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Fuoco amico: Schifani invita Cascio a tagliare gli stipendi dei deputati siciliani. Il presidente dell'Ars lancia il guanto di sfida: “Dimezzero’ gli stipendi…”

20 giugno 2010 09:20
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Una tragedia. Il fuoco amico ha colpito al cuore con il sorriso sulle labbra l’Assemblea regionale siciliana: al cuore, proprio così, che è stato rosolato ben bene e poi espiantato con non chalance. Bersaglio centrato, l’arma letale è stata lanciata dall’unico uomo che la possiede, il Presidente del Senato, Renato Schifani, ed ha colpito il Presidente dell’Assemblea, Francesco Cascio.

 

La tragedia si è consumata nel corso di un convegno al Castello Utveggio, luogo inadatto agli agguati. E’ stata una scarica elettrica, Cascio ha dovuto subirla, come se con le mani umide avesse toccato un filo scoperto dell’alta tensione. Nel corso del suo intervento – routine per gli astanti – rivolto a cascio il Presidente del Senato ha pronunciato un breve ma sentito appello: “Mi auguro che il Presidente Cascio imiti quello che ci accingiamo a fare io e il Presidente Fini: entro fine luglio procederemo al taglio del dieci per cento dei compensi dei parlamentari”.

 

Poi, non contento, ha aggiunto, come se nulla fosse: ”Mi dispiacerebbe moltissimo se Cascio non recepisse il messaggio”. Che significa quel dispiacere, quel sentimento “promesso”, ante litteram insomma? Il sospetto che non venga accolto? Può non sapere il Presidente del Senato che l’Assemblea regionale “deve” agganciare le retribuzioni al Senato per via del cosiddetto “parametro”, l’allineamento a Palazzo Madama? No, sicuramente non può non sapere. E’ una regola, cui non si può derogare perché dal primo all’ultimo parlamentare o dirigente dell’Assemblea è stato sostenuto da sempre che il parametro è sacro.

 

Se è così, l’appello-suggerimento della seconda carica dello Stato, potrebbe essere tradotto in questo modo: caro Cascio, hai avuto notizia che stiamo tagliando gli stipendi ai parlamentari, avresti dovuto fare altrettanto, perché non hai assunto alcun provvedimento, non ti sei ancora allineato, non hai espresso alcun impegno? Cascio - incassato il colpo – ha spiegato al siciliano e amico Schifani che il suo appello è arrivato in ritardo:’ “E’ allo studio una manovra con la quale anticiperemo le intenzioni anti sprechi di Camera e Senato”, ha osservato. Traduzione: la paternale è fuori luogo, assumeremo le nostre decisioni sui tagli prima di voi. Quanto al dieci per cento, Cascio ha tirato fuori la sua carta migliore: ”Gia’ fatto”, ha proclamato. Non ne sapeva niente nessuno? Peggio per voi, ma l’Assemblea ha già tagliato. Come? Cascio rivela che “da due anni non ci siamo più adeguati ai benefit del Senato”.

 

Di che benefit si tratta? Cascio lo spiega: “Non abbiamo adottato gli ultimi due scatti di aumento”. C’è qualcosa che non quadra, tuttavia: si tratta di stipendi o di benefit? L’Assemblea ha “usato” il parametro per risparmiare sui benefit? Ma i benefit non c’entrano niente con il taglio del dieci per cento invocato dal Presidente del Senato. I benefit sono gli accessori, i servizi extra, i telefoni, trasporti, viaggi studio eccetera. Forse al fine di tagliare corto, non gli stipendi, ma il discorso, Cascio ha lanciato il suo guanto di sfida, che comunque resterà scolpito nella memoria per l’audacia: “Se serve”, ha rincarato Cascio senza paura, “siamo pronti a ridurci gli stipendi del cinquanta per cento, non dobbiamo necessariamente allinearci al limite massimo…”.

 

Da non crederci, una gara a chi taglia di più e meglio. Disfida sul portafogli più leggero. La reazione del Presidente del senato alle parole di cascio non e’ stata registrata da alcun giornalista presente a Castello Utveggio. Un vero peccato. Resta, comunque, l’encomiabile contagio emulativo fra i due Presidenti siciliani, Schifani e Cascio. Dal confronto l’Assemblea esce magnificamente quanto a disposizione d’animo, stando alle parole di Cascio, che però si ha, stando all’esperienza acquisita, una sfortuna terribile: da due anni risparmia, ma il suo bilancio cresce.

 

C’e’ chi rema contro? Nemici interni e non identificati, che mandano a carte quarantotto le buone intenzioni e dilapidano i soldi messi da parte per fare quadrare il bilancio? La prova che Cascio ci abbia tentato è stata regalata senza remore, a dispetto della antica riservatezza, ai giornalisti più sensibili: l’Ars ha recuperato un milione di euro rinunciando agli scatti; grazie ai tagli per l’aggiornamento culturale si sono risparmiati altri due milioni; congelando le pensioni per gli ex deputati eletti al parlamento nazionale è stato recuperato un altro milione.

 

E chissà quanti soldi si risparmierà con la riduzione dei costi delle missioni, indennità di straordinario, costi del personale, promesse da Cascio (rivelazioni di Repubblica, e’ bene che si dia a Cesare quel che e’ di Cesare). Qualche dubbio resta, tuttavia: le indennità di straordinario non esistono ne’ per il personale ne’ per i parlamentari a Palazzo dei Normanni. Non si può cancellare ciò che non c’e’. Ma non è il caso di stare a fare le pulci a chi si danna l’anima per fare quadrare i conti.

 

Non è la prima volta che Cascio elenca i risparmi fatti. Solo che la somma dei risparmi è sempre di gran lunga inferiore delle nuove spese, stando al bilancio dell’Assemblea, che attinge le risorse dalla Regione. Tutte quelle che servono. E gliene servono sempre di più ogni anno: il fondo pensione, per esempio, non si alimenta che in misura irrisoria attraverso i contributi versati dagli aventi diritto. Occorre rimpinguare il fondo, anno dopo anno. Sicché, per esempio, mandare a casa dei dirigenti anzitempo, com’è stato fatto, non è un risparmio ma una maggiore spesa perché i posti vuoti vengono occupati da altri e i vitalizi vengono pagati dall’Ars (non dalla previdenza nazionale).

 

Infilarci in questa strada non porta a nulla, perché le informazioni, formali ed esaustive, non le abbiamo, e discettare costringerebbe ad aggirarsi nei meandri degli emolumenti, benefit, bonus, indennità ed altro. Facessero sapere quanto spende l’Assemblea in un anno per ogni deputato ed ogni suo dirigente, tutto compreso, aiuterebbe a capire, sostituendo le percentuali con le cifre in assoluto.

 

Il deputato regionale Giovanni Barbagallo, catanese, Pd ed ex Margherita, conduce una battaglia solitaria sui costi della politica, ma va al bersaglio grosso, un taglio dei numero dei deputati, invece che dei costi. Ma denuncia una realtà diversa da quella illustrata da Cascio. A suo avviso, i deputati regionali godono di privilegi intollerabili: “indennità d’oro per funzioni che dovrebbero essere compresi nell’emolumento”. Barbagallo non va al di là, così il mistero sui risparmi che non fanno calare le spese, di fatto non lo affronta. Le indennità d’oro, che Barbagallo non ritiene corrette, sono assegnate anche ai dirigenti. Non a tutti, naturalmente, ma a quelli che se lo meritano.

 

C’e’ chi riceve diecimila euro al mese a titolo di indennità accanto ad uno stipendio che raggiunge ventimila euro. Parafrasando Giulio Andreotti, che concludeva le sue lettere a un personaggio importante con “la stima che Le è dovuta”, quei soldi che derogano alla volontà di risparmio, sono l’indennità “dovuta”. Elargire stima non costa niente, ma Giulio Andreotti era parsimonioso per carattere. L’Assemblea non ha un’abitudine al risparmio ed alla trasparenza, sicché le cose vanno come vanno. Da sempre.

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Anonimo 22 giugno 2010   17:35
L'utente ha risposto al commento anonimo del 22 giugno 2010. Visualizza »

 

Bel pezzo, come sempre Direttore dimostra di essere attento, visto che tutti abbiamo letto l'articolo ci Cascio rilasciato a "S" di cui mi sembra, da quel che leggo, lei ha riportato fedelmente quasi tutto il contenuto .... peccato però che ha decurtato lultima domanda, quella in cui Cascio ha spiegato di aver evitato lo spreco di 445 mila euro sottolineando che si trattava di una tranzazione firmata a favore di un giornalista che era stato assunto all'ARS e che oltre alla buonauscita di 270 mila euro avrebbe chiesto - secondo Cascio - un'altra indennità di 445 mila euro e una pensione aggiuntiva di 40 mila euro all'anno (ecc.... tutto su "S") insomma , un lettore si chiede come mai proprio questa parte non è stata da lei RIPORTATA?

Certo del fatto che lei sa molto del Palazzo del nostro Parlamento .... sono sicuro che ci svelerà il nome del potenziale beneficiario richiedente......

Ma l'articolo racconta un convegno, sembra evidente. L'intervista di "S" che c'entra??

 

Cascio ha risparmiato quei soldi per darli al suo capo di gabinetto che ne guadagna di sola indennità 10 mila euro al mese? O per farsi qualche viaggio in più?

Anonimo 22 giugno 2010   00:33

 

Bel pezzo, come sempre Direttore dimostra di essere attento, visto che tutti abbiamo letto l'articolo ci Cascio rilasciato a "S" di cui mi sembra, da quel che leggo, lei ha riportato fedelmente quasi tutto il contenuto .... peccato però che ha decurtato lultima domanda, quella in cui Cascio ha spiegato di aver evitato lo spreco di 445 mila euro sottolineando che si trattava di una tranzazione firmata a favore di un giornalista che era stato assunto all'ARS e che oltre alla buonauscita di 270 mila euro avrebbe chiesto - secondo Cascio - un'altra indennità di 445 mila euro e una pensione aggiuntiva di 40 mila euro all'anno (ecc.... tutto su "S") insomma , un lettore si chiede come mai proprio questa parte non è stata da lei RIPORTATA?

Certo del fatto che lei sa molto del Palazzo del nostro Parlamento .... sono sicuro che ci svelerà il nome del potenziale beneficiario richiedente......

Anonimo 21 giugno 2010   12:03

 Signori miei, qui o si riducono gli sprechi o finiremo per dichiarare fallimento.

Anonimo 21 giugno 2010   10:48

Perchè non tagliare gli emolumenti a questi magnaccia , tagliare le autoblù e i privilegi e destinare il 50% a questi altri nullafacenti dei precari ?

Anonimo 21 giugno 2010   01:12

Cazzate lealiste...

Anonimo 20 giugno 2010   22:12

Che minchiate!! Cascio non è nemmeno in condizione di pensare di proporre il dimezzamento degli stipendi dei suoi colleghi, figurarsi di farlo attuare!

Se lo mangerebbero in un decimo di secondo!

E' solo una sbruffonata elettorale dentro la quale non ci cascherà nessuno!

Anonimo 20 giugno 2010   17:23

il governo italiano non ha nessun diritto di entrare nelle faccende del parlamento siciliano che deve dare conto e ragione solo al popolo siciliano!

Anonimo 20 giugno 2010   15:52
L'utente ha risposto al commento anonimo del 20 giugno 2010. Visualizza »

e' tutta inutile

e sterile

propaganda elettorale.

 

E' meno noioso guardare uno spot pubblicitario qualunque.

 

Schifani politcamente deve tutto al berlusca, prima non era nessuno,

cascio resta un politico dal valore discutibile. Discutibilissimo

Mi chiedo se ci sia un legame tra queste dichiarazioni e il ricorso di Siciliainformazioni che il Tar disceterà il 22 giugno. Forse la battaglia portata avanti dal quotidiano sta dando i suoi frutti. I cittadini sono stanchi di fare sacrifici mentre i politici gozzovigliano alle loro spalle: la diffussione dei dati sugli stipendi dei deputati siciliani potrebbe innescare molte polemiche e forse Schifani - uomo intelligenti nonchè avvocato di grande esperienza - vuole giocare d'anticipo per evitare una figuraccia.

andersonefareweto 20 giugno 2010   14:35

Praticamente hanno dato inizio al Campionato Mondiale dei Cazzari!

Anonimo 20 giugno 2010   10:08
L'utente ha risposto al commento anonimo del 20 giugno 2010. Visualizza »

fate ridere. Anche quando si propone qualcosa di condivisibile, sparate interpretazioni ad hoc

e' tutta inutile

e sterile

propaganda elettorale.

 

E' meno noioso guardare uno spot pubblicitario qualunque.

 

Schifani politcamente deve tutto al berlusca, prima non era nessuno,

cascio resta un politico dal valore discutibile. Discutibilissimo

Anonimo 20 giugno 2010   09:26

fate ridere. Anche quando si propone qualcosa di condivisibile, sparate interpretazioni ad hoc

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