per un televisore, basterà moltiplicare 3x3 ed i conti sono presto fatti. Noi avevamo chiesto di prevedere la diffusione di decoder multipiattaforma, purtroppo questo non è stato possibile”.
Quindi, descrive quale sarebbe il sistema digitale ideale secondo l’Adiconsum:
“Uno Stato libero e pluralista dovrebbe lasciar
Sulla piattaforma digitale terrestre il numero dei canali, anche se aumenteranno, saranno comunque limitati, quindi non è affatto la piattaforma ideale per veicolare il pluralismo; anzi la scelta di incentivare questa piattaforma finisce per trascinare il grosso pubblico verso un numero comunque limitato di emittenti”.