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Televisione digitale/4. Neutralità tecnologica, piattaforme in competizione

07 ottobre 2009 17:30
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(Salpu) Tutte le piattaforme televisive contribuiscono ad allargare l’offerta; la SAT TV, la WEB TV e la MOBILE TV rappresentano per ora l'alternativa, ma sono tutte in continua crescita.

 

Mauro Vergari, responsabile per Adiconsum del settore media

digitali, crede che i rapporti di forza fra le varie piattaforme digitali sono destinate a ribaltarsi in futuro:

“Per forza, basta aspettare che crescano le nuove generazioni, le statistiche parlano chiaro: i giovani preferiscono stare davanti al computer anche per quanto riguarda i contenuti audiovisivi. Inoltre, sulla rete, possono trasformarsi tutti in piccoli fornitori di contenuti e godono di grandi possibilità di interazione.”

Anche Carmelo Carpentieri, editore di Video Mediterraneo (RG), prevede il sorpasso della WEB TV sulle altre piattaforme:

 

“La diretta ormai viaggia anche sui siti WEB, sia radio che TV; anche se ancora i ritorni non giustificano i costi. E' chiaro che la grande rivoluzione pluralista sta nella WEB TV, perché concede maggiore autonomia e più indipendenza, e potrebbe rendere inutile sia la DTT che la SAT TV. Vorrei vedere, se non fosse stato per le partite, quante persone avrebbero acquistato antenne e decoder.”

 

E' imminente l’avvio del nuovo progetto satellitare Tivù Sat, sarà una piattaforma televisiva - satellitare appunto - destinata al mercato italiano, aperta a tutti gli operatori del digitale terrestre e consentirà loro di raggiungere ogni angolo del territorio, comprese le cosiddette zone d’ombra non servite dalle trasmissioni terrestri, siano esse in analogico che in digitale.

 

La Rai e Mediaset partecipano al progetto con una quota del 48% ciascuna, mentre il restante 4% è in mano a Telecom Italia Media. Il consorzio avrà il compito di replicare in chiaro dal satellite l'offerta digitale terrestre, quindi l'intero pacchetto Mediaset, quello della Rai, di La7 e di altri network indipendenti, compreso anche un pacchetto di canali in alta definizione e servizi interattivi.

 

Ciò potrebbe facilitare un prossimo sorpasso della piattaforma satellitare su quella terrestre (per la completezza dell'offerta), ma proprio la disponibilità dei canonici sette canali (tra cui i tre della Rai) sulla nuova piattaforma satellitare gratuita ha creato qualche frizione tra Viale Mazzini e Rupert Murdoch, patron di Sky. Infatti non è ancora stato rinnovato il contratto (già scaduto a luglio) per l’inserimento dei canali della tv pubblica nel bouquet satellitare di Sky, anche se la trattativa è ancora in corso. Inoltre Sky Italia intende catturare una parte di quei contributi pubblici che il Governo italiano ha assegnato al digitale terrestre ed alla diffusione della banda larga, la società di Rupert Murdoch sosiene che i contributi pubblici vanno estesi anche al satellite, altrimenti configurerebbero una turbativa di mercato.

 

A suon di contributi statali i set-top box del DTT si vendono nell'ordine delle decine di migliaia al mese, ed è questo che ha costretto SKY Italia a lanciare le sue ultime promozioni che agevolano l'acquisizione dei decoder satellitari.

Sembrerebbe che anche in Italia, come già in Svezia e Germania, si stia iniziando a giocare a colpi di denunce e richieste di intervento della UE la grande partita della neutralità tecnologica, principio a cui si ispirano le normative comunitarie. E l'Antitrust europeo sta già analizzando il DTT italiano.

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