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Televisione digitale/5. Diritti dei consumatori

07 ottobre 2009 17:31
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Parte della popolazione italiana ha già vissuto, o sta vivendo, la fase di switch-off, cioè il passaggio integrale dall'analogico al digitale; Mauro Vergari (Adiconsum) fa notare come in questa fase di transizione sia necessaria una maggiore e più efficace campagna comunicativa istituzionale che spieghi ai cittadini quello che succede, come cambia il sistema, quali sono le potenzialità delle diverse piattaforme digitali e cosa serve per accedervi:

 

“Neanche la Rai se ne è seriamente occupata, solo i privati si sono fatti carico di informare la gente, forse si dà per scontato che tutti sappiano, ma noi ci accorgiamo invece che molta gente sa molto poco e che c’è proprio bisogno d’informazione. Lo abbiamo constatato per esempio in Sardegna, dove il 30% della popolazione si è riversata nei negozi soltanto negli ultimi dieci giorni, quando si sono accorti che accendendo il televisore, lo schermo rimaneva tristemente nero e non se lo sapevano spiegare... E qualcuno aveva ancora la televisione in bianco e nero”.

 

Poi spiega che l’idea di incentivare l’acquisto dei decoder digitali terrestri favorisce questa piattaforma digitale a scapito delle altre e che questo fatto si traduce in uno svantaggio per i consumatori, cosa che la sua associazione ha subito evidenziato:

“Noi abbiamo sostenuto il concetto della neutralità tecnologica, che sta a cuore anche alla Comunità Europea. Le piattaforme devono rimanere dei mezzi per la circolazione delle informazioni multimediali, si sta investendo nel digitale terrestre come se fosse l’unico strumento a disposizione e questo non è vero”.

 

Gli chiedo di spiegare meglio come questo si tradurrebbe in svantaggio per i consumatori:

“Ma noi questo lo diciamo a difesa dei consumatori, se le piattaforme sono differenziate ogni consumatore per portarsi a casa il pluralismo dovrebbe comprare tre diversi decoder e questo per ogni televisore. Siccome le statistiche dicono che mediamente ogni famiglia ha in casa tre televisori ed ogni decoder serve per un televisore, basterà moltiplicare 3x3 ed i conti sono presto fatti. Noi avevamo chiesto di prevedere la diffusione di decoder multipiattaforma, purtroppo questo non è stato possibile”.

 

Quindi, descrive quale sarebbe il sistema digitale ideale secondo l’Adiconsum:

“Uno Stato libero e pluralista dovrebbe lasciar e che su tutte le piattaforme si sviluppi la libera concorrenza – prevedendo incentivi, quindi, per tutte o per nessuna – garantire che almeno il servizio pubblico vada su tutte le piattaforme e lasciare il mercato aperto in modo che ciascuna impresa scelga la propria strada. In questo tipo di mercato probabilmente i nuovi fornitori di contenuti sceglierebbero la SAT TV o la IP TV, dove c’è più spazio per tutti e dove i costi sono la metà, della metà, della metà rispetto a quelli necessari per la DTT.

 

Sulla piattaforma digitale terrestre il numero dei canali, anche se aumenteranno, saranno comunque limitati, quindi non è affatto la piattaforma ideale per veicolare il pluralismo; anzi la scelta di incentivare questa piattaforma finisce per trascinare il grosso pubblico verso un numero comunque limitato di emittenti”.

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