Con molto ritardo, messa alle stretta, l’Assemblea regionale siciliana ha privato della doppia indennità i parlamentari che ne usufruivano. Il senato, al quale l’Assemblea fa riferimento grazie al cosiddetto “parametro”, aveva già assunto il provvedimento, privando gli ex senatori, eletti deputati regionale dell’emolumento, ma non era avvenuto il contrario.
La manovra anticrisi ha costretto le due Camere a studiare provvedimenti di contenimento della spesa dei quali, invero, si sa ben poco. Pare che si sia intervenuti sui rimborsi e soltanto su quelli. Trapelano informazioni con il contagocce e dopo quel gran parlare che si è fatto nella fase preparatoria delle misure, si è tornati alla normalità.
La difficoltà di avere notizie dal Parlamento regionale è nota, e si accentua quando devono essere adottati provvedimenti restrittivi. Quotidiani nazionali hanno pubblicato elenchi dei ex parlamentari che usufruiscono di un vitalizio, mentre l’Assemblea regionale si rifiuta di dare qualunque notizia sul trattamento pensionistico degli ex deputati regionali.
Una diversità sconcertante, se si considera che le nostre testate hanno dovuto rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale per ottenere le informazioni che i due rami del Parlamento nazionale, pur attente alla riservatezza, hanno dato senza particolari problemi. La trasparenza incoraggia provvedimenti virtuosi, l’assenza di informazioni al contrario permette decisioni che l’opinione pubblica non apprezzerebbe.
Milioni di siciliani dovranno stringere la cinghia, migliaia di posti di lavoro verranno persi, le imprese boccheggiano, i trasferimenti di risorse dallo Stato alla Regione subiranno drastici tagli: ci si aspetta che si assumano decisioni adeguate. I contributi ai gruppi parlamentari costituiscono una voce importante nel bilancio dell’Assemblea regionale, così come i benefit e i bonus supplementari.
Invece che diminuire, nonostante gli annunci della Presidenza, i costi sono aumentati, come si evince dagli ultimi bilanci approvati in aula a Palazzo dei Normanni in quattro e quattr’otto.
L’argomento a Palazzo dei Normanni non è stato ancora sfiorati. Il parametro viene applicato soltanto quando c’è da incrementare gli emolumenti? ha una sola gamba? Sono ammissibili indennità di circa diecimila euro (oltre allo stipendio ancora più “pesante”) al capo di gabinetto del Presidente dell’Assemblea, paladino dei risparmi, mentre si tagliano salari e stipendi di 1000 o 1200 euro al mese?
Mettere mano con serietà all’argomento costi della politica ed alla trasparenza ridarebbe al Parlamento regionale l’immagine di cui ha diritto come l’istituzione democratica più prestigiosa ed importante dell’autonomia speciale. I silenzi fini qui accumulati non fanno onore ad alcuno ed attribuiscono responsabilità generali. Le opposizioni parlamentari che esprimono con tanta energia le loro posizioni politiche avverse al governo, non hanno previsto nella loro agenda, la trattazione dell’argomento.
Se le cose rimarranno così, il disagio sociale provocato dalle misure anticrisi in un’Isola provata dalle difficoltà economiche ed occupazionali, farà esplodere la rabbia di chi non ce la fa. Ed avere le carte in regola a Palazzo dei Normanni diverrà un imperativo categorico. Morale, oltre che economico.