I giornalisti l’hanno ricevuto in occasione del “ventaglio”: cinque paginette, alcune cifre corrette, riquadri in bianco una puntuale descrizione dei risparmi. Nessun allegato, naturalmente, solo una illustrazione, necessariamente vaga e senza pezze d’appoggio. Avrebbe dovuto essere il pezzo forte del rituale incontro con i giornalisti prima delle ferie estive, e lo è stato, così come era nelle intenzioni. Il giorno dopo le cronache hanno dato atto all’Assemblea regionale siciliana di avere voltato pagina imboccando la sobria e dolorosa strada del risparmio. E’ vero, ci sono state delle incomprensioni, in passato. Il Presidente dell’Ars, Francesco Cascio, ha dovuto subire più volte lo scorno in aule con il bilancio: lui predicava bene, i conti predicavano male. Risparmio dopo risparmio, le spese sono aumentate nei due anni della legislatura. Stavolta, perciò, Cascio ha distribuito ai giornalisti il piano di contenimento della spesa. Il totale del taglio, quasi 2 milioni e cinquecentomila euro. Non è proprio una sforbiciata, ma un leggero ritocco, come si fa con gli interventi sui rattoppi nelle giacche consunte e nei cappotti d’entan. Di necessità virtù, insomma.
Come è stato ottenuta questa cifra? Pare che non se ne siano accorti che i risparmi sono virtuali e che alcune decisioni sono vecchie, qualcuna di parecchi anni, altre di alcuni mesi, tutto precedente al bilancio di previsione e al consuntivo approvato in gran fretta nel corso della solita seduta-blitz dell’Assemblea.
Possibile che non ci abbiano fatto caso?
Sì, possibile, perché quando Palazzo dei Normanni distribuisce le carte lo fa con cognizione di causa, sapendo che cosa vuole, fino a che punto deve arrivare. Basterebbe leggere il documento finanziario dell’Ars con gli allegati e le relazioni, tutto frutto dell’ingegneria della burocrazia più accorta del mondo. Riferimenti costanti a norme, determinazioni, disposizioni, delibere, decreti, che a sua volta rimandano ad altri commi, articoli, norme del Senato o del Consiglio di Presidenza. Se consegnassimo i documenti dell’Ars al vertice della Banca d’Italia, ne uscirebbero con le ossa rotta e metterebbero in discussione la loro competenza. Il bilancio non ha pezze d’appoggio, gli allegati non raccontano come sono state spesi i soldi, ma quanti se ne sono spesi sotto una determinata voce. Consulenze, esternalizzazioni, gare d’appalto o affidamenti e commesse restano fuori dall’informazione, perché non c’è modo, né prima né dopo, di sapere alcunché. Le relazioni accennano alle linee guida, al lavoro faticoso richieste e le difficoltà affrontate; riferiscono sulla spesa ma non sulla natura delle decisioni che essa ha preteso, lasciando inevase anche le domande più semplici, le curiosità più elementari.
Come sono stati spesi i milioni di euro per la manutenzione, per gli affitti, per i fornitori? Quali regole hanno presieduto alle commesse? Sono state fatte gare di appalto o si è fatto diversamente?
I numeri del bilancio danzano lievi, si mostrano nudi come li ha fatti mammeta affermando la loro intangibilità, non svelano nulla che non sia la loro stessa natura, ristretti in una gabbia dorata, come detenuti con la cifra sulla camicia a strisce. Passano sotto gli occhi distratti o rassegnati di coloro, pochi, che hanno voglia di degnarli di uno sguardo, e poi tornano in una cella segnalata da una voce neutra.
I bilanci dell’Assemblea, tutelati da misteriosi regolamenti dell’accesso, non possono essere ispezionati, rivelano solo se stessi. Le modalità espositive e gli allegati assecondano questa natura primigenia, nascondono senza nascondere e sono diventati, per questa diligenza primordiale, la metafora adulta e senza tempo della Sicilia.
Vediamola, dunque, questa tabella del contenimento della spesa. L’incipit è esemplare: “mancato adeguamento indennità parlamentare a quelle del Senato”. Accanto a questa voce, una cifra:324.000,00 euro. E’ un risparmio retroattivo. Sono stati conteggiati per fare cassa, per rendere più congruo il risparmio, che non potrà diventare tale in alcun bilancio. E allora per quale ragione stanno nella tabella del contenimento della spesa e vengono conteggiati nella cifra finale?
Non è il solo caso di risparmio retroattivo: vengono conteggiati l’eliminazione dell’indennità agli ex deputati a titolo di aggiornamento culturale decisa il 20 maggio dello scorso anno (1.350.000); l’incumulabilità dell’assegno vitalizio e indennità parlamentare per deputati nazionali ed europei, che l’Assemblea ha eliminato un anno dopo circa il Senato della Repubblica (cui il Parlamento regionale fa riferimento); il blocco di tutti i contributi legati alla celebrazione del 60° anniversario della prima seduta dell’Ars per le iniziative non svolte (un milione di euro nell’intera legislatura).
Ragioniamoci sopra.
Il mancato adeguamento dell’indennità è stato bloccato dalla camera dei Deputati, durante la Presidenza Bertinotti. Da questa decisioni sono seguite altre, anche in Sicilia. Ma il bilancio dell’Ars si è gonfiato di altre spese (sono aumentati i contributi, mi finanziamenti, le consulenze ecc). Per quale ragione entra nella tabella di contenimento delle spese?
Quanto al milione di euro risparmiato, virtualmente, per l’anniversario, una domanda sorge spontanea: perché mai si dovrebbe continuare a pagare per manifestazioni non svolte in occasione dell’evento?
Proseguiamo a pagina due della tabella. Nella prima “cella” una cifra, 25 mila euro. Niente d’importante? No, vi sbagliate perché è la spia di come funziona la storia a Palazzo dei Normanni. La voce che spiega il risparmio recita: incarico di segretario generale aggiunto e di capo di gabinetto”. Accanto alla voce, il provvedimento: “non cumulabilità dei due trattamenti economici”.
La decisione di nominare segretario generale aggiunto il capo di gabinetto è recentissima, mentre più vecchia è la decisione di aumentare, a dismisura pare, l’indennità del capo di gabinetto. Non ci sono precedenti di un capo di gabinetto divenuto segretario generale aggiunto perché questa figura non esisteva nel regolamento del personale, E’ stata decisa solo da pochi giorni. Se il prossimo Presidente dell’Ars nomina il suo capo di gabinetto, non potrà certo tagliare la sua indennità. Non solo: è lecito o no, dal momento che si denuncia una cifra (25 mila euro di risparmio), conoscere i numeri iniziali e finali? A quanto ammonta l’emolumento del capo di gabinetto e a quanto ammonta quello del segretario generale aggiunto?
Ci fanno sapere il risparmio, ma non la spesa. Incredibile.
Andiamo avanti con i risparmi presunti: riduzione dei servizi (-43 mila euro). Come si ottiene un risparmio dall’accorpamento dei servizi? Diminuisce il numero delle direzioni, pare di capire. Si tratta dunque dei due dirigenti pre-pensionati che sono finiti nel fondo pensioni dell’Ars, quindi una partita di giro, perché i soldi arrivano dalla stessa fonte.
Volete contenere le spese?
Bene eliminate gli sprechi, e cioè la montagna di contributi, privilegi, spese di rappresentanza, consulenti, aiutanti, addetti a qualcosa eccetera. Si spendono 150 mila euro per i consulenti. Chi sono? Che cosa fanno e perché sono stati nominati?
C’è un call center che costa una barca di soldi e ha sostituito il team interno: Perché lo mantenete in vita? A chi serve? Fondazione Federico II: è nata per fare risparmiare l’Assemblea: ticket d’ingresso al Palazzo, una voce in entrata finalmente. Perché continua ad essere una voce di spesa, anzi di maggiore spesa che in passato?
E ancora: fondi riservati al Presidente dell’Assemblea (380 mila euro), rappresentanza e cerimoniale (715 mila euro), attività istituzionale (925 mila euro, più 300 mila nell’ultimo bilancio) , attività culturali (300 mila euro). E i contributi ai gruppi parlamentari? Sono una delle voci più consistenti del bilancio.
Il contenimento della spesa non contempla queste voci. Come mai?
Fate voi il conto del contenimento delle spese e traete le debite conclusioni.
Come diceva Totò, siamo uomini o caporali?
Fate quel che vi pare, ma per favore rispettate la nostra intelligenza. Non sarà “creativa” come la vostra, ma merita di essere presa in qualche considerazione dal momento che facciamo parte dell’affollata pattuglia dei contribuenti.
Contenimento delle spese dell’Ars. Il gioco delle tre carte, vi spieghiamo perché è una presa in giro. Date uno sguardo anche voi…
Ma cosa vuoi contenere?Porta pazienza.