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La pillola abortiva arriva in ospedale ma le regioni sono in ritardo

20 febbraio 2010 18:59
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(Maria Emilia Bonaccorso) Manca solo la stampa della fustella della scatola e la pillola abortiva Ru486 arrivera' negli ospedali italiani. Ma alla vigilia dell'evento solo 6 regioni si sono organizzate, tre di queste con l'indicazione della possibilita' di day hospital, in sostanza nessun obbligo di ricovero che per legge puo' essere applicato solo come trattamento sanitario obbligatorio autorizzato da un magistrato. E le preoccupazioni da parte degli oppositori si riaccendono.

''Non ci puo' essere una domiciliazione dell'aborto'', ha affermato da Bologna Maurizio Gasparri, presidente del senatori del Pdl, parlando nel suo giro elettorale in Emilia-Romagna. ''Non ci puo' essere un utilizzo al di fuori delle norme della 194 - ha detto Gasparri - proseguiremo su questo fronte la nostra battaglia se dovessero proseguire in Emilia-Romagna, come in altri regioni, comportamenti di questi tipo. Sono iniziative di rilevanza penale. Per cose di questo tipo - ha scandito - c'e' la galera''. Ma per Vincenzo Donvito, presidente Aduc, le dichiarazioni di Gasparri sono solo ''fuffa''.

''Il nostro senatore - spiega - vorrebbe far intendere una sorta di obbligo al ricovero, ma dimentica che, salvo il ricovero coatto, non c'e' nessuna legge che possa imporre ad un paziente di stare in ospedale senza la propria volonta'''. Un arrivo quindi che continua a preannunciarsi difficile. Solo 6 Regioni hanno infatti deciso (3 per il ricovero ordinario e 3 per il Day Hospital) quale via di somministrazione adottare. Le altre aspettano indicazioni da Roma e c'e' qualcuno che ha rimandato la scelta al dopo elezioni di marzo. Ormai manca solo la "fustella" e una volta che il Poligrafico dello Stato terminera' la stampa delle etichette, contenenti il codice a barra e le altre indicazioni di legge, la ditta francese produttrice della RU 486 iniziera' a spedire le confezioni in tutta Italia. Questione di qualche settimana al massimo (si parla realisticamente di meta' marzo), hanno confermato dal quartier generale di Parigi della Exelgyn.

Ma le regioni ancora non sono pronte: solo 6 infatti, secondo un'indagine della rivista ''Il Bisturi'', quindicinale di politica sanitaria, ed in particolare Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Toscana, Trento e Veneto, hanno gia' deciso come somministrare la RU 486 alle donne che vorranno effettuare l'aborto farmacologico in alternativa a quello chirurgico. Tutte le altre non hanno ancora preso una decisione. In particolare, Lombardia, Toscana e Veneto hanno deliberato per il ricovero ordinario per tutta la durata dell'interruzione di gravidanza (normalmente tre giorni), mentre Emilia Romagna, Piemonte e P.A. di Trento, hanno seguito la via della possibilità del Day Hospital, prevedendo appositi protocolli che consentono comunque il monitoraggio costante della donna, anche al di fuori dell'ospedale, per l'arco di tempo necessario all'aborto.

Le altre regioni aspettano indicazioni che potrebbero prendere la forma di vere e proprie linee guida nazionali, come auspicato dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi (che ha mantenuto la delega politica per le questioni etiche) e dal sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella o, come preferito dalle Regioni, di un'intesa in Conferenza Stato Regioni. Su tutto peserà senz'altro il parere del Consiglio superiore di sanità, annunciato dal ministro Ferruccio Fazio (anche se la richiesta formale di parere non è stata ancora inoltrata al neo presidente Enrico Garaci).

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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Anonimo 22 febbraio 2010   01:14
L'utente ha risposto al commento anonimo del 22 febbraio 2010. Visualizza »

E quindi, date le finalità di questa pillola, non si tratterebbe di "salute"? E di cosa allora?

 

In Italia l'aborto non è illegale. C'è una legge, del 1978, che ha concesso alle donne la libertà di scegliere, come è giusto che sia in tutti i paesi democratici. Poi è ovvio che chi è contrario per principio all'aborto non farà mai uso di questo farmaco. 

 

In ogni caso non bisogna dimenticare che un principio valevole per noi, non può e non deve mai limitare la libertà di chi la pensa diversamente da noi. Lei, cara lettrice, è giusto che abbia le sue idee in merito e le porti avanti, ma deve tenere in considerazione anche chi la pensa in maniera differente da lei, se non in maniera totalmente opposta. La legge non dovrebbe tutelare anche chi è completamente in disaccordo con noi quando si tratta di questioni personali e private come questa? 

 

La legge non obbliga nessuno ad abortire. Ognuno decide in base ai propri principi.

 

Infine, per completezza di informazione, ecco cosa recita l'articolo 4 della legge 194 del 22 maggio 1978:

 

"Per l'interruzione volontaria della gravidanza entro i primi novanta giorni, la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito, si rivolge ad un consultorio pubblico istituito ai sensi dell'art. 2, lettera a), della legge 29 luglio 1975, n. 405, o a una struttura socio-sanitaria a ciò abilitata dalla regione, o a un medico di sua fiducia".

 

 

Non facciamo umorismo macabro, facciamo informazione il più possibile libera da condizionamenti di qualsiasi tipo.

 

 

La Redazione

Be', prendo atto che l'umorismo macabro è stato involontario, ma tant'è. Domandate alle donne che hanno abortito se, dopo averlo fatto, è migliorata la loro salute. So cosa dice la legge, ma ciò non toglie che sempre di omicidio si tratti, che sia legale o no e la salute e il benessere non c'entrino affatto. Quella dei nascituri, poi, non viene nemmeno presa in considerazione.

 

Un saluto sconsolato

 

Una lettrice

Anonimo 21 febbraio 2010   10:27
L'utente ha risposto al commento anonimo del 21 febbraio 2010. Visualizza »

La rubrica si chiama "Salute e benessere" ... ma cos'è ? Umorismo macabro? La RU 486 è una pillola che serve ad abortire.

Un po' di tatto per favore.

 

 

Una lettrice

E quindi, date le finalità di questa pillola, non si tratterebbe di "salute"? E di cosa allora?

 

In Italia l'aborto non è illegale. C'è una legge, del 1978, che ha concesso alle donne la libertà di scegliere, come è giusto che sia in tutti i paesi democratici. Poi è ovvio che chi è contrario per principio all'aborto non farà mai uso di questo farmaco. 

 

In ogni caso non bisogna dimenticare che un principio valevole per noi, non può e non deve mai limitare la libertà di chi la pensa diversamente da noi. Lei, cara lettrice, è giusto che abbia le sue idee in merito e le porti avanti, ma deve tenere in considerazione anche chi la pensa in maniera differente da lei, se non in maniera totalmente opposta. La legge non dovrebbe tutelare anche chi è completamente in disaccordo con noi quando si tratta di questioni personali e private come questa? 

 

La legge non obbliga nessuno ad abortire. Ognuno decide in base ai propri principi.

 

Infine, per completezza di informazione, ecco cosa recita l'articolo 4 della legge 194 del 22 maggio 1978:

 

"Per l'interruzione volontaria della gravidanza entro i primi novanta giorni, la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito, si rivolge ad un consultorio pubblico istituito ai sensi dell'art. 2, lettera a), della legge 29 luglio 1975, n. 405, o a una struttura socio-sanitaria a ciò abilitata dalla regione, o a un medico di sua fiducia".

 

 

Non facciamo umorismo macabro, facciamo informazione il più possibile libera da condizionamenti di qualsiasi tipo.

 

 

La Redazione

Anonimo 21 febbraio 2010   01:49

La rubrica si chiama "Salute e benessere" ... ma cos'è ? Umorismo macabro? La RU 486 è una pillola che serve ad abortire.

Un po' di tatto per favore.

 

 

Una lettrice

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