E' diminuita del 2,4% la spesa sostenuta dalla Regione siciliana per i propri dipendenti che ammontano, tra personale a tempo determinato e indeterminato a 20.642 persone. Un numero definito comunque "elevatissimo" dal Procuratore generale della Corte dei Conti siciliana, Giovanni Coppola, che allo Steri di Palermo ha pronunciato la requisitoria di rito nel giudizio di parificazione del rendiconto generale del 2009. Nel dettaglio, sono 2010 i dirigenti a tempo indeterminato, 32 quelli esterni e 9 quelli generali, mentre la spesa sostenuta ammonta a 845.867.566,91 euro, contro gli 866.879.995,18 del 2008, per una diminuzione di 21 milioni di euro.
E' ancora alta la spesa per la sanità siciliana, costata alle tasche dei contribuenti un milione di euro l'ora, nonostante sia diminuita, rispetto allo scorso anno, di 118 milioni di euro, per un totale di 8 miliardi e 775 milioni di euro. E' quanto emerge dalla relazione del Procuratore generale della Corte dei Conti siciliana, Giovanni Coppola, che allo Steri di Palermo ha pronunciato la requisitoria di rito nel giudizio di parificazione del rendiconto generale del 2009. I dipendenti della sanità nell'Isola sono 52.184, mentre le consulenze e gli incarichi ad esterni, 1065, sono costati 13 milioni di euro. Non accennano a diminuire i cosiddetti "viaggi della speranza" dei siciliani che scelgono di curarsi in regioni diverse dalla Sicilia (Lombardia in testa). Per questi si sono spesi quasi 235 milioni di euro, a fronte di un incasso di 52 milioni dovuto ai non siciliani che scelgono la nostra regione per curarsi.
Sotto la lente della Corte dei Conti, che oggi ha svolto il giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione, è finito anche il settore degli appalti pubblici, passati dai 1.022 del 2007 ai 676 del 2009, per un importo complessivo di un miliardo di euro. Nella sua relazione la Corte dei Conti siciliana si è soffermata anche sul numero degli appalti, 456, aggiudicati nel 2005 e non ancora terminati, mentre per 35 non sono nemmeno iniziati i lavori e 287 non sono stati ancora collaudati. Infine, da riformare è la modalità di aggiudicazione degli appalti regionali: grazie al sistema normativo vigente, che obbliga a "complicatissimi calcoli per la selezione delle offerte" si è registrata una convergenza dei ribassi verso l'unico valore di 7,3152. Con questa cifra matematica le ditte "hanno la quasi certezza di aggiudicarsi l'appalto", come dimostrano alcuni esempi "curiosi di imprese particolarmente fortunate": 10 hanno ottenuto 6 appalti, 2 imprese 7 e una, addirittura, nove appalti. Un appello ad accelerare la spesa dei fondi europei, infine, é stato lanciato dal presidente delle sezioni riunite della Corte dei Conti in sede di controllo, Rita Arrigoni.
Una riduzione consistente del deficit ed un aumento contenuto dei costi, in linea con il trend nazionale: è questo il bilancio della Sanità in Sicilia tracciato dal presidente delle sezioni riunite della Corte dei Conti in sede di controllo, Rita Arrigoni, nell'udienza per il giudizio di parificazione del Rendiconto 2009 della Regione. Diminuiscono nel complesso i costi dell'assistenza in regime di convenzione, mentre crescono i costi dell'assistenza diretta. Il principale intervento strutturale riguarda la riduzione e l'accorpamento del numero delle Aziende (da 29 a 17) mentre è in corso di realizzazione la rimodulazione della rete ospedaliera che consentirebbe l'allineamento della Sicilia ai parametri nazionali relativi al numero di posti letto per abitante. Tra gli altri interventi di rilievo la razionalizzazione della rete delle strutture di medicina di laboratorio, che tende a ricondurre i parametri di attività ai valori nazionali e a migliorare i livelli di qualità delle prestazioni. Una valutazione positiva è stata riconosciuta dalla Corte dei Conti anChe per quanto riguarda i dati relativi alla degenza media, con un basso indice di "letti vuoti" e una "buona rotazione di pazienti per letto, sia pure con accentuate differenze tra pubblico e privato". Il presidente Arrigoni, infine, ha definito "gravi" le situazioni di deficit come quella dell'azienda sanitaria provinciale di Catania (ove sono confluite l'Asl 3 di Catania e l'azienda ospedaliera Gravina di Caltagirone) che nel 2009 ha registrato un passivo pari a 89 milioni, o come quella del Civico di Palermo (ora Arnas Civico) con un "buco" di 66 milioni e, infine, l'azienda provinciale di Messina (ove è confluita la Asl numero 5 di Messina) con un deficit di 52 milioni.
La regione siciliana ha 1428 dirigenti in più, contro i 528 previsti dalle tabelle allegate alla Legge regionale numero 41 del 1985. E' quanto ha sostenuto il procuratore generale Giovanni Coppola durante la sua requisitoria nella relazione presentata dalla Corte dei Conti allo Steri di Palermo. Diminuiscono, invece, i dipendenti a tempo indeterminato, ora 13.528 contro i 13.986 del 2008, mentre resta "emblematico il rapporto tra personale e dirigenti": nel 2008, infatti, c'era un dirigente ogni 5,6 dipendenti, dato rimasto invariato nel 2009. Determinanti, secondo Coppola, i presupposti che si sono creati con la nuova dotazione organica: i dipendenti a tempo indeterminato sono 4.808, per un aumento pari al 45% del totale. Duro, infine, il giudizio del procuratore sui criteri di assunzione, "forse frutto del sistema della stabilizzazione e comunque dai dubbi profili di legittimità costituzionale ed eticamente scorretta, poiché rappresenta una mortificazione per le centinaia di migliaia di giovami disoccupati ignorati a beneficio di soggetti che sono stati selezionati senza concorso, non per maggior merito o intelligenza, ma solo in ossequio a logiche clientelari che hanno avuto di mira le prossime elezioni, anziché le prossime generazioni". Secondo Coppola, la stabilizzazione pura toglierebbe definitivamente a tutte le centinaia di migliaia di giovani disoccupati anche la "speranza, almeno per i prossimi 30 anni, di un futuro nella pubblica amministrazione siciliana".
Se si dovesse contare solo sul settore pubblico per le prestazioni sanitarie, allora saremmo alla frutta. Mi spiace comunicarti che le prestazioni fornite dal pubblico costano più di quelle private, in quanto gravati da costi "impropri" dovuti alla tipica gestione pubblica.
Se per te gli imprenditori sono sciacalli, allora ti annoveri fra quelli che vengono comunemente definiti "comunisti", e quindi ogni discussione mi sembra inutile.
Per chi volesse documentarsi seriamente, invece, consiglio di leggere la normativa di riferimento della sanità (502, 229 e ss.mm.) che prevede, fra le altre cose, la possibilità per il cittadino di scegliere fra il pubblico ed il privato.
Se dobbiamo aspettare che il pubblico si adegui agli standard, allora possiamo tranquillamente morire tutti. Per vostra documentazione, vi consiglio di informarvi sulla vicenda dell'accreditamento in Sicilia, che prescriveva i requisiti a cui tutte le strutture devono adeguarsi, ma che nel pubblico fra rinvii e proroghe non sono mai stati applicati e verificati.
La vicenda dell'ospedale di Agrigento è emblematica della volontà politica di tenere in piedi strutture pubbliche che andrebbero chiuse immediatamente per le loro carenze, ma in questo caso non potrebbero garantire il flusso di voti che invece forniscono grazie alla gestione allegra.
Mi piacerebbe sapere se nell'ufficio del procuratore vengono utilizzati dipendenti regionali, magari sono gli stessi lavoratori precari che da oltre 20 anni tengono in piedi l'ufficio anche se percepiscono 1/4 del suo stipendio
Gli imprenditori della Sanità non appartengono affatto alla categoria delle persone che rischiano in proprio. Sono, piuttosto, assimilabili a sciacalli che fanno soldi a palate sfuttando le croniche inefficienze del sistema sanitario pubblico, soprattutto nel settore delle alte tecnologie, come TAC, RMN, Pet, Radioterapia, dialisi, ecc.
Questi personaggi, in realtà, non fanno altro che farsi pagare dalla Regione (o, in generale, dallo Stato) per prestazioni sanitarie che la Regione stessa, colpevolmente, ha sino ad oggi evitato di fornire in numero sufficiente ai cittadini.
Gli imprenditori del settore sanitario ridiventeranno tali solo quando il servizio pubblico sarà messo in grado di fornire un servizio tecnicamente adeguato ed efficiente. Solo allora, infatti, i cittadini saranno liberi di scegliere se rivolgersi agli ospedali pubblici o alle cliniche private, ad esempio. Sino ad allora, chi investirà nel settore sanità, non rischierà proprio nulla del proprio capitale, potendo operare in un settore provvisto da introiti garantiti dalle inefficienze della pubblica amministrazione.
Se si dovesse contare solo sul settore pubblico per le prestazioni sanitarie, allora saremmo alla frutta. Mi spiace comunicarti che le prestazioni fornite dal pubblico costano più di quelle private, in quanto gravati da costi "impropri" dovuti alla tipica gestione pubblica.
Se per te gli imprenditori sono sciacalli, allora ti annoveri fra quelli che vengono comunemente definiti "comunisti", e quindi ogni discussione mi sembra inutile.
Per chi volesse documentarsi seriamente, invece, consiglio di leggere la normativa di riferimento della sanità (502, 229 e ss.mm.) che prevede, fra le altre cose, la possibilità per il cittadino di scegliere fra il pubblico ed il privato.
Se dobbiamo aspettare che il pubblico si adegui agli standard, allora possiamo tranquillamente morire tutti. Per vostra documentazione, vi consiglio di informarvi sulla vicenda dell'accreditamento in Sicilia, che prescriveva i requisiti a cui tutte le strutture devono adeguarsi, ma che nel pubblico fra rinvii e proroghe non sono mai stati applicati e verificati.
La vicenda dell'ospedale di Agrigento è emblematica della volontà politica di tenere in piedi strutture pubbliche che andrebbero chiuse immediatamente per le loro carenze, ma in questo caso non potrebbero garantire il flusso di voti che invece forniscono grazie alla gestione allegra.
Non vorrei difendere l'indifendibile, ma l'accento su una cosa lo devo porre:
Quelli che lei chiama riconi, sono imprenditori che si accollano sulla loro pelle tutti i rischi della loro attività. Se le cose vanno male perdono il capitale investito, e se hanno prestato garanzie personali perdono anche i propri beni, per esempio la casa. Questo va detto in nome di tutti quelli che ogni giorno rischiano tutto quello che hanno e permettono di mandare avanti il carrozzone con le tasse che pagano, con gli stipendi, con gli investimenti. L'economia gira grazie a queste persone, e non grazie al settore pubblico, che invece brucia i soldi che sottrae al sistema privato in un gran numero di servizi inutili e clientelari messi in piedi solo per assumere amici ed amici degli amici.
Conosco personalmente quello di cui parlo, molto meglio di molti giornalisti che scrivono per sentito dire. Le scelte del settore pubblico, e particolarmente della sanità che conosco bene, non sono mai dettate da motivazioni sociali ed umanitarie, ma sono spinte da logiche di gestione del consenso finalizzate a raccogliere voti contro favori. Questo avviene in tutta Italia, ma particolarmente dal Lazio in giù.
Per quanto riguarda i dirigenti regionali, per la maggior parte, il loro valore è dettato dalla quantità di voti che riescono a raccogliere e convogliare verso il politico di riferimento, e non dalle capacità gestionali e tecniche. In altri termini, il loro valore aggiunto per il cittadino è pari a zero.
Ci saranno anche quelli seri e coscenziosi, ma personalmente non ne ho mai incontrati. Saranno una legenda metropolitana come la pantera?
Gli imprenditori della Sanità non appartengono affatto alla categoria delle persone che rischiano in proprio. Sono, piuttosto, assimilabili a sciacalli che fanno soldi a palate sfuttando le croniche inefficienze del sistema sanitario pubblico, soprattutto nel settore delle alte tecnologie, come TAC, RMN, Pet, Radioterapia, dialisi, ecc.
Questi personaggi, in realtà, non fanno altro che farsi pagare dalla Regione (o, in generale, dallo Stato) per prestazioni sanitarie che la Regione stessa, colpevolmente, ha sino ad oggi evitato di fornire in numero sufficiente ai cittadini.
Gli imprenditori del settore sanitario ridiventeranno tali solo quando il servizio pubblico sarà messo in grado di fornire un servizio tecnicamente adeguato ed efficiente. Solo allora, infatti, i cittadini saranno liberi di scegliere se rivolgersi agli ospedali pubblici o alle cliniche private, ad esempio. Sino ad allora, chi investirà nel settore sanità, non rischierà proprio nulla del proprio capitale, potendo operare in un settore provvisto da introiti garantiti dalle inefficienze della pubblica amministrazione.
"@anderson.....
anche i lavoratori del settore privato hanno famiglia, e se sono meno di quelli regionali è perché lavorano di più, sono più produttivi e guadagnano meno. E sono anche meno politicizzati di quelli regionali. E soprattutto la regione non se li deve accollare fino all'età della pensione, perché a differenza dei regionali sono licenziabili.
Per le mie esperienze personali, pagare lo stipendio ad un regiona significa buttare soldi al vento."
Lei ha appena elencato una serie dei più diffusi luoghi comuni che riguardano la presunta maggior efficienza dei lavoratori del settore pubblico, rispetto a quelli del settore privato.
Non capisco, inoltre, perchè mai i lavoratori assunti da un privato dovrebbero essere "licenziabili", mentre quelli del settore pubblico no.
Tra i regionali, come tra tutti gli altri lavoratori del pianeta, ci sono quelli onesti e volenterosi, che si guadagnano lo stipendio, e quelli disonesti e fannulloni, che preferiscono impiegare la giornata a perder tempo in qualunque modo, nell' attesa dell'ora di tornarsene a casa, per continuare a poltrire. Il fatto che in un ufficio, pubblico o privato che sia, vi sia un numero più abbondante di impiegati lavativi dipende solo ed esclusivamente dall'operato del dirigente responsabile.
In ogni caso, come ho detto, mi pare estremamente ipocrita, da parte della corte dei Conti, affermare che 850 milioni per 20.500 lavoratori della Regione, con relative famiglie a carico, sono troppi, mentre oltre 700 milioni per non più di 200 ricconi, che (come Lei stesso ha affermato) pagano meno i loro impiegati e si intascano la maggior parte dei soldi pubblici erogati dalla Regione, invece vanno benissimo.
Il fatto che in un ufficio, pubblico o privato che sia, vi sia un numero più abbondante di impiegati lavativi dipende solo ed esclusivamente dall'operato del dirigente responsabile.
aggiungerei che dipende anche dai sindacati e dai padrini politici di questi dipendenti
Forse è la prima volta, almeno a mia memoria, che la spesa per gli stipendi diminuisce. E con quella anche quella sanitaria. Lombardo sta operando bene!
Il problema è però un altro. Ma la corte dei conti lo capisce che la Sicilia è stata voluta così, ovvero depauperata delle aziende e fabbriche in maniera da avvantaggiare le aziende del nord? Il silenzio su Termini Imerese di tutta la stampa nazionale ne è un esempio. Ma allora cosa resta in Sicilia se non il lavoro pubblico? Un'altra cosa.....l'emigrazione!!!! Parli anche di questo la corte dei conti, cioè degli scarsi investimenti dello stato per le infrastrutture e del livello di disoccupazione più alto d'italia.
il pattese
Il lavoro pubblico non è una soluzione. Con l'avvento del federalismo il costo della macchina regionale diventerà insostenibile per le misere tasche dei siciliani. A quel punto i tagli si dovranno fare con l'ascia, non con il bisturi, e l'effetto depressivo sull'economia sarà devastante.
Prepariamoci al peggio e guardiamo all'economia privata come l'unica speranza per il nostro futuro.
Se fossi un precario del pubblico comincerei a cercarmi un vero lavoro o penserei all'emigrazione.
Pertanto 20000 e passa dipendento regionali,oltre 2000 dirigenti, + quelli che ogni giorno si assumono come esterni o esperti, ma mi chiedo esperti di che ? è possibile che tra questi venti e passa mila dipendenti non si trovano questi esperti ? e ancora altri 23000 precari (raccomandati, mogli, figli, nipoti e amici di politici e sindacalisti )ma di questo passo dove andiamo a finire ? 
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Forse è la prima volta, almeno a mia memoria, che la spesa per gli stipendi diminuisce. E con quella anche quella sanitaria. Lombardo sta operando bene!
Il problema è però un altro. Ma la corte dei conti lo capisce che la Sicilia è stata voluta così, ovvero depauperata delle aziende e fabbriche in maniera da avvantaggiare le aziende del nord? Il silenzio su Termini Imerese di tutta la stampa nazionale ne è un esempio. Ma allora cosa resta in Sicilia se non il lavoro pubblico? Un'altra cosa.....l'emigrazione!!!! Parli anche di questo la corte dei conti, cioè degli scarsi investimenti dello stato per le infrastrutture e del livello di disoccupazione più alto d'italia.
il pattese
"@anderson.....
anche i lavoratori del settore privato hanno famiglia, e se sono meno di quelli regionali è perché lavorano di più, sono più produttivi e guadagnano meno. E sono anche meno politicizzati di quelli regionali. E soprattutto la regione non se li deve accollare fino all'età della pensione, perché a differenza dei regionali sono licenziabili.
Per le mie esperienze personali, pagare lo stipendio ad un regiona significa buttare soldi al vento."
Lei ha appena elencato una serie dei più diffusi luoghi comuni che riguardano la presunta maggior efficienza dei lavoratori del settore pubblico, rispetto a quelli del settore privato.
Non capisco, inoltre, perchè mai i lavoratori assunti da un privato dovrebbero essere "licenziabili", mentre quelli del settore pubblico no.
Tra i regionali, come tra tutti gli altri lavoratori del pianeta, ci sono quelli onesti e volenterosi, che si guadagnano lo stipendio, e quelli disonesti e fannulloni, che preferiscono impiegare la giornata a perder tempo in qualunque modo, nell' attesa dell'ora di tornarsene a casa, per continuare a poltrire. Il fatto che in un ufficio, pubblico o privato che sia, vi sia un numero più abbondante di impiegati lavativi dipende solo ed esclusivamente dall'operato del dirigente responsabile.
In ogni caso, come ho detto, mi pare estremamente ipocrita, da parte della corte dei Conti, affermare che 850 milioni per 20.500 lavoratori della Regione, con relative famiglie a carico, sono troppi, mentre oltre 700 milioni per non più di 200 ricconi, che (come Lei stesso ha affermato) pagano meno i loro impiegati e si intascano la maggior parte dei soldi pubblici erogati dalla Regione, invece vanno benissimo.
Non vorrei difendere l'indifendibile, ma l'accento su una cosa lo devo porre:
Quelli che lei chiama riconi, sono imprenditori che si accollano sulla loro pelle tutti i rischi della loro attività. Se le cose vanno male perdono il capitale investito, e se hanno prestato garanzie personali perdono anche i propri beni, per esempio la casa. Questo va detto in nome di tutti quelli che ogni giorno rischiano tutto quello che hanno e permettono di mandare avanti il carrozzone con le tasse che pagano, con gli stipendi, con gli investimenti. L'economia gira grazie a queste persone, e non grazie al settore pubblico, che invece brucia i soldi che sottrae al sistema privato in un gran numero di servizi inutili e clientelari messi in piedi solo per assumere amici ed amici degli amici.
Conosco personalmente quello di cui parlo, molto meglio di molti giornalisti che scrivono per sentito dire. Le scelte del settore pubblico, e particolarmente della sanità che conosco bene, non sono mai dettate da motivazioni sociali ed umanitarie, ma sono spinte da logiche di gestione del consenso finalizzate a raccogliere voti contro favori. Questo avviene in tutta Italia, ma particolarmente dal Lazio in giù.
Per quanto riguarda i dirigenti regionali, per la maggior parte, il loro valore è dettato dalla quantità di voti che riescono a raccogliere e convogliare verso il politico di riferimento, e non dalle capacità gestionali e tecniche. In altri termini, il loro valore aggiunto per il cittadino è pari a zero.
Ci saranno anche quelli seri e coscenziosi, ma personalmente non ne ho mai incontrati. Saranno una legenda metropolitana come la pantera?
"@anderson.....
anche i lavoratori del settore privato hanno famiglia, e se sono meno di quelli regionali è perché lavorano di più, sono più produttivi e guadagnano meno. E sono anche meno politicizzati di quelli regionali. E soprattutto la regione non se li deve accollare fino all'età della pensione, perché a differenza dei regionali sono licenziabili.
Per le mie esperienze personali, pagare lo stipendio ad un regiona significa buttare soldi al vento."
Lei ha appena elencato una serie dei più diffusi luoghi comuni che riguardano la presunta maggior efficienza dei lavoratori del settore pubblico, rispetto a quelli del settore privato.
Non capisco, inoltre, perchè mai i lavoratori assunti da un privato dovrebbero essere "licenziabili", mentre quelli del settore pubblico no.
Tra i regionali, come tra tutti gli altri lavoratori del pianeta, ci sono quelli onesti e volenterosi, che si guadagnano lo stipendio, e quelli disonesti e fannulloni, che preferiscono impiegare la giornata a perder tempo in qualunque modo, nell' attesa dell'ora di tornarsene a casa, per continuare a poltrire. Il fatto che in un ufficio, pubblico o privato che sia, vi sia un numero più abbondante di impiegati lavativi dipende solo ed esclusivamente dall'operato del dirigente responsabile.
In ogni caso, come ho detto, mi pare estremamente ipocrita, da parte della corte dei Conti, affermare che 850 milioni per 20.500 lavoratori della Regione, con relative famiglie a carico, sono troppi, mentre oltre 700 milioni per non più di 200 ricconi, che (come Lei stesso ha affermato) pagano meno i loro impiegati e si intascano la maggior parte dei soldi pubblici erogati dalla Regione, invece vanno benissimo.
E dopo tutto quello che ha detto cosa succede?
Concordo pienamente!
@anderson.....
anche i lavoratori del settore privato hanno famiglia, e se sono meno di quelli regionali è perché lavorano di più, sono più produttivi e guadagnano meno. E sono anche meno politicizzati di quelli regionali. E soprattutto la regione non se li deve accollare fino all'età della pensione, perché a differenza dei regionali sono licenziabili.
Per le mie esperienze personali, pagare lo stipendio ad un regiona significa buttare soldi al vento.
"@anderson.....
anche i lavoratori del settore privato hanno famiglia, e se sono meno di quelli regionali è perché lavorano di più, sono più produttivi e guadagnano meno. E sono anche meno politicizzati di quelli regionali. E soprattutto la regione non se li deve accollare fino all'età della pensione, perché a differenza dei regionali sono licenziabili.
Per le mie esperienze personali, pagare lo stipendio ad un regiona significa buttare soldi al vento."
Lei ha appena elencato una serie dei più diffusi luoghi comuni che riguardano la presunta maggior efficienza dei lavoratori del settore pubblico, rispetto a quelli del settore privato.
Non capisco, inoltre, perchè mai i lavoratori assunti da un privato dovrebbero essere "licenziabili", mentre quelli del settore pubblico no.
Tra i regionali, come tra tutti gli altri lavoratori del pianeta, ci sono quelli onesti e volenterosi, che si guadagnano lo stipendio, e quelli disonesti e fannulloni, che preferiscono impiegare la giornata a perder tempo in qualunque modo, nell' attesa dell'ora di tornarsene a casa, per continuare a poltrire. Il fatto che in un ufficio, pubblico o privato che sia, vi sia un numero più abbondante di impiegati lavativi dipende solo ed esclusivamente dall'operato del dirigente responsabile.
In ogni caso, come ho detto, mi pare estremamente ipocrita, da parte della corte dei Conti, affermare che 850 milioni per 20.500 lavoratori della Regione, con relative famiglie a carico, sono troppi, mentre oltre 700 milioni per non più di 200 ricconi, che (come Lei stesso ha affermato) pagano meno i loro impiegati e si intascano la maggior parte dei soldi pubblici erogati dalla Regione, invece vanno benissimo.
Con tutti i limiti che può avere, Lombardo è forse il primo Presidente regionale a memoria d'uomo che - lo ripeto con forza - HA DIMINUITO LA SPESA PER STIPENDI!!! - sia pure solo del 2 e qualcosa per cento. Ma, realisticamente, con le reazioni che ci sono, si poteva fare molto di più?
Sarà per questo che è additato da qualcuno come il peggior presidente della storia?
Secondo me, solo solo per questo, i Siciliani dovrebbero fargli una statua d'oro.
Concordo pienamente!
@anderson.....
anche i lavoratori del settore privato hanno famiglia, e se sono meno di quelli regionali è perché lavorano di più, sono più produttivi e guadagnano meno. E sono anche meno politicizzati di quelli regionali. E soprattutto la regione non se li deve accollare fino all'età della pensione, perché a differenza dei regionali sono licenziabili.
Per le mie esperienze personali, pagare lo stipendio ad un regiona significa buttare soldi al vento.
Degli oltre 8 miliardi di € che vengono spesi ogni anno per la sanità, circa 700 milioni (e forse più) vengono spesi per rimborsare le Case di Cura private ed i laboratori convebzionati.
Chissà perchè 850 milioni per 20.500 lavoratori della Regione, con relative famiglie a carico, sono troppi, mentre oltre 700 milioni per non più di 200 ricconi, tra proprietari di Case di Cura e Laboratori privati, invece vanno benissimo alla Corte dei Conti.
L'Italia è proprio un Paese di Pulcinella!
Con tutti i limiti che può avere, Lombardo è forse il primo Presidente regionale a memoria d'uomo che - lo ripeto con forza - HA DIMINUITO LA SPESA PER STIPENDI!!! - sia pure solo del 2 e qualcosa per cento. Ma, realisticamente, con le reazioni che ci sono, si poteva fare molto di più?
Sarà per questo che è additato da qualcuno come il peggior presidente della storia?
Secondo me, solo solo per questo, i Siciliani dovrebbero fargli una statua d'oro.
Un po' di serietà, non scambi l'oro per la m...da
la spesa per la sanita' e' alta ... ma per fare una risonanza magnetica "con ricetta" .. prenoti oggi e forse se ne parla tra 4 mesi.
gli amministratori della regione sono troppi!?
ma noooooo sono soltanto 100 volte quelli di altre regioni ...
con meno scienziati come potremmo avere una regione altrettanto produttiva ed efficiente....
Con tutti i limiti che può avere, Lombardo è forse il primo Presidente regionale a memoria d'uomo che - lo ripeto con forza - HA DIMINUITO LA SPESA PER STIPENDI!!! - sia pure solo del 2 e qualcosa per cento. Ma, realisticamente, con le reazioni che ci sono, si poteva fare molto di più?
Sarà per questo che è additato da qualcuno come il peggior presidente della storia?
Secondo me, solo solo per questo, i Siciliani dovrebbero fargli una statua d'oro.