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La rabbia torna in Italia, sempre maggiori i casi al Nord

04 marzo 2010 12:25
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In Italia sembra essere ricomparsa la rabbia, malattia mortale causata da un virus che colpisce il sistema nervoso. Il virus viene secreto nella saliva ed è in genere trasmesso a persone e animali tramite un morso dell’animale infetto.

Per contrastare e conoscere meglio il fenomeno è stata organizzata una giornata di studio per la prevenzione della salute, specie per i veterinari “Che rabbia?!”Attualità

e prospettive", organizzato dalla Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva (Simevep), con il patrocinio dell’assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna e della Facoltà di veterinaria di Bologna, in programma al Centro ricerche marine di Cesenatico il 12 marzo prossimo.

Dagli ultimi mesi del 2008 la rabbia silvestre, dopo 13 anni di assenza, colpisce nelle regioni del nord-est dell’Italia ed è trasmessa dagli animali selvatici come si è manifestato nella volpe. Il primo caso è segnalato in provincia di Udine vicino il confine sloveno. In pochi mesi si è propagata anche in Veneto, precisamente nella provincia di Belluno e, a metà febbraio, l’infezione è stata riscontrata in una volpe morta in Trentino, nella Val di Fassa.

Secondo gli esperti, la nuova epidemia che si presenta modificata nelle sue caratteristiche rispetto al passato, rende indispensabile trovare i modi per sconfiggerla.

Ancora oggi, comunque, la prevenzione ha un ruolo fondamentale per contrastare il diffondersi della malattia. È opportuno dunque sapere che la vaccinazione sicura e con rarissimi effetti collaterali, deve essere eseguita dopo il terzo mese di età nei cuccioli e almeno 21 giorni prima del transito o permanenza nelle zone indicate. Nei territori a rischio di contagio, è inoltre vietato per le persone di avvicinare o in qualsiasi modo venire a contatto con animali selvatici delle specie sensibili, in particolare le volpi.

© Riproduzione riservata
Fonte: adnkronos
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