“Ci vediamo l'8 giugno”. Le parole giravano tra i corridoi di Palazzo dei Normanni lo scorso 19 maggio, quando la presidenza dell'Assemblea regionale siciliana comunicò a Sala d'Ercole lo stop di tre settimane ai lavori del parlamento, per permettere ai deputati di affrontare la campagna elettorale in vista delle amministrative del 30 e 31 maggio. I novanta deputati siciliani dovevano ricaricare le batterie dopo l'infinita e spossante maratona affrontata per l'approvazione di Bilancio e Finanziaria.
Approfittiamo della pausa per tirare le somme. Quale migliore occasione di questa giornata, 63/o anniversario della prima seduta del parlamento regionale, il 25 maggio del 1947, per analizzare la produttività dei nostri parlamentari? Diciamolo subito. Nonostante i proclami, vedi quello di oggi del presidente dell'Ars Francesco Cascio, che ha presentato ai giornalisti il “primo rapporto sullo stato dell'attività legislativa e parlamentare dell'Ars”, quello di Palazzo dei Normanni è un parlamento che si riunisce poco, che approva un numero risicato di leggi, che in certi mesi accelera improvvisamente, per poi rallentare di colpo andando avanti per forza d'inerzia.
Eccola l'Ars della XV legislatura, costituita il 22 maggio 2008, capace in due anni di riunirsi 175 volte, per un totale di 144 giorni lavorativi. Un parlamento che risente, come lo stesso Cascio afferma, delle lotte intestine tra i partiti politici che lo compongono. Pochissimi i disegni di legge che approdano in aula, la gran parte rimangono intrappolati nelle commissioni o fanno la spola tra queste e Sala d’Ercole. Centinaia quelli che si perdono nei meandri del Palazzo reale.
A parlare, impietosi, sono i numeri. L’Ars si è riunita cinquantasette volte nel 2008, una media di 7,1 sedute al mese, e settantadue l'anno scorso. La media con cui i parlamentari regionali hanno messo piede a Sala d’Ercole nel 2009 si è abbassata fino a 6 volte ogni trenta giorni. Nel 2010 il parlamento ha fatto segnare, ad oggi, quarantasei sedute, 9,2 al mese. Un balzo in avanti, insomma, grazie al quale l'Ars è riuscita ad approvare il “piano casa”, la legge che riforma il sistema degli Ato e, per il rotto della cuffia, Bilancio e Finanziaria. Otto le sedute di gennaio, dieci a febbraio. A marzo il picco, tredici sedute, scese a undici ad aprile. Peccato che a maggio i nostri deputati abbiano tirato i remi in barca. Solo quattro le sedute questo mese. In totale nel 2009 il parlamento siciliano ha lavorato quarantadue giorni, contro i sessantaquattro del 2009 e i trentotto dei primi mesi della legislatura, che ricadono nell'anno solare 2008. A Palazzo dei Normanni i deputati si fanno vedere poco, tre giorni a settimana, tra martedì e giovedì, adottando il metodo della settimana cortissima e del week-end infinito. Quest'anno però si sono messi d'impegno e per evitare lo scioglimento dell'Ars da parte del commissario dello Stato Sala d'Ercole si è riunita due volte il sabato, uno di questi era perfino il 1 maggio. Un record, insomma.
Il tracollo riguarda piuttosto le leggi approvate. Dalle ventitré dell’anno passato, l’Ars è passata alle dodici del 2009, una al mese. In questi primi mesi del 2010 siamo arrivati a quota dieci. Anche qui un leggero passo avanti, ma si parla sempre di una media di sole due leggi ogni trenta giorni. Un po' poche, se pensiamo che nello stesso periodo Camera e Senato hanno dato il via libera rispettivamente a quaranta e diciannove progetti di legge, lavorando cinquantadue e quarantuno giorni. Come detto tra le leggi approvate quest'anno ci sono importanti provvedimenti come quelli per il rilancio dell'edilizia e per il sistema di raccolta e gestione dei rifiuti, ma tempo prezioso è stato perso per approvare Bilancio e Finanziaria, che andavano votati entro lo scorso dicembre e che hanno reso necessari quattro mesi di esercizio provvisorio (che tra l'altro rientra nel computo delle dieci leggi approvate nel 2010). Del Dpef, documento di programmazione economica e finanziaria, si sono perse le tracce. In compenso il Bilancio interno dell'Assemblea è stato liquidato in pochi minuti. Ogni tanto i nostri deputati si mettono d'accordo. Cascio difende così l'Assemblea: “La dinamicità di questa legislatura si coglie e si deve misurare non solo dal numero delle leggi o dal loro contenuto certamente per alcune di portata fondamentale come la norma antiracket, la riforma sanitaria, la riforma dei dipartimenti e dei rifiuti, ma anche da tutte quelle altre attività parlamentari a carattere ispettivo e politico, fra cui spiccano le mozioni che sono divenute sorgenti di veri e propri dibattiti”.
Giusto, non esistono solo le leggi. E quindi dobbiamo dare conto anche del resto. Se i nostri parlamentari sembrano allergici all’Aula, bisogna dire che gran parte dei loro impegni e delle loro presenze si svolgono nelle commissioni, dove i ddl vengono analizzati e modificati, talvolta stravolti. Dove spesso il gioco della politica affossa un ddl per sempre. Dal documento presentato da Cascio emergono alcuni dati, che vale la pena snocciolare. Dall'inizio della legislatura al 30 aprile di quest'anno, l'Ars ha prodotto 1.788 atti parlamentari tra interrogazioni, interpellanze, mozioni e ordini del giorno. In totale sono state presentate 1.165 interrogazioni (solo 244 quelle affrontate in aula o in commissione), 85 interpellanze (50 svolte), 191 mozioni (32 discusse) e annunciati 374 ordini del giorno. Il Pd, con 938 provvedimenti, ha il primato per numero di atti in tutte e quattro le categorie di documenti. Quattrocento le audizioni nelle commissioni parlamentari. Un po' pochine, se si mettono nel conto sette commissioni permanenti legislative, tre permanenti non legislative e tre speciali. In totale fanno tredici. Se si va lentamente, per il presidente dell'Assemblea è colpa del governo. A proposito del lavoro svolto in Assemblea, Cascio si augura che “quanto fatto all'Ars sulle riforme non venga vanificato dal governo”. “Non so quanto durerà questa fase. C'è un'ambiguità politica ed è una situazione che non dà una prospettiva lunga – continua -. Abbiamo davanti obiettivi importanti come il disegno di legge sulla burocrazia, che sarà approvato perché atteso, ma per il futuro ci vorrebbe un quadro politico più chiaro con una maggioranza vera e una opposizione. Al momento andiamo avanti alla giornata. Due terzi delle leggi approvate dall'Ars - aggiunge - sono frutto dell'attività del parlamento. Inoltre la presidenza, con il supporto degli uffici, ha fortemente ridimensionato la pessima vecchia abitudine delle leggi omnibus in cui inserire di tutto”.
Per Cascio dal rapporto “emerge più di una condizione per respingere al mittente alcune delle accuse susseguitesi in questi mesi che ingenerosamente hanno accentato il parlamento come un organo lumaca” e ha sottolineato che “la puntualità, la presenza dei deputati in commissione e in aula, molto più intensa rispetto al passato, è un monito anche per responsabilizzare il governo”. Noi qui vi abbiamo dato i numeri, per il resto giudicate voi.
Simpatico Ciccio: Ma mi "facci" il piacere... Provveda a tagliare, sui costi, piuttosto, poichè i siciliani pensano e criticano, pure!!!!
“La dinamicità di questa legislatura si coglie e si deve misurare non solo dal numero delle leggi o dal loro contenuto certamente per alcune di portata fondamentale come la norma antiracket, la riforma sanitaria, la riforma dei dipartimenti e dei rifiuti, ma anche da tutte quelle altre attività parlamentari a carattere ispettivo e politico, fra cui spiccano le mozioni che sono divenute sorgenti di veri e propri dibattiti”.
Mi pare che tenti di arrampicarsi sugli specchi.Lavorano poco.La riforma dei dipartimenti è solo una forma di totale spoils system , per aggirare la sentenza della Corte Costituzionale che lo ammette solo per i dirigenti generali, per cercare di piazzare amici e parenti nei posti chiave.
Abbiamo davanti obiettivi importanti come il disegno di legge sulla burocrazia, che sarà approvato perché atteso, tentano sempre di scaricare la colpa dello sfascio su qualcun altro.Complimenti.