Cinema
Cinema

La legge del bunker. La proposta di abolire le province si trasforma in un intrigo. Per esempio, Castiglione…

13 luglio 2010 19:08
Leggi i commenti 9   Inserisci un tuo commento
Condividi
www.siciliainformazioni.com

Dapprima ha parlato Giuseppe Castiglione, uno dei proconsoli del Pdl siciliano, chiedendosi pubblicamente se l’idea di abolire le province, annunciata dal Presidente della Regione, non sia l’ennesima manovra per danneggiarlo. Essendo Presidente della Provincia di Catania, verrebbe “sacrificato” dalla legge. Questo dubbio è venuto anche ad altri autorevoli leaders siciliani. L’Udc, che può contare su tre presidenti, si è preoccupato ed ha pensato male.

 

Invece di discutere nel merito, sull’opportunità o meno di abolire le province e sostituirle dai consorzi di comuni, come sarebbe dovuto avvenire da più di mezzo secolo, sono emerse le diffidenze, il gossip, i sospetti, la diffidenza.

 

Ammesso e non concesso che l’idea di Lombardo vada in porto, è chiaro che Giuseppe Castiglione ed altri non ne avrebbero alcun danno, è impensabile che l’abolizione delle province “tranci” di netto la “legislatura” provinciale e mandi a casa consiglieri provinciali, giunta e presidenti.

 

Per dare un’idea del punto in cui sono arrivate le cose, dovremmo immaginare i fortini costruiti dal fascismo per rimandare a mare gli invasori. Sono ancora nelle nostre spiagge, nascosti fra le dune, indistruttibili e, tutto sommato, belli a vedersi e costituiscono la testimonianza più drammatica e visibile del conflitto mondiale, ma anche una icona dello stato d’assedio in cui il fascismo e i siciliani vissero gli ultimi anno del regime. Non c’è niente del genere, per quanto ne sappiamo, altrove.

Sono bunker di cemento armato, bianchi, sui quali i raggi del sole “recalcitranti” tornano indietro come fossero specchi ustori. Dentro i fortini bastava un soldato ed un fucile mitragliatore per fermare sul bagnasciuga uno squadrone di militari. Efficaci ed efficienti, rappresentano meglio di ogni altro la condizione dei leaders siciliani. Dal loro bunker sparano contro tutto e tutti e fermano sulla soglia di ogni novità chiunque abbia voglia di cambiare qualcosa. Non deve essere toccato niente, altrimenti si consumano le munizioni.

L’autonomia chiede che venga utilizzata per rendere più efficiente la burocrazia, adottare strumenti di sviluppo, mettere in circolo idee (invece che soldi), e riformare il sistema. Cadono le braccia sentire che la preoccupazione di personaggi importanti sia quella della salvaguardia del ruolo.

La reazione di Castiglione è esemplare, è un effetto condizionato del contesto dentro il quale anche un uomo intelligente e preparato sprofonda. Se non fosse prevalso l’istinto, Castiglione avrebbe illustrato diversamente il suo dissenso, non gli sarebbero mancate le motivazioni, invece è uscito “al naturale” esprimendo la convinzione, dapprima il dubbio, che fosse una trovata del “nemico” Lombardo per togliergli la sedia mentre sta per sedere in modo da farlo sbattere a terra.

Quanti margini ci restano per cambiare?

Temiamo che siano molto stretti, ma non bisogna disperare.

 

© Riproduzione riservata
Segnala ad un amico
Anonimo 31 agosto 2010   07:57

Fra poco il Parlamento siciliano sarà chiamato a discutere una proposta di legge di iniziativa popolare per la costituzione della decima provincia siciliana! Che si fa?

Si dice no? e sulla base di quale ragionamento? (lo dico in particolare ai contrari all'abolizione delle province e, di fatto, contrari all'attuazione dello Statuto)

Si dice si? pur in violazione dello Statuto? Sapendo già che ne verranno altre?

Ci si rende conto che non ci sono alternative al rispetto dello STATUTO SICILIANO? e non soltanto per le provincie, ma per mille altre cose di Sicilia?

Francesco Salinitro

Anonimo 21 luglio 2010   02:30

 

 

Si alla abolizione delle provincie ed alla istituzione dei liberi consorzi.

    

    Giovanni Palillo Segretario Regionale PSI

Anonimo 14 luglio 2010   16:24

Lo statuto non è uno strumento di comodo. Vergogna, andatevene tutti a casa... basta continuare a derubare i siciliani.

Basta continuare ad imbrogliare i siciliani.

Anonimo 14 luglio 2010   13:24
L'utente ha risposto al commento anonimo del 14 luglio 2010. Visualizza »

Se avesse letto lo Statuto siciliano saprebbe che al coordinaamento provvedono i liberi consorzi tra comuni. Quindi, dov'è il problema?

Il problema è che se avesse un lavoro vero con cui guadagnarsi il pane gliene importerebbe poco di lasciare la poltrona e di smettere di "lavorare" per la collettività della provincia (come dice lui). Invece questo fa la politica per mestiere come minimo da quando è maggiorenne.

Anonimo 14 luglio 2010   11:38

Dopo 60 anni di statuto qualcuno si sveglia e si accorge che le province non dovevano esistere?

 

E' una cosa serie questa?

Sicuramente no.

D'altra parte ritengo che Lombardo metta questo tra i punti del 4° programma di governo che dovrà fare.

Ma è serie fare un programma di governo ogni 6 mesi ed in funzione di fatti contingenti o personali?

 

L'unico che fa cadere le braccia è la gestione personalistica di Lombardo della cosa pubblica.

NON E' COSì CHE SI FA!

Anonimo 14 luglio 2010   11:30
L'utente ha risposto al commento anonimo del 14 luglio 2010. Visualizza »

Sono più che d'accordo non con l'articolo, ma con il commento.

Il bunker è nella reazione, inevitabile vista la mancanza di logica della proposta in relazione alla necessità di coordinamento sovracomunale, o l'articolo è a servizio del regime regionale? 

Se avesse letto lo Statuto siciliano saprebbe che al coordinaamento provvedono i liberi consorzi tra comuni. Quindi, dov'è il problema?

Anonimo 14 luglio 2010   00:28
L'utente ha risposto al commento anonimo del 14 luglio 2010. Visualizza »

 che articolo fantastico.

 

Un pazzoide un giorno si sveglia e decide di tagliare le province senza alcun ragionamento o dialogo con le altre forse politiche.

E voi che fate?

Vi fate cadere le braccia solo perchè qualcuno un pò più sobrio si chiede il senso di questa " provocazione"?

 

Ma fatemi il piacere, è Santa Rosalia a Palermo ed avete cose più serie da seguire nei prossimi giorni

Sono più che d'accordo non con l'articolo, ma con il commento.

Il bunker è nella reazione, inevitabile vista la mancanza di logica della proposta in relazione alla necessità di coordinamento sovracomunale, o l'articolo è a servizio del regime regionale? 

Anonimo 13 luglio 2010   23:54
L'utente ha risposto al commento anonimo del 13 luglio 2010. Visualizza »

 che articolo fantastico.

 

Un pazzoide un giorno si sveglia e decide di tagliare le province senza alcun ragionamento o dialogo con le altre forse politiche.

E voi che fate?

Vi fate cadere le braccia solo perchè qualcuno un pò più sobrio si chiede il senso di questa " provocazione"?

 

Ma fatemi il piacere, è Santa Rosalia a Palermo ed avete cose più serie da seguire nei prossimi giorni

A parte il "pazzoide" e Santa Rosalia, ci sarebbe da rispettare l'art. 15 dello Statuto speciale della Sicilia, parte integrante della Costituzione italiana, che il 15 maggio del 1946, le province isolane, parte imposte dai militari savoiardi, parte dai fascisti, le ha abolite. Tant'è che per ricostituirle, su suggerimento del democristiano Francesco Restivo, nel 1970, si ricorse al "trucco" di chiamarle prima "amministrazioni straordinarie" e, quindi, con Rino Nicolosi, "province regionali", quasi fossero un'altra cosa. Ma sono incostituzionali, come lo è la legge che le ha reistituite.  

Anonimo 13 luglio 2010   22:55

 che articolo fantastico.

 

Un pazzoide un giorno si sveglia e decide di tagliare le province senza alcun ragionamento o dialogo con le altre forse politiche.

E voi che fate?

Vi fate cadere le braccia solo perchè qualcuno un pò più sobrio si chiede il senso di questa " provocazione"?

 

Ma fatemi il piacere, è Santa Rosalia a Palermo ed avete cose più serie da seguire nei prossimi giorni

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti

Le Notizie di SiciliaInformazioni sul tuo sito
Altre notizie