E’ un vicolo stretto, ma con il gioco del Monopoli non ha nulla a che fare. Non si può acquistare con carte finte, bisogna attraversarlo il vicolo stretto. La politica vuole la sua parte, sia quella con la p minuscola avvilente che obbliga il piccolo cabotaggio e conduce all’abiura di se stessi, sia l’altra che pretende di volare alto mentre affonda i piedi nella palude. Prevalga la prima o la seconda, il vicolo stretto bisogna attraversarlo comunque. E’ un passaggio rischioso, che espone all’agguato. Il gioco deve valere la candela. Occorre una onesta analisi senza traccheggiare sugli obiettivi e sulle alleanze. Se si ha tanto fegato da intraprendere il percorso, comunque vada, ne sarà valsa la pena. Fin qui la metafora, che assomiglia tanto ad una predica. Ho posto una domanda, fra le altre, all’assessore alla sanità, Massimo Russo giovedì nella tarda mattinata. Crede che le vicende romane influenzino quelle siciliane?, ho chiesto. Russo senza pensarci su due volte: “Semmai è il contrario”.
Non ha aggiunto altro. Qualche ora dopo ho appreso che il Presidente della Regione, uscendo da un lungo riserbo, ha detto chiaro e tondo quale governo sta mettendo in piedi, con chi e con quali obiettivi. Deve averlo fatto con tanta levità da fare passare inosservato il suo punto di vista. E infatti una nota d’agenzia si è soffermata su un suo sfogo - hanno tentato di distruggermi lo usando ogni mezzo ma non ci sono riusciti – senza riferire sulla svolta che il governatore aveva di fatto proposto. Ma c’è chi aveva ascoltato, registrato e preso nota. In una nota dell’Adnkronos, firmata da Elvira Terranova, si apprende che durante l’intervista rilasciata dal governatore ad una emittente locale, Lombardo chiede a Gianfranco Miccichè di mollare Silvio Berlusconi. Niente di straordinario, in verità, solo che la surplace politica degna di un ciclista impegnato nell’inseguimento su pista, l’ha trasformata in una svolta e in uno strappo. Siccome Berlusconi ha rinviato a settembre la questione siciliana, e Miccichè ha fatto sapere che senza Berlusconi non decide niente, il governatore esprime l’auspicio che faccia di testa sua.
Nella nota dell’Adnkros il suggerimento di Lombardo viene correttamente letto in questa ottica. Abbiamo analizzato la dichiarazione di Lombardo, rappresentando uno scenario che vede le forze di centro e il PD protagonisti del nuovo governo e, assai probabilmente, delle prossime consultazioni elettorali. Non è finita. Il governatore si è preoccupato che le sue parole fossero intese come un ultimatum a Gianfranco Miccichè. Nel suo blog, Lombardo spiega di non avere compiuto alcuno strappo, ma di avere voluto fare sapere a chicchessia che intende fare un governo con chi ci sta sulla base di un programma riformatore e di una volontà politica coesa che impegni i componenti del governo a stare insieme anche in campagna elettorale. Cambia poco o niente. Ora tocca a Miccichè decidere.