Presidente, una giornata campale?
“Proprio così, campale”.
Lei e il suo partito avete partecipato alla più grossa novità della legislatura…
“Abbiamo solo fatto ciò che era utile…”
Mi pare un giudizio riduttivo.
“Probabilmente lo è, ma abbiamo solo evitato che questa giornata avesse conseguenze gravi. Il Paese non può permettersi traumi, stiamo attraversando un momento difficile, deve prevalere il senso di responsabilità”.
Nessuna strategia politica?
“L’uno non è in contraddizione con l’altro, l’importante è che a prevalere sia l’interesse generale”.
Avete sottoscritto un patto di ferro?
“No, abbiamo fatto quello che era giusto”.
La vostra alleanza – Mpa, Udc, Api e Futuro e Libertà – potrebbe diventare la base di convergenze politiche durature e dare una prospettiva diversa. Avete costruito un’alternativa?
“Ripeto, l’area dell’astensione aveva finalità generali…”.
E’ stata chiamata area di responsabilità istituzionale.
“Io la chiamo l’area dell’astensione”.
Quali ragioni vi hanno convinto a scegliere l’astensione?
“Una sola, evitare il rischio di una crisi di governo, con le conseguenze che si possono immaginare, stiamo contenendo una crisi economica, abbiamo il dovere di governarla, qualunque sia il nostro ruolo mel parlamento o nelle regioni”.
E quali implicazioni avrà in Sicilia l’alleanza romana?
“Questo lo vedremo nei prossimi giorni”.
Fin qui il governatore.
Cerchiamo, quindi di rispondere a questa domanda, facendo qualche ipotesi. Lo stato dell’arte è sotto gli occhi di tutti. La riproposizione di un governo di responsabilità istituzionale è possibile anche in Sicilia con i centristi del gruppo misto, l’Udc, il Mpa e Futuro e Libertà. Il Pdl Sicilia è fatto di due componenti, i ribelli dei Forza Italia e i finiani della prima ora. Gianfranco Miccichè, che guida i primi, ha affermato che la sua stella polare rimane Berlusconi. Significa perciò che potrà essere della partita con Lombardo solo se il Premier gli consente di farlo. Miccichè, invero, ha anche affermato che il suo gruppo intende continuare a fare parte dell’alleanza di governo. Sarà lui a dovere sciogliere l’enigma. Lombardo non potrà aspettarlo all’infinito, dovrà decidersi: entro o fuori.
Il governo di responsabilità istituzionale ha bisogno di una maggioranza. Il PD sembra propenso a concederla a certe condizioni. Lombardo è intenzionato a mettere in campo un governo riformista. Un programma politico ed elettorale, tutti i “contraenti” legati da un programma – che deve essere deciso e sottoscritto – e da una volontà politica di fare bene per potere ottenere il consenso elettorale. Questo disegno passa attraverso una composizione della squadra di governo che metta insieme il carattere politico e le competenze tecniche. E’ impensabile che, tanto per fare un esempio, Cracolici e Scalia facciano parte della compagine governativa, ma è possibile che Futuro e Libertà e PD sottoscrivino un patto riformista all’insegna di un governo di responsabilità istituzionale.
Se ci fosse responsabilità istituzionale, si dimetterebbe tutti e non farebbero più politica. Si troverebbero un lavoro vero e smetterebbero a vivere sulle spalle dei contribuenti.
trovarsi un lavoro vero vuol dire fatica, chi glielo fa fare rinunciare alla pacchia?
Se ci fosse responsabilità istituzionale, si dimetterebbe tutti e non farebbero più politica. Si troverebbero un lavoro vero e smetterebbero a vivere sulle spalle dei contribuenti.